Regolamento

REGOLAMENTO GENERALE
TITOLO I – ASSOCIAZIONE E PRINCIPI

Art. 1
Il fine dell’Associazione – Qualificazione

L’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali (U.N.I.T.A.L.S.I.), nata nel
1903, con sede nazionale in Roma, Via della Pigna, n. 13/A, è un’Associazione pubblica di fedeli che, in forza della loro fede e del loro particolare carisma di carità, si propongono di incrementare la vita spirituale degli aderenti e di promuovere un’azione di evangelizzazione e di apostolato verso e con le persone ammalate, disabili e in difficoltà, in riferimento al messaggio del Vangelo e al Magistero della Chiesa (Statuto, art. 1).
Persegue tale fine mediante l’attività che i propri Organi centrali e periferici svolgono secondo le direttive
dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione.
Per la sua qualificazione di Associazione ecclesiale pubblica è eretta direttamente dalla Chiesa e si differenzia
nettamente dalle Associazioni ecclesiali private costituite per libera iniziativa dei fedeli.
Quale Associazione ecclesiale pubblica e con lo stesso decreto di erezione (art. 3) ha contestualmente ricevuto
dalla Conferenza Episcopale Italiana la missione di realizzare il fine che l’Unitalsi si propone di conseguire in nome
della Chiesa (C. D. C., can. 313), di operare con spirito evangelico spendendo il nome della Chiesa in favore di
scopi che impegnano l’Autorità Ecclesiastica per il bene pubblico della Chiesa ed è regolata dalle norme del Codice di Diritto Canonico previste per le Associazioni ecclesiali pubbliche.

Art. 2
Scopi

L’Associazione (Statuto, art. 2) :
a) attua il fine di cui all’articolo precedente anche svolgendo un servizio verso e con le persone ammalate, disabili
e in difficoltà, promuovendo il culto Mariano mediante la preparazione, la guida e la celebrazione di pellegrinaggi
a Lourdes e ai Santuari Italiani ed Internazionali;
b) opera attraverso volontari che si impegnano a prestare servizio gratuito in spirito di autentica carità cristiana, in
sintonia con le scelte pastorali dell’Autorità Ecclesiastica;
c) si prefigge lo scopo, nello spirito del documento conciliare “Apostolicam Actuositatem”:
• di aiutare i soci nella loro formazione spirituale;
• di contribuire parzialmente o totalmente alle spese dei pellegrinaggi per coloro che non possono sopportarle
(art. 76, § 3);
• di realizzare opere di pietà, di apostolato e di carità;
d) realizza altresì i propri fini statutari collaborando anche con le Autorità Civili, sia nell’ambito dei servizi sociosanitari-assistenziali sia nel campo della prevenzione e dell’aiuto, in caso di calamità, in accordo con la
Protezione Civile.
e) Inoltre l’Associazione, nello spirito della previsione statutaria:
• ha scelto come campo specifico del suo apostolato il vasto mondo delle persone ammalate, disabili e in
difficoltà e in questo settore i suoi aderenti, nella fedeltà ai Sacramenti del Battesimo, della Cresima e
dell’Eucaristia, riconoscono il fondamento della loro consacrazione all’apostolato e il loro carisma nel
servizio secondo i doni dello Spirito Santo: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé;
• si fa collaboratrice nelle mani dei Vescovi per assistere e curare gli infermi, nello spirito del Vangelo, in
primo luogo con la citata formazione spirituale, morale ed ecclesiale dei suoi soci, perché, in continuità di
impegno, interiormente ed esternamente coerente, siano poi non solo umili servitori delle persone
ammalate, disabili e in difficoltà durante i pellegrinaggi, ma soprattutto, impegnandosi a testimoniare nella
loro vita l’unione con Cristo, ad essere modello di vita cristiana, di autentica umiltà e di caritatevole
assistenza nelle Parrocchie e nelle Diocesi.

Art. 3
Erezione canonica – Riconoscimenti giuridici civili

L’Associazione:
a) è regolata dalle norme dello Statuto approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana nella seduta del Consiglio
Episcopale Permanente del 23 – 26 marzo 2009;
b) è dotata di personalità giuridica canonica per formale erezione da parte della Conferenza Episcopale Italiana
(Statuto, art. 1) a norma dei canoni 301, 312, 313 del Codice di Diritto Canonico;
c) è civilmente riconosciuta dallo Stato Italiano come Ente Ecclesiastico (Statuto, art. 1) con personalità giuridica
per decreto del Presidente della Repubblica Italiana n. 840 del 12 ottobre 1984;
d) è iscritta nel Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale, al n. 71, dal 17 settembre 2003;
e) è iscritta nell’elenco delle Organizzazioni di Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile dal 7 dicembre
2004;
f) ha carattere unitario nazionale (Statuto, art. 3);
g) può federarsi con opere similari esistenti anche in altri Paesi (Statuto, art. 3);
h) è costituita dai soci iscritti alle Sottosezioni di appartenenza (Statuto, art. 4).

