Il buon senso

Cercherò di essere il più sintetica possibile (sempre che io ci riesca) per la gioia di qualcuno! Allora…io parlerei del film che abbiamo visto ieri “Piovono mucche”. Bel film…secondo me ci ha mostrato oltre che la situazione disastrosa di una comunità a causa dell’incapacità di gestione da parte di una direzione incompetente, anche il disagio giovanile. Ragazzi che si ritrovano lì per caso, grazie alla loro scelta di fare gli obiettori di coscienza, si guardano intorno e vedono persone con numerosi problemi per loro sconosciute e si ritrovano a doverli accudire in qualche modo; hanno la possibilità di chiedere trasferimento da qualche altra parte, in altri contesti, ma decidono di rimanere…l’ambiente è carino anche se il rapporto con gli ospiti è spesso complicato e a primo impatto traumatico. 

Secondo me dal film si evince che: 1) Chi decide di “stare a capo” di un’associazione o di una comunità o altro deve esserne in grado. Deve stabilire delle regole, senza però essere un dittatore, per far si che tutto vada per il meglio, deve preoccuparsi del contenuto e non del contenitore cioè non deve badare escusivamente alle apparenze ma deve curare TUTTI gli aspetti ossia deve conoscere ed educare alla convivenza ospiti e “volontari”. 2) I “volontari” bisogna in primo luogo conoscerli perchè non ci si può solo soffermare sul fatto che uno sia un presunto laureato in medicina o un effettivo laurenando in filosofia, come nel film, in quanto il titolo di studio non è nè una garanzia di intelligenza nè di efficenza nè nient’altro, in secondo luogo bisogna formarli e con la parola formazione non intendo che bisogna necessariamente organizzare dei corsi allucinanti di pronto intervento ma spesso per formare basta anche correggere certi atteggiamenti che magari in certi contesti non vanno bene o semplicemente basterebbe affiancarli nello svolgimento dei “compiti”…in ogni modo i volontari non vanno lasciati a loro stessi, devono essere accompagnati per far si che l’intera comunità si arricchisca e cresca. 3) Ieri si parlava di buon senso per cui i personaggi più attaccati erano inevitabilmente i “giovani volontari”…ok…nel film i giovani hanno peccato di incoscienza, presunzione e anche spavalderia, hanno compiuto gesti sconsiderati nei confronti degli ammalati che nessuno di noi condivide per fortuna! Ma secondo voi tutti possiedono buon senso? Il buon senso è innato o si acquisisce? Se le famiglie non provvedono a inculcarlo ai propri figli e questi si ritrovano in una comunità ad aver a che fare con persone con problemi non indifferenti, chi ha il dovere di educare questi ragazzi, se non altro per non mettere in pericolo la vita o per non ledere la sensibilità degli ospiti della comunità? I ragazzi nel film hanno creduto di far bene e invece hanno fatto male ma perchè? Perchè sono degli emeriti imbecilli o perchè oltre a non essere capaci di pensare a loro stessi in modo responsabile si sono ritrovati in un contesto in cui nessuno gli ha insegnato che cosa va fatto e cosa no? Il buon senso è davvero così diffuso nella socieà? Non credete che se davvero fosse così diffuso certe cose descritte in un film di ben 12 anni fa sarebbero migliorate? Il divertimento (e non solo quello) concepito da moltissimi giovani oggi, 2007, è spesso più estremo rispetto alle immagini di ieri…la causa ovviamente sono le famiglie che non sanno educare ma purtroppo nel film questo non è affrontato…tutto è ricondotto, a mio modesto parere, a dei direttori ai quali non interessa di nessuno e che non si sforzano neanche di porre dei limiti. Nessuno dei direttori nel film ha dialogato con i ragazzi, nessuno si è degnato di parlare degli ospiti della comunità o dell’argomento della diversità in generale…nessuno ha spiegato loro che la “diversità” dei disabili non sta solo nel fatto che non possono camminare o che non possono mangiare certe cose perchè hanno particolari patologie ma sta soprattutto nella loro diversa sensibilità per la quale ciò che non è problematico per me, sana, molto spesso è problematico per loro….secondo voi è così scontato che tutti riescano a capire da soli certe cose? In materia di sentimenti tra l’altro già a volte è complicato per chi è sano figuriamoci per una persona che è costretta a stare su una sedia a rotelle… 4)L’argomento preghiera, Dio, Gesù, non è neanche accennato nel film nonostante tra i direttori credo di fosse anche un prete…può essere significativo? 5) La parte più bella per me è stata lo scambio di battute finale quella tra matteo e renato (il delinquente cocainomane!) nelle quali tutta la sfrenatezza delle immagini precedenti si è ridimensionata cedendo il posto alla pura, semplice e sacrosanta normalità….renato dice a matteo che se indovina da chi e dove vorrebbe andare in quel momento, se potesse alzarsi dalla carrozzina, è disposto a dargli un milione…matteo gli dice le cose più disparate, più divertenti, più dure e renato gli risponde semplicemente: “Dietro l’angolo da quella che dà da bere gratis”.

