“GLI UNI I PIEDI DEGLI ALTRI”

Carissimi,

ve lo confesso: è stata una scoperta pure per me.

Non avevo mai dato troppo peso,infatti, a quella espressione pronunciata da Gesù dopo che ebbe finito di lavare i piedi ai discepoli: “anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”.

Gli uni gli altri. A vicenda, cioè. Scambievolmente.

Questo vuol dire che la prima attenzione, non tanto in ordine di tempo quanto in ordine di logica, dobbiamo esprimerla all’interno delle nostre comunità, servendo i fratelli e lasciandoci servire da loro. Spendersi per i poveri va bene.

Abilitarsi come Chiesa a lavare i piedi di coloro che sono esclusi da ogni sistema di sicurezza e che sono emarginati da tuttti i banchetti della vita, va meglio.

Ma prima ancora degli extracomunitari, degli andicappati, dei barboni, degli oppressi, di coloro che ordinariamente stazionano fuori dal cenacolo, ci sono coloro che condividono con noi la casa, la mensa, il tempio.

Solo quando hanno asciugato le caviglie dei fratelli, le nostre mani potranno fare miracoli sui polpacci degli altri senza graffiarli. E solo quando sono stati lavati da una mano amica, i nostri calcagni potranno muoversi alla ricerca degli ultimi senza stancarsi.

Della lavanda dei piedi in altre parole dobbiamo recuperare il valore della reciprocità. Che è l’insegnamento più forte nascosto in quel gesto di Gesù. Finora forse ne abbiamo fatto un pò troppo un esercizio eroico di conquista. L’abbiamo scambiato per uno stile d’accaparramento di benevolenze mondane.Un bel gesto insomma. Di quelli che fanno immagine. Soprattutto per quel gioco dei contrasti. Perchè quanto più Gesù sprofonda fino a terra, tanto più emerge l’altezza del suo messaggio. Invece, con quella frase ” GLI UNI GLI ALTRI”, espressa nel testo greco da un inequivocabile pronome reciproco, siamo chiamati a concludere che la brocca, catino e asciugatoio, prima che essere articoli di esportazione, vanno adoperati all’ interno del cenacolo. Fuori semmai, c’è da portare la logica di quei doni…

DON TONINO BELLO

La lettera del vescovo della pace continua, noi ne abbiamo riportato solo una piccola parte a voler quasi dare solo un “assaggio” di quello che è stato il messaggio lanciato all’inizio del nostro anno associativo.
buon anno nel servizio reciproco a tutti i soci. piedi

2 pensieri su ““GLI UNI I PIEDI DEGLI ALTRI”

  1. Finalmenteeeeeeee!
    Masticare la Parola, ruminarla come facevano i Padri del deserto offre la possibilità di cogliere e, perchè no?, avvicinarsi alla sapienza!

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