* * * * * * * * * *
TITOLO II – DEI SOCI
CAPO PRIMO – QUALIFICHE E CATEGORIE

Art. 4
§ 1 – Richiesta a socio – Qualifiche – Categorie
Sono soci dell’Associazione le persone che ne fanno apposita domanda e che dichiarano di conoscere ed
accettare lo Statuto e i Regolamenti (Statuto, art. 4).
Essi si qualificano in:
a) Ausiliari (art. 5);
b) Effettivi (art. 7);
c) Benefattori (art. 12, § 6);
d) Aggregati (art. 12, § 7);
e) Affiliati (art. 12, § 9).
Tutti i soci sono iscritti nell’elenco della Sottosezione nel cui territorio sono domiciliati (art. 5, § 2).
Per la loro distinzione in categorie si rinvia all’art. 12.
§ 2 – Domanda di partecipazione ai pellegrinaggi – Deroga
La domanda di partecipazione ai pellegrinaggi va presentata ordinariamente e da tutti i soci alla Sottosezione di
appartenenza, cioè a quella in cui di fatto il socio abita stabilmente.
La presentazione della domanda comporta l’accettazione, da parte di tutti i soci (§ 1), delle “norme e condizioni”
nella stessa riportate nonché il versamento della quota ordinaria di partecipazione scelta tra quelle deliberate dalla
Sezione, ad eccezione dei casi di contribuzione o di assegnazione di quote richiamati nell’art. 76, § 3.
La suddetta domanda può essere presentata anche in Presidenza Nazionale via internet o a qualsiasi Sezione o
Sottosezione; in questo caso chi riceve la domanda deve darne immediata comunicazione scritta alla Sottosezione
di appartenenza del socio interessato per chiederne l’accettazione.

Art. 5
§ 1 – Soci ausiliari
Possono essere ammessi a soci ausiliari le persone di maggiore età che intendono prestare servizio volontario
secondo le finalità dell’Associazione e che dichiarano, oltre a quanto indicato nell’articolo precedente (Statuto, art.
5):
a) di rinnovare annualmente l’impegno associativo di adesione (art. 6, § 1);
b) di versare la quota associativa annua di iscrizione (art. 6, § 2);
c) nonché di impegnarsi ad essere promotori permanenti delle finalità dell’Associazione e di prestare servizio
gratuito alle persone ammalate, disabili e in difficoltà;
d) di impegnarsi ad osservare le norme dello Statuto e dei Regolamenti comportandosi conformemente alle
medesime;
e) di essere a conoscenza che potranno essere ammessi a soci effettivi sussistendo i presupposti tutti previsti
nell’art. 7;
f) di impegnarsi a partecipare alle assemblee e riunioni di formazione spirituale, associativa e tecnica previste
nell’art. 59, § 5.
§ 2 – Domanda di ammissione e domicilio
La domanda di ammissione a socio ausiliare, redatta su apposito modulo predisposto dalla Presidenza
Nazionale, va presentata alla Sottosezione nel cui territorio di appartenenza il richiedente è domiciliato (Statuto, art.4) cioè di fatto abita stabilmente.
L’ammissione comporta la partecipazione continuativa alla vita associativa, nonché alle opere di carità e ai
pellegrinaggi organizzati dall’Associazione e il socio è tenuto a rispettare gli impegni e i comportamenti tutti precisati nel superiore § 1.
§ 3 – Procedimento – Conferma
L’ammissione dei soci ausiliari avviene, su presentazione di un socio effettivo, con delibera del Consiglio di
Sottosezione confermata poi dal Consiglio della Sezione Regionale che la comunica alla Presidenza Nazionale per
l’aggiornamento dell’elenco nazionale dei soci (Statuto, art. 6).
Tale conferma da parte del Consiglio della Sezione avviene automaticamente e di fatto con l’inserimento
nell’anagrafica sezionale a seguito del versamento della quota associativa (art. 6, § 2) e con l’iscrizione da parte
della Sezione nell’elenco sottosezionale previsto nell’art. 9.
Il mancato accoglimento della domanda di ammissione a socio va deciso con delibera del Consiglio di
Sottosezione.
Il mancato inserimento dell’interessato nell’anagrafica sezionale e la mancata iscrizione nell’elenco
sottosezionale, equivalenti alla non conferma dell’ammissione, vanno decisi con delibera del Consiglio di Sezione.
Per le comunicazioni e i ricorsi relativi al mancato accoglimento della domanda di ammissione o di conferma a
socio ausiliare si rinvia all’art. 10.
§ 4 – Trasferimento domicilio
Il socio, sia ausiliare che effettivo, che trasferisce il proprio domicilio-abitazione nel territorio di altra Sottosezione, deve trasferire l’iscrizione in quella territorialmente competente in base al nuovo domicilio-abitazione, fatte salve situazioni del tutto particolari derogabili con delibera del Consiglio Direttivo Nazionale su proposta del Consiglio di Sezione. Egli mantiene la propria qualifica acquisita con i servizi di carità prestati nell’Associazione.
Il trasferimento avviene:
• o a seguito di presa d’atto della richiesta dell’interessato da parte del Consiglio della Sottosezione alla quale il
socio è iscritto non potendosi questo opporsi a siffatta richiesta;
• oppure a seguito di delibera del Consiglio della Sottosezione alla quale il socio è iscritto dopo avere accertato
che lo stesso ha trasferito il domicilio-abitazione nel territorio di altra Sottosezione dove di fatto dimora e vive stabilmente.
In questa seconda ipotesi è fatto salvo il diritto del socio trasferito a proporre ricorso, nei modi e nei termini previsti nell’art. 70, avverso la delibera adottata.
In entrambi i casi il socio dovrà poi presentare domanda di iscrizione alla Sottosezione nella quale di fatto abita
e vive stabilmente.