Vi lascio con queste mie riflessioni e interrogativi…spero che nessuno si sia addormentato leggendo l’articolo visto che non sono riuscita, di nuovo, a essere più sintetica!!!. OVVIAMENTE ho fatto considerazioni solo sul film…tutto ciò che ho detto non è riconducibile alla nostra associazione…fortunatamente c’è sempre chi provvede a far si che tutto proceda per il verso giusto, riuscendoci!!

Baci. Valentina     

6 pensieri su “Il buon senso

  1. Francè non credo di aver capito…a ki ti riferisci?ki ci crede davvero?e a ke?….parla kiaramente altrimenti il mio piccolo cervellino non capisce!

  2. Bè si…forse perchè mi conosci poco!!Da come parlate di me sembra quasi che io sia la reincarnazione di santa bernadette (la quale si starà voltando nella tomba proprio in questo momento al solo pensiero!!). Grazie per i complimenti davvero, non li merito….mi piace in ogni modo la vostra partecipazione e la vostra accoglienza è molto per me… che sono introversa, a volte altezzosa (lo ammetto!) e non so mai cosa dire (almeno dal vivo)! In ogni modo… caro francesco non pensi che cosimo abbia espresso semplicemente il suo pensiero?non mi sembra proprio che sia stato così sdolcinato come sostieni!! La prossima volta non ti esaurire dietro i miei articoli, scrivine uno tu magari!E poi…caro carmine quella di renato non so se leggerla come una conversione..non so forse è solo il desiderio di una vita normale, come tutti forse desiderano, boh?!…Di recente ho letto in un libro una bella frase che forse c’entra o forse no! ma la scrivo lo stesso già che ci sono: “Le persone non cambiano, si ritrovano”…vi lascio così con questa frase un pò marzulliana…ciao a tutti fratelli e sorelle. Baci

  3. Intenso e coinvolgente il tuo commento!Percepisco una notevole partecipazione nelle tue parole (sembra un incipit di una risposta dell’esperto nell’angolo della posta del cuore di una rivista femminile).
    Cerco di rispondere alle tue domande, a meno che non fossero retoriche…ovviamente il buon senso si acquisisce con l’educazione e l’esempio familiare, con le esperienze (con le loro ferite, cadute, risalite, sofferenze), ma prima del buon senso viene la distinzione tra bene e male. Conoscendo questa possiamo assumere comportamenti che si adattano alle varie situazioni.
    La colpa grave dei responsabili della comunità (e il discorso si può allargare) è quella di fornire un pessimo esempio di accoglienza degli ospiti, dei volontari tanto che si percepisce quella comunità come un semplice contenitore, che solo la buona volontà degli inesperti volontari prende forma, si ravviva cedendo anche agli eccessi.
    Questo ci fa comprendere quanto ESSENZIALE sia la testimonianza, l’esempio. Non dice nulla che la presenza del sacerdote sia impalpabile, che quella sia una comunità senz’anima?
    Allora vediamo che non basta solo la testimonianza (oggi tanto di moda),ma è indispensabile il cuore pulsante che deve far muovere le menti e i corpi.
    Se manca LO SCOPO (che non è la semplice solidarietà, la denuncia sociale, il sovvertimento delle regole, ma l’inocntro con Chi ci cambia la vita) la spinta che ci porta ad avvicinarci a tutte le necessità dei fratelli si esaurisce, prima o poi.
    Pensiamo a Renato, il boss, il gradasso, lo spaccone; avendo ricevuto condivisione, e non solo pietismo, arriva a non affliggersi per aver visto sfumare il risarcimento da un miliardo, ma desidera semplicemente compiere azioni comuni, non appariscenti. Mi piace leggerla come una piccola conversione, o no?
    Comunque grazie a Valentina per la sua sinteticità e per la sua bella prosa. Complimenti.
    Devo dire che sei davvero un buon acquisto, forse perchè ti conosco poco……….

  4. Ronf…ronf…scherzo, brava…mi sei piaciuta. A breve le mie considerazioni sulle tue domande.

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