Siamo diversi o uguali?

Questo interrogativo mi frulla in testa da molti anni e per conto mio ho dato anche una risposta, che nel tempo si è fatta sempre più inequivocabile… Ebbene sì, siamo DIVERSI, ma purtroppo il mito dell’egualitarismo (rendere obbligatoriamente tutti uguali, omologare il genere umano) ha soppiantato quello dell’uguaglianza degli esseri umani (ognuno è portatore di diritti, ha una propria dignità ed intangibilità in quanto essere umano). Certamente ci sarà chi potrà travisare queste mie parole ricorrendo al Vangelo, alla Costituzione, alle frasi dei Baci Perugina, a Marx, a padre Zanotelli o anche al buon senso. Ritengo però che si debba considerare che ogni individuo è diverso, Dio ci ha creati unici ed irripetibili, e non dobbiamo commettere l’errore di inseguire la chimera dell’omologazione che per ingannarci si traveste da uguaglianza.

Perchè questo preambolo? Mi ha ferito la notizia della morte (o meglio l’uccisione) di due gemelle nel grembo materno in un ospedale di Milano. La mamma ed il padre, che non intendo giudicare, di queste due figliolette hanno deciso di sopprimere la figlia che all’amniocentesi è risultata essere affetta dalla sindrome di Down.

La fallibilità dell’uomo ha causato la morte della bambina sana, attraverso l’iniezione di una sostanza nel cuore per determinarne l’arresto, e successivamente i due genitori hanno autorizzato l’uccisione della figlia “imperfetta”!

Urge una riflessione: perchè perseguire a tutti i costi la perfezione, che per l’uomo non esiste? Perchè seguire i propri desideri senza tener conto della priorità assoluta della vita sui nostri capricci? Desiderare un figlio sano (legittimamente) è un bene imprescindibile? Un figlio malato, malformato, imperfetto è un figlio a metà? Beethoven era sordo, Leopardi gobbo, eppure sono stati dei grandi della storia, o no? Si è meno genitori se si genera un figlio non sano? Coprire queste decisioni, quasi sempre dolorose, con il manto della falsa pietà è un’azione menzognera.

C’è chi è pronto a fare le barricate rispetto al concetto di qualità della vita; ma quale, quella nostra o quella dei nostri bambini?

Si dice spesso che si vuole evitare che soffrano: noi o i bambini?

Noi come associazione dobbiamo cominciare a sollevare questo problema, intervenire sullo scenario pubblico rispetto a queste tematiche. Non siamo solo manovali, ingegneri e intellettuali della carità. Siamo TESTIMONI (lo dicevo già in altri articoli)

Chiediamo alle mamme di figli speciali, che ben conosciamo, cosa ne pensano.

Secondo voi Michelina, Marco, Roberto, Cinzia (per limitarci ad alcuni piccoli amici con sindrome di Down) non sono felici? La loro vita vale meno? Le loro mamme ed i loro papà sono genitori di serie B?

Non facciamoci anestetizzare dalle notizie che volutamente i giornali laicisti ci propinano come una pillola indolore.

Altri dicono che questo mondo è impazzito, corre e gira come una trottola, “fermatelo perchè voglio scendere”; io ci resto su e combatto.

E voi?

 

14 pensieri su “Siamo diversi o uguali?

  1. Da un po di tempo a questa parte vengo presa da attacchi di malinconia..(chissà perchè!) e per sentirmi meno sola bazzico spesso su questo sito..BHè DEVO DIRE CHE…QUESTO SITO – BLOG è STUPENDO!Mi complimento con il Presidente e tutti quelli che hanno collaborato con lui……(sicuramente c’è di mezzo Mariella & family!!) perchè è davvero ben fatto!! Allora dopo la prima impressione positiva ho iniziato a curiosare e a leggere un po di cose……..e il mio okkio è cascato su un commento di Rosa.
    Era da tanto che non leggevo un testo scritto dalla Bek, e come sempre mi sono persa nelle sue parole….poi ho letto altri commenti…..e mi sono resa conto di quanto le mie amiche siano cresciute e cambiate…..quasi mi emozionavo!!
    Cmq ne approfitto per salutare Maddy, Mariagrazia, Ciccino, Angelo, Manu e Giovanni. Per abbracciare forte forte Mariella e la sua famiglia! Per sbaciucchiare le mie amiche bek e per fare un inchino con OLA annessa al grande Presidente Cilli!!
    Vi penso sempre e in bocca al lupo per tutto!

    PS.spero che “Vale” e “Rosa” siano le bek amiche mie altrimenti qui…non c’ho capito un piffero!!!

  2. …se nella tempesta mi è venuta meno la fede,
    voglio ritornare a Te….
    Ciao a tutti, ci vediamo domenica.

  3. Ripeto, spero per l’ultima volta, che non ho giudicato quei genitori. Non riesco obiettivamente a trovare nessuna frase che possa far intendere ciò. Il loro vissuto è stato certamente contrassegnato da tanti dubbi, da molte “spine”.
    La rabbia è nei confronti di questa società, dei mezzi di comunicazione che hanno dato risalto alla notizia senza conoscere nulla della loro storia. Credete forse che se non ci fosse stato “l’errore chirurgico” sarebbe emerso questo episodio? Ha fatto notizia l’uccisione della bimba sana, mica altro.
    Non conosciamo la vita di questi genitori per cui possiamo solo parlare astrattamente dell’episodio. Non concordo con Rosa e Vale quando affermano perentoriamente e molto, troppo crudamente che non sono degni di essere genitori, che sono stati ripagati con la stessa moneta, etc. Non commettiamo l’errore di arrogarci il diritto di scandagliare l’animo umano. Dobbiamo contraddistinguerci per la comprensione, la vicinanza che possono consentire la condivisione e forse anche la critica (anche perchè il precedente articolo di Rosa sul suicidio avrebbe dovuto essere oggetto di critiche e non di preghiere). Questa domenica il Vangelo parlava della misericordia di Dio, sforziamoci di esserne capaci. Quei genitori avrebbero avuto bisogno di ascolto (sarebbe troppo lungo parlare del ruolo dei medici, dei consultori e simili), di sostegno morale e materiale, di amicizia. Questo atteggiamento di prudenza non ci esime però dal condannare l’atto omicida. Parlarne, pur senza essersi mai trovati di fronte ad una tale decisione, non ci mette fuori gioco, ma ci deve rendere più sereni nelle valutazioni. I giornali, le tv, il mondo e le sue pazzie non ci dirà mai cosa è avvenuto realmente; resteranno questi genitori SOLI (speriamo di no) di fronte a Dio e alle loro bimbe,anche loro sono vittime…questo sarà il loro cuore e la loro coscienza a dirglielo, nessun altro.
    P.S. Alle offese altrui d’ora in poi non rispondo più

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