Art. 6
§ 1 – Impegno di adesione e rinnovo
L’impegno associativo di adesione all’Unitalsi comporta la totale ed incondizionata accettazione del fine e degli
scopi che la stessa si propone (artt. 1 e 2) e l’impegno e il dovere di contribuire alla loro realizzazione con la
preghiera e l’azione.
Tutti i soci ausiliari ed effettivi devono rinnovare ogni anno e senza interruzioni tale impegno di adesione
(Statuto, artt. 5, 7 e 8).
Il rinnovo di detta manifestazione di volontà sta a significare e rappresenta la conferma dell’adesione iniziale e
dell’appartenenza all’Associazione, dell’impegno di servizio e del cammino di carità già intrapreso, dell’ulteriore
disponibilità a realizzare fattivamente le finalità dell’Associazione ed ha anche lo scopo di favorire l’avvio del nuovo
anno associativo.
Tale rinnovo va manifestato per iscritto in occasione della partecipazione alla «Giornata di rinnovo
dell’Adesione» annualmente fissata dal Consiglio Direttivo Nazionale di solito nella prima Domenica di Avvento e si
riferisce all’anno solare successivo. In mancanza di partecipazione a detta giornata può essere manifestato per
iscritto entro il mese di gennaio del citato anno solare.
Il mancato rinnovo dell’impegno di adesione per due anni è equivalente alle dimissioni volontarie (Statuto, art. 9)
e pertanto comporta la decadenza automatica da socio (art. 17).
§ 2 – Quota associativa e rinnovo
Tutti i soci ausiliari e tutti i soci aggregati, e quest’ultimi anche se minorenni e di qualsiasi età, al momento
dell’ammissione e dell’iscrizione presso la Sottosezione territorialmente competente, sono tenuti a versare la quota
di iscrizione associativa fissata dal Consiglio Direttivo Nazionale (Statuto, artt. 5 e 11) che ha validità esclusivamente per l’anno solare in corso.
Tutti i soci effettivi ed ausiliari, tranne gli Assistenti e i Vice Assistenti Ecclesiastici, sono tenuti a rinnovare, ogni
anno e senza interruzioni, l’iscrizione all’Associazione; tale rinnovo avviene versando la quota associativa annua
deliberata dal Consiglio Direttivo Nazionale (Statuto, artt. 7 e 8).
Il versamento va effettuato nella Sottosezione di appartenenza entro il mese di gennaio dell’anno solare di
riferimento.
Il mancato rinnovo e versamento di tale quota per due anni è equivalente alle dimissioni volontarie (Statuto, art.
9) e pertanto comporta la decadenza automatica da socio (art. 17).

