Per me il terremoto in abruzzo è finito ieri sera

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Per me il terremoto in abruzzo è finito ieri sera all’una, quando sono tornato a casa, mi sono fatto una doccia e sono andato a letto. A casa mia. Ma per tutti quelli che ho lasciato a Piazza d’Armi, a l’Aquila, il terremoto continua. Loro si sono svegliati anche questa mattina in una tenda insieme a persone sconosciute, costretti a vivere una situazione di disagio per la mancanza di privacy, per gli spazi ridotti al minimo, perchè piove sempre e non hanno uno stendino per asciugare la roba, non hanno una tuta comoda o scarpe di ricambio. Se vuoi l’acqua calda ti devi alzare presto la mattina, poi ti metti in fila per fare la colazione e poter cominciare un’altra giornata nella tendopoli; l’ennesima. Sono passate tre settimane dal sisma del 6 aprile e le cose ormai vanno lentamente migliorando grazie al supporto dei tanti volontari della Protezione Civile. Ci sono gli alpini in cucina, la croce rossa con un presidio medico, i vigili del fuoco che aspirano, dopo la pioggia, l’acqua che assedia le tende. Vedi i dottori clown che organizzano i giochi con i bambini, le forze dell’ordine che sorvegliano costantemente il campo e tecnici che installano nuove linee elettriche e container per docce e servizi vari. Ci sono tanti fraticelli novizi che, guidati da fra Giuseppe, girano per le tende ad ascoltare e donare una parola di conforto ed invitare tutti quanti ad un momento di preghiera nella piccola cappella del campo dove non c’è nulla, ma trovi l’essenziale: qualche banchetto, un tavolinetto per altare e una piccola croce fatta con due rami incrociati. Lì c’è Cristo. Lui è lì e intorno a te, in tutte le tende. Mi vengono in mente le parole dette dal crocifisso a san Francesco: “và e ricostruisci la mia chiesa”.
L’Unitalsi sta ricoprendo in questi momenti un ruolo importante, specifico del nostro carisma: quello dell’assistenza alla persona, che non è solo il disabile ma sono tutti quelli che hanno bisogno di un aiuto. E’ importante anche solo stare ad ascoltare. La gente ha bisogno di parlare. C’è il padre di famiglia che ha perso la casa ma, indicando il figlio, dice “io devo restare qui e andare avanti perchè questa è la mia terra e lo devo fare per lui, per dargli un futuro”. Anziani soli e indifesi che nelle loro case avevano tutti i loro riferimenti e che qui vedi spaesati, quasi increduli di tutto quello che succede intorno a loro. Disabili psichici che non vanno in mensa perchè dicono “c’è troppa gente”. Il vecchietto che non si lava e si cambia gli indumenti da quando è uscito di casa semplicemente perchè è solo e non si rende conto della sua condizione. Ha 82 anni e si chiama Vittorio. E’ lui l’ultimo ricordo che ho del campo di piazza d’Armi a l’Aquila. Oggi io sono a casa, ma lui è ancora lì.

5 pensieri su “Per me il terremoto in abruzzo è finito ieri sera

  1. Oggi è il 28.07.2009 e venerdì mattina all’alba partirò per il campo di P.zza d’Armi – L’Aquila – con mio marito.
    Lì vivremo per una settimana per donare un pò del nostro tempo.
    Alla riunione operativa, caro Ruggiero, i racconti mi hanno messo i brividi….la situazione non è migliorara ma peggiorata.

    Non voglio scendere nei dettagli ma solo rincuorare tutti i volontari UNITALSI a farsi coraggio perchè quelle persone hanno bisogno di noi.

    Credo che un’esperienza simile ci cambierà la vita.

  2. ho gli occhi pieni di lacrime, grazie per quello che hai fatto ……per me e per noi tutti

  3. Ho tardato a postare un commento xkè il racconto di Ruggiero è davvero emozionante.
    Si percepisce in ogni parola la sua condivisione e immedesimazione nelle vite delle persone che ha incontrato.
    Non dico che non me lo sarei aspettato xkè Ruggiero è un ragazzo (???)profondo, ma è stato stupefacente che si sia messo così anudo. E’ proprio vero che lo Spirito Santo soffia dove vuole e che il Signore sa far spuntare fiori profumati dal fango e dal dolore più nero fa salire germi di speranza.
    Sia lodato il Signore!

  4. Grazie Ruggiero per la testimonianza che ci hai donato!
    La semplicità delle tue parole accompagnata alla precisa descrizione di ciò che hai visto, mi ha fatto immaginare di essere lì.
    Io credo che neanche le immagini della televisione possano rappresentare realmente quello che si sta vivendo lì in quel momento.
    Ieri mi hanno colpito tantissimo alcune frasi del nostro Papa in visita,che vorrei condividerle con voi:”Desidero sottolineare il valore e l’importanza della solidarietà, che, sebbene si manifesti particolarmente in momenti di crisi, è come un fuoco nascosto sotto la cenere. La solidarietà è un sentimento altamente civico e cristiano e misura la maturità di una società. Essa in pratica si manifesta nell’opera di soccorso, ma non è solo una efficiente macchina organizzativa: c’è un’anima, c’è una passione, che deriva proprio dalla grande storia civile e cristiana del nostro popolo, sia che avvenga nelle forme istituzionali, sia nel volontariato. Ed anche a questo, oggi, voglio rendere omaggio.”
    Grazie ancora !
    Ciao a tutti Ivana

  5. uno sguardo disarmante quello di ruggiero ieri mattina in sede, mentre puliva tutto solo il nostro pulmino la sua mente era alle persone che aveva da poco lasciato. Conosco ruggiero da tanti anni ma non ho mai visto i suoi occhi brillare e la sua voce tremare mentre mi raccontava la sua esperienza. Mi ha detto ” ho toccato il corpo di Cristo”. Sono rimasto in silenzio ad ascoltare tutti gli episodi che hanno arricchito la sua vita, tutte le persone che ha incontrato e aiutato in questo momento terribile!
    Siamo sulla strada giusta!

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