Riscoprire l’Amore verso il prossimo

Ciao a tutti, sono Michele Dicuonzo, sicuramente vi state chiedendo chissà chi è tra i tanti Michele che ci sono nella nostra grande famiglia, vi dò un aiutino molti di voi mi conoscono come Michele della parrocchia di S. Giacomo o Michele il confratello poi fate voi. Fin da quando ero adolescente ho sempre frequentato la parrocchia nel gruppo giovani e ho partecipato a molte iniziative parrrocchiali ma mai ad una iniziativa caritativa, poi 10 anni fà il mio carissimo parroco mi propose da fare un’esperienza di volontariato presso la ” Piccola Casa della Divina Provvidenza” chiamata comunemente il ” Cottolengo” di Torino, io accettai e la cosa mi entusiasmava perchè avrei vissuto una nuova esperienza. L’esperienza di volontariato era solo di 15 giorni e anche se pochi sono stati intensi e pieni di ricchezza. Inizialmente non credevo che dovessi accudire gli “Angeli” in terra ( come vengono chiamati gli ospiti della casa ) e questo mi ha fatto maturare molto spiritualmente e ha acceso in me quell’Amore che ogni malato o disabile devono ricevere. Non era solo il cambiarli o metterli a letto o fargli fare la passeggiatina pomeridiana ma lo stare accanto, ascoltarli, dargli una parola di conforto questo alimentò dentro di me il vero significato di essere un cristiano che non era solo lo stare in chiesa a partecipare alla Messa ma anche sporcarti le mani comprometterti per il bene del prossimo. Dopo che finì questa meravigliosa esperienza mi ripromisi di ritornarci l’anno successivo ma per vari motivi e anche per gli impegni parrocchiali che avevo intrapreso non potetti più rivivere questa esperienza. Ho sempre conosciuto l’Unitalsi come associazione e sapevo qual’era la finalità di questa associazione, dopo aver vissuto l’esperienza Cottolenghina volevo affacciarmi all’Unitalsi per rivivere l’esperienza del volontariato ma ho voluto prima di tutto fare chiarezza dentro il mio cuore anche perchè non si vive un esperienza di volontariato solo per uno sfizio o perchè non si ha nulla da fare e si va a perdere tempo all’Unitalsi per passare la giornata. Dopo tante incecisioni ho deciso anche con il benestare del mio parroco di affacciarmi alla nostra grande Famiglia e veramente sono stato accolto con tanto calore nonostante io fossi molto timido e impacciato ho subito familiarizzato con tutti e soprattutto con i nostri cari amici che ogni qual volta l’ incontro ho sempre voglia di vederli per parlare con loro e dargli una parola di conforto. Spero che in questo mio primo anno possa partecipare al pellegrinaggio a Lourdes dove ognuno di noi volge lo sguardo a ” Colei che più somiglia al nostro Redentore ”  e  spero di vivere il pellegrinaggio con l’entusiasmo e la ricchezza che sto ricevendo giorno dopo giorno. Scusatemi se mi sono presentato solo adesso ma per via degli impegni parrocchiali e non uso pochissimo il pc e ho poco tempo libero ma posso dire dopo quattro mesi che faccio parte di questa grande famiglia che abbraccia tutti i sofferenti, che ho riscoperto dentro di me quell’ Amore vero che solo Dio sa donare, lo spirito di donazione che ci distingue e che ci arricchisce ogni giorno e ogni momento risuonano nella ma menite le parole dell’apostolo Pietro che dice: ” la Fede senza le opere è morta in se stessa”. Mi auguro di perseverare nella scelta che ho fatto e di vivere il mio essere unitalsiano con spirito di servizio verso i sofferenti.

Vi abbraccio tutti,   Michele.

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