Art. 7
§ 1 – Soci effettivi
Possono essere ammessi a soci effettivi i soci ausiliari che professano la fede cattolica e che, nel triennio
antecedente l’anno in cui si adotta la delibera (Statuto, art. 7):
a) hanno prestato servizio partecipando, con frequenza abituale e continuativa e, – per le persone ammalate,
disabili o in difficoltà (art. 12, § 5) -, secondo le proprie possibilità fisiche, a tutte o almeno alla maggior parte
delle attività caritative e promozionali e dei percorsi formativi programmati ed organizzati dall’Associazione;
b) e hanno partecipato, in detto triennio e in anni diversi, ad almeno due pellegrinaggi organizzati dal Consiglio
Direttivo Nazionale oppure uno nazionale organizzato dallo stesso e l’altro regionale organizzato dalla Sezione o
Sottosezione di appartenenza purché conforme a quanto previsto nel successivo § 3;
c) e hanno annualmente rinnovato l’impegno associativo di adesione (art. 6, § 1) e sono in regola con il
versamento annuale della quota associativa (art. 6, § 2).
Il rinnovo dell’impegno associativo di adesione e il versamento della quota associativa devono essere
continuativi.
L’ammissione avviene con la procedura, nei modi e nei tempi previsti nell’art. 8. Allo stesso si rinvia per il
mantenimento della qualifica di effettivo.
Per il diritto di voto, la delega e la possibilità a ricoprire cariche sociali si rinvia al Titolo VII (art. 71 e seguenti).
§ 2 – Servizio unitalsiano
Per “prestazione di servizio” si intende, oltre a quanto attuato secondo il fine e gli scopi dell’Associazione
riportati negli artt. 1 e 2 e alla lett. a) del paragrafo precedente, anche l’attività svolta per assolvere con diligenza e
costanza all’adempimento delle responsabilità e degli impegni connessi alle cariche sociali o in attività specifiche di competenza della Presidenza Nazionale o della Sezione.
§ 3 – Pellegrinaggi nazionali e regionali – Intesa ed autorizzazione
Sono “pellegrinaggi nazionali” quelli programmati dal Consiglio Direttivo Nazionale, che determina anche la
relativa quota nazionale di partecipazione, inseriti nel programma annuale approvato dall’Assemblea Nazionale e
promossi presso i Santuari nazionali e internazionali di maggiore e notoria rilevanza spirituale e di Fede, nonché
quelli tematici per particolari categorie di soci o particolari eventi.
Sono “pellegrinaggi regionali” quelli programmati dalle Sezioni o dalle Sottosezioni, che determinano anche la
quota di partecipazione, e promossi presso i Santuari ubicati nel territorio di pertinenza delle medesime o di altre
regioni e purché prevedano la partecipazione adeguata di persone ammalate, disabili e in difficoltà, lo svolgimento
del servizio di carità verso e con gli stessi e una permanenza nei Santuari di almeno due giorni con due
pernottamenti.
I “pellegrinaggi regionali” vanno individuati dal Consiglio di Sezione d’intesa con il Consiglio Direttivo Nazionale
(art. 58, § 2). Eventuali “pellegrinaggi regionali” promossi verso Santuari internazionali vanno preventivamente
concordati con il Consiglio Direttivo Nazionale.
In ogni caso i pellegrinaggi organizzati dalla Sottosezione debbono essere, di volta in volta, preventivamente
autorizzati dal Consiglio di Sezione (art. 58, § 1).
Sussistendo i presupposti sopra indicati, i “pellegrinaggi regionali” sono validi ai fini del passaggio a socio
effettivo.

