STAGE A LOURDES

DSCN0082Si parte!!! Tutto è pronto, con un unica certezza quella di andare dalla Madonnina, ma a fare cosa e con chi? Una grande incognita che desta in me non poche apprensioni e mille ripensamenti.
Salita sul treno un gran clima di festa mi ha accolto, le mie colleghe stagiste di Monopoli veterane di questa esperienza mi hanno subito tranquillizzato, che strano però salire su un treno bianco dove tutti per me sono degli sconosciuti, quante differenze quanti paragoni.
Una differenza che subito mi è saltata agli occhi è stata quella di non trovare (erano come mosche bianche) giovani volontari che invece sempre in maggior numero affollano il nostro pellegrinaggio.
Arrivata a Lourdes come sempre un grande calore mi pervade il cuore, finalmente sono a casa, subito Marilena, (la resp. che fa le veci di Petrella in vacanza a Barletta) mi illustra il programma ricco di impegni e appuntamenti ma per fortuna il pomeriggio è libero e quindi via, doccia e grotta un binomio vincente.
Appena arrivata al salus però, un piccolo dispiacere frena il mio entusiasmo, tante carrozzine che aspettano di andare a Santa Bernadette e tanti volontari che proseguono da soli ignorando la necessita di servizio, ma come, da noi si fa a gara per portare le carrozzine e loro se ne infischiano?
Lo stage prosegue senza troppi scossoni, svolgo il mio servizio fondamentale all’interno del salus, (visto che non ci sono più dipendenti) in un bel clima di armonia e serenità tutti ci diamo una mano senza mai smettere di scherzare e di sorridere ma purtroppo per me il confronto prosegue e si amplifica con l’arrivo del pellegrinaggio del Triveneto, con i quali ripartirò da Lourdes e la Lombardia.
Soprattutto durante questi due pellegrinaggi ho capito l’importanza di far parte di una sottosezione, se pur chiusa a detta di qualcuno, dove al centro del Servizio c’è l’ammalato che grazie a Dio non incontriamo solo a Lourdes ma al contrario entra a far parte della nostra vita tutti i giorni con le mille attività e iniziative che volontariamente siamo chiamati a fare, che desolazione sapere che un barelliere con  un decennio di servizio saluta e rivede un ammalato del suo stesso paese dopo un anno e cioè dal precedente pellegrinaggio.
Alla fine di questa mia esperienza torno a casa con mille perplessità, quello che ho vissuto non sempre è stato bello ma sicuramente ha contribuito ad arricchire il mio spirito unitalsiano, la mia sottosezione è davvero un piccolo paradiso, è una goccia d’acqua in un deserto senza fine adesso lo so’.

Un pensiero su “STAGE A LOURDES

  1. Sono daccordo Anto..A volte si sparla solo per dare aria alla bocca purtroppo!Forse solo al Salus si può avere la possibilità di notare certe cose proprio perchè si sta a contatto con tante sottosezioni e modi di concepire l’unitalsi diversi!Non che gli altri siano peggiori ma noi FORSE ci siamo spinti un passetto avanti FORSE…o forse no..in ogni caso sarebbe bello colloborare tutti insieme mettendo da parte i pettegolezzi, le gelosie e la voglia di essere troppo in prima linea solo nelle occasioni ufficiali magari, queste cose purtroppo separano e non uniscono la gente e le sottosezioni…a volte basterebbe gioire delle cose belle e delle conquiste degli altri senza esserne antagonisti…

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