Art. 8
§ 1 – Ammissione a socio effettivo
L’ammissione a socio effettivo avviene con delibera adottata annualmente dal Consiglio della Sottosezione di
appartenenza nei tempi appresso precisati e a seguito di domanda dell’interessato redatta su apposito modulo
predisposto dalla Presidenza Nazionale, omessa la presentazione (Statuto, art. 7).
§ 2 – Tempi per la presentazione e l’esame delle domande – Adempimenti successivi
La domanda di ammissione a socio effettivo, per essere esaminata nei tempi appresso precisati, deve essere
presentata alla Sottosezione di appartenenza (art. 5, § 2) entro la fine del mese di gennaio successivo al triennio
specificato nell’art. 7, § 1. Se presentata dopo tale termine sarà esaminata nella sessione dell’anno successivo e nel periodo di tempo appresso precisato.
Il Consiglio della Sottosezione deve annualmente esaminare le domande, presentate nel termine sopra citato,
tra il successivo giorno uno febbraio ed improrogabilmente entro il quindici febbraio. Entro lo stesso termine e
sussistendo, -nel triennio antecedente l’anno in cui si esaminano le domande-, i presupposti tutti previsti nell’art. 7, §1, deve deliberare l’ammissione a socio effettivo oppure, non sussistendo tutti i citati presupposti, deve deliberare il mancato accoglimento della domanda motivandola.
Copia di detta delibera va trasmessa alla Sezione entro i dieci giorni successivi alla data in cui è stata adottata.
Nella lettera di trasmissione va indicata, per i soci non ammessi ad effettivi, la data di invio della comunicazione
prevista nell’art. 10.
Il Consiglio della Sezione, -accertato che sussistono almeno i presupposti (art. 7) del rinnovo annuale e costante
dell’impegno associativo di adesione e della quota associativa, nonché della partecipazione ai pellegrinaggi ivi
indicati e ai percorsi formativi-, deve deliberare, improrogabilmente entro la fine del mese di aprile, la conferma o
meno delle ammissioni a socio effettivo. Entro lo stesso termine deve deliberare anche in ordine ai ricorsi
eventualmente proposti avverso le decisioni della Sottosezione di mancato accoglimento delle domande.
Inoltre la Sezione, entro il quindici maggio, provvede all’aggiornamento dell’elenco dei soci come indicato
nell’art. 9, § 2.
Per l’invio dell’elenco dei soci effettivi si rimanda all’art. 9, §§ 3 e 4.
Per le comunicazione e i ricorsi, –relativi al mancato accoglimento della domanda di ammissione ad effettivo da
parte della Sottosezione oppure alla mancata conferma dell’ammissione ad effettivo da parte della Sezione–, si
rinvia all’art. 10.
In via del tutto transitoria ed esclusivamente per l’anno 2010, i termini previsti nel presente paragrafo e nell’art.
9, § 1, sono posticipati allo stesso giorno del mese successivo.
§ 3 – Mantenimento della qualifica di socio effettivo – Decadenza e passaggio a socio ausiliare
A) Per mantenere la qualifica di socio effettivo, fatte salve le deroghe di seguito previste (§ 6) lo stesso,
continuando a professare la fede cattolica, è tenuto ad osservare quanto previsto nella successiva lett. B.
La sola partecipazione ai pellegrinaggi, –ad eccezione, per questi, di quanto previsto nel successivo § 6, lett. A–, e/o il solo rinnovo dell’impegno di adesione e/o il solo versamento della quota associativa non sono condizioni
e presupposti sufficienti per mantenere la qualifica di socio effettivo.
B) Sempreché non sussistano i motivi di decadenza automatica previsti nell’art. 17, lett. B, (mancato rinnovo
dell’impegno associativo di adesione e del versamento della quota associativa) e anche nel caso si sia
provveduto a detti rinnovi (superiore lett. A, 2° comma), fatte salve le deroghe previste nel successivo § 6, il
socio effettivo decade da tale qualifica e acquisisce quella di ausiliare (Statuto, art. 9, § 2) con le competenze e
le modalità indicate nei successivi §§ 4 e 5:
a) se, nel biennio antecedente l’anno in cui è adottata la delibera di revisione e/o di aggiornamento dell’elenco
dei soci ausiliari ed effettivi (art. 9, §§ 1 e 2) non ha partecipato con frequenza abituale e continuativa e, -per
le persone ammalate, disabili e in difficoltà-, secondo le proprie possibilità fisiche, alla vita associativa e
almeno alla maggior parte delle attività caritative e promozionali e dei percorsi formativi programmati ed
organizzati dall’Associazione;
b) o se, nel quinquennio antecedente l’anno in cui si adotta la delibera di revisione e/o aggiornamento sopra
richiamata, non ha partecipato ad almeno due pellegrinaggi nazionali programmati dal Consiglio Direttivo
Nazionale oppure uno programmato dallo stesso e l’altro regionale programmato dalla Sezione o dalla
Sottosezione di appartenenza (art. 7, § 3), fatto salvo quanto previsto nel successivo § 6, lett. B, ultimo
comma.
§ 4 – Decadenza dalla qualifica di effettivo del socio che non riveste cariche sociali
Sussistendo le fattispecie citate al paragrafo precedente, il Consiglio di Sottosezione, valutata con discernimento
l’opportunità o meno, sollecita, –con spirito di fraterna carità e coinvolgimento, personalmente o a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento–, il socio effettivo a rispettare gli impegni tutti previsti nell’art. 7.
Il citato Consiglio, –dopo aver accertato che il socio è venuto meno a tali impegni non per trascuratezza e non
intenzionalmente, fatti salvi i già citati casi in deroga previsti nel successivo § 6 e sempreché non sussistano le
fattispecie di decadenza automatica previste nell’art. 17, lett. B–, in sede di revisione dell’elenco dei soci effettivi ed ausiliari (art. 9), è tenuto a deliberare la decadenza ordinaria (art. 17, lett. D) da socio effettivo e il passaggio a socio ausiliare.
Se tale delibera non è adottata può provvedervi il Consiglio di Sezione nei modi indicati nell’art. 18, § 3.
La delibera di passaggio da socio effettivo a socio ausiliare adottata dal Consiglio della Sottosezione va
comunicata al decaduto e va confermata con delibera del Consiglio della Sezione (Statuto, art. 22, § 2).
§ 5 – Decadenza dalla qualifica di effettivo del socio che riveste cariche sociali
Per il socio effettivo che riveste cariche sociali, la delibera di cui al paragrafo precedente, –con le modalità ivi
indicate e con le competenze e il procedimento previsti per la esclusione da socio, omesso il tentativo di
conciliazione (art. 19 e seguenti)–, è adottata dall’Organo competente (art. 20) su iniziativa dello stesso o a seguito di segnalazione dell’Organo in cui ricopre la carica o del Consiglio della Sottosezione di appartenenza.
§ 6 – Deroghe a mantenere la qualifica di socio effettivo – Ineleggibilità
A) Il socio effettivo vincolato da rapporto continuativo di lavoro, dipendente o professionale o commerciale o
artigianale, tale che gli consente di partecipare soltanto ai pellegrinaggi e non gli consente di rispettare
pienamente gli altri impegni previsti nel precedente art. 7, lett. a), (partecipazione continuativa alle attività e ai
percorsi formativi), continua a mantenere la qualifica di effettivo sempreché abbia rinnovato l’impegno di
adesione all’Associazione, sia in regola con il versamento delle quote associative annue di iscrizione e
sempreché abbia partecipato, nei tempi liberi dai citati vincoli, alla vita associativa, ai servizi di carità e ai
percorsi formativi. In mancanza di quanto appena citato l’Organo competente è tenuto a deliberare la decadenza
ordinaria (art. 17, lett. D) da socio effettivo e il passaggio a socio ausiliare.
B) Il socio effettivo che non può rispettare pienamente gli impegni previsti nell’art. 7 per accertate difficoltà a lungo
termine, –(dipendenti o da causa di forza maggiore ricollegabili allo stesso o ai propri familiari più vicini e
meritevoli di fraterna condivisione oppure dipendenti da età avanzata)–, e dimostra senso di appartenenza
all’Associazione ed è convinto e capace testimone della Fede della Chiesa, continua a mantenere la qualifica di
effettivo sempreché abbia rinnovato l’impegno di adesione all’Associazione, sia in regola con il versamento delle
quote associative annue di iscrizione, abbia partecipato alla vita associativa nei limiti delle sue disponibilità e
purché, nel quinquennio indicato nel superiore § 3, lett. B), abbia partecipato almeno ai due pellegrinaggi ivi
indicati. In mancanza dei citati presupposti e di detta partecipazione ai pellegrinaggi l’Organo competente è
tenuto a deliberare la decadenza da socio prevista nell’art. 17.
Per i soci effettivi che hanno superato i settantacinque anni di età non è richiesto il requisito della partecipazione
ai due pellegrinaggi di cui sopra.
C) In entrambi i casi previsti nel presente paragrafo, i soci che mantengono la qualifica di effettivi a seguito di
delibera dell’Organo competente non possono essere eletti o nominati a ricoprire cariche sociali (art. 75, § 1,
lett. A/c) fatti salvi i casi correlati a motivazioni particolari.

Art. 9
§ 1 – Elenco soci ausiliari ed effettivi – Revisione – Competenza
I soci ausiliari ed effettivi sono iscritti in apposito elenco sottosezionale, compilato dalla Sezione, con
l’indicazione della qualifica, dei pellegrinaggi cui via via partecipano (art. 7, § 3), del rinnovo annuale dell’impegno
associativo di adesione e del versamento della quota associativa.
Alla revisione dell’elenco dei soci ausiliari e dei soci effettivi della Sottosezione, che va effettuata ogni anno e
improrogabilmente entro il quindici febbraio, provvede il Consiglio della stessa esaminando la posizione associativa
dei soci ausiliari ed effettivi (servizi di carità svolti e adempimento impegni) con riferimento ai periodi di tempo
indicati nell’art. 8, § 3, lett. B, e nell’art. 17. Ricorrendone i presupposti il Consiglio della Sottosezione, -entro il
termine appena indicato e secondo le norme previste nell’art. 8-, è tenuto ad adottare la delibera di decadenza da
soci effettivi e/o da soci ausiliari (art. 17) o, per i soci effettivi ma sussistendone le condizioni, di passaggio a soci
ausiliari.
La copia della suddetta delibera, con le motivazioni, va inviata alla Sezione entro i dieci giorni successivi alla
data in cui è stata adottata. Nella lettera di trasmissione va indicata la data in cui è stata inviata, al socio interessato e se prevista, la comunicazione richiamata nell’art. 10.
§ 2 – Aggiornamento elenco soci ausiliari ed effettivi – Competenza
All’aggiornamento degli elenchi dei soci ausiliari ed effettivi delle Sottosezioni provvede la Sezione sulla scorta:
• delle delibere adottate dalla Sottosezione relative alle ammissioni a soci ausiliari, o a soci effettivi o alla
revisione di cui al paragrafo precedente e con la conferma, se prevista, della Sezione;
• delle decisioni di non conferma adottate dalla Sezione o delle decisioni della stessa emesse a seguito di ricorsi;
• delle decisioni adottate dagli Organi competenti in materia di decadenza ordinaria e di esclusione da socio;
• delle decisioni della stessa Sezione adottate in conformità alla deroga prevista nell’art. 18, § 3;
• delle decisioni adottate dal Collegio dei Probiviri in sede di appello o dall’Assemblea Nazionale in unica istanza;
• delle osservazioni e di quanto previsto nel successivo § 4 nonché nel presente Regolamento e anche se qui non
richiamato.
L’aggiornamento dei suddetti elenchi sottosezionali va eseguito improrogabilmente entro dieci giorni dalla data
in cui le citate delibere e decisioni divengono esecutive (art. 70, § 4).
Gli elenchi aggiornati dei soci ausiliari ed effettivi vanno annualmente inviati, entro la fine del mese di dicembre,
alle Sottosezioni interessate per procedere alla revisione di cui al paragrafo precedente e alla Presidenza Nazionale per il motivo indicato nell’art. 13, § 1, lett. D.
I soci ausiliari ed effettivi possono chiedere alla Sezione o alla Sottosezione lo stato della propria posizione
associativa.
§ 3 – Elenco provvisorio soci effettivi – Affissione – Esame dello stesso
L’elenco sottosezionale soltanto dei soci effettivi, -completo di cognome, nome e data di nascita e con
l’indicazione della data dell’aggiornamento-, deve essere inviato, a cura della Sezione alle Sottosezioni interessate,
due volte all’anno, a fine maggio e a fine dicembre.
Il Presidente della Sottosezione, a ricezione dell’elenco aggiornato dei soci effettivi, –fatte salve le osservazioni
e quant’altro previsto nel paragrafo seguente e nell’art. 10 nonché le decisioni del Collegio dei Probiviri in ordine ai
ricorsi proposti avanti lo stesso nelle forme di rito–, provvede alla immediata affissione di detto elenco nella sede
della stessa, così come compilato e ricevuto dalla Sezione, in sostituzione di quello in precedenza già affisso e
mantenendovelo sino alla successiva ricezione del nuovo elenco aggiornato.
Per il tempo di espletamento di quanto prima fatto salvo, l’elenco dei soci effettivi, come sopra inviato dalla
Sezione alle Sottosezioni, è provvisorio. Per l’elenco definitivo si rinvia al paragrafo seguente.
Ogni socio effettivo o ausiliare ha diritto di esaminare l’elenco dei soci effettivi e può segnalare tempestivamente
al Presidente della Sottosezione eventuali osservazioni e/o errori materiali e/o imprecisioni (§ 4) riguardanti la
propria posizione.
Ove la Sottosezione non abbia una propria sede e non è neppure possibile provvedere all’affissione nel locale
ove normalmente i soci si riuniscono, il socio contatta il Presidente della Sottosezione e concorda con lo stesso il
luogo e il tempo per prendere visione dell’elenco dei soci effettivi e averne copia.
§ 4 – Osservazioni e ricorso all’elenco dei soci – Elenco definitivo soci effettivi
Eventuali osservazioni e/o errori materiali e/o imprecisioni relativi all’aggiornamento dell’elenco dei soci effettivi e
dei soci ausiliari, –come sopra aggiornato e trasmesso dalla Sezione (§ 2) e rilevati dal Presidente della
Sottosezione o dal socio interessato e da questo allo stesso Presidente segnalati–, devono essere necessariamente evidenziati al Presidente della Sezione dal Presidente della Sottosezione, verbalmente o a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento ed entro dieci giorni dalla ricezione dell’elenco e comunicati, per conoscenza e con le stesse modalità, al socio effettivo che non ha evidenziato eventuali osservazioni.
Se il Presidente della Sottosezione non provvede a quanto sopra o il Consiglio della Sottosezione non delibera
di proporre il ricorso di cui alla successiva lett. b), il socio interessato può proporre ricorso avanti il Collegio dei
Probiviri entro i venti giorni successivi al termine previsto nella citata successiva lett. b).
Nello specifico:
a) Nel caso che il Consiglio della Sezione ritenga fondato quanto come sopra evidenziato, il Presidente provvede
ad aggiornare l’elenco dei soci effettivi e dei soci ausiliari entro dieci giorni dall’incontro o dalla ricezione della
raccomandata di cui al comma precedente. Inoltre ed entro i successivi cinque giorni:
• se le osservazioni riguardano soci ausiliari comunica alla Sottosezione l’avvenuto aggiornamento;
• se riguardano soci effettivi invia alla stessa l’elenco aggiornato dei soci effettivi (§ 3) che, se conforme alle
osservazioni, è definitivo.
b) Nel caso che il Consiglio della Sezione ritenga non fondato quanto come sopra evidenziato e/o il Presidente
della stessa non provveda, come disposto nella superiore lett. a), all’aggiornamento e/o all’invio dell’elenco nei
termini prima indicati, il Presidente della Sottosezione deve riunire il Consiglio della medesima per valutare la
decisione della Sezione ed eventualmente deliberare di proporre ricorso avanti il Collegio dei Probiviri, da
inoltrare a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento ed entro trenta giorni dalla ricezione dell’elenco
provvisorio di cui al precedente § 3. In tali casi:
• se il ricorso è accolto, il Presidente della Sezione è tenuto, sulla scorta della decisione del Collegio ed entro
cinque giorni dalla ricezione della stessa, a provvedere a quanto previsto nella suddetta lett. a) e l’elenco
aggiornato dei soci effettivi, se conforme alla decisione del Collegio, è definitivo;
• se il ricorso non è accolto o se questo non è proposto nei termini previsti, l’elenco provvisorio dei soci
effettivi di cui al precedente § 3, in precedenza inviato alla Sottosezione, diventa definitivo;
c) In mancanza di quanto indicato nel superiore primo comma o di ricorso entro i termini in questo paragrafo
previsti, l’elenco provvisorio di cui al paragrafo precedente diventa definitivo.
d) L’ultimo elenco definitivo dei soci effettivi determinato come sopra, esplica ogni sua efficacia ai fini della
convocazione dell’Assemblea Sottosezionale degli elettori (art. 60) anche se pendenti ricorsi proposti
successivamente alla scadenza dei termini sopra indicati non essendo applicabile nella fattispecie in esame la
norma prevista all’art. 70, §§ 1 e 2.
Gli elenchi definitivi delle Sottosezioni di una Sezione costituiscono l’elenco definitivo dei soci effettivi della
stessa.
Gli elenchi definitivi delle Sezioni costituiscono l’elenco definitivo dei soci effettivi dell’Associazione.

Art. 10
Comunicazioni e ricorsi sullo stato di soci – Modi e termini
A) L’ammissione a socio ausiliare o a socio effettivo, con riserva della successiva conferma o meno da parte della
Sezione, va comunicata verbalmente all’interessato a cura della Sottosezione.
B) Il mancato accoglimento da parte della Sottosezione della domanda di ammissione a socio ausiliare o a socio
effettivo nonché la delibera di passaggio da socio effettivo a socio ausiliare, vanno comunicati all’interessato a
cura della Sottosezione. La comunicazione deve contenere la motivazione della decisione e l’informativa che,
avverso la medesima, l’interessato può proporre ricorso in seconda istanza avanti il Consiglio di Sezione (lett.
D).
Questo si riunisce entro i trenta giorni successivi alla data di ricezione dell’eventuale ricorso per emettere la
decisione di conferma della delibera sottosezionale impugnata o di accoglimento del ricorso. La decisione va
comunicata all’interessato e alla Sottosezione a cura della Sezione. La comunicazione deve contenere la
motivazione della decisione e l’informativa che, avverso la stessa, l’interessato e la Sottosezione possono
proporre ricorso in appello avanti il Collegio dei Probiviri (lett. D).
Questo si riunisce entro i trenta giorni successivi alla data di ricezione del ricorso per emettere pronunzia
definitiva che, a cura del Collegio, va comunicata all’interessato, alla Sottosezione e alla Sezione (lett. D).
C) La mancata conferma da parte della Sezione dell’ammissione a socio ausiliare o a socio effettivo o del
passaggio da socio effettivo a socio ausiliare, nonché l’accoglimento o meno dell’eventuale ricorso avverso la
decisione sottosezionale, vanno comunicati all’interessato e alla Sottosezione a cura della Sezione. La
comunicazione deve contenere la motivazione della decisione e l’informativa che, avverso la medesima,
l’interessato e la Sottosezione possono proporre ricorso in appello avanti il Collegio dei Probiviri (lett. D).
Questo emetterà la propria pronunzia nei termini e nei modi previsti nella precedente lett. B.
D) Le comunicazioni di cui sopra vanno date e i relativi ricorsi vanno proposti a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento.
Le comunicazioni suddette vanno date entro dieci giorni dalla data della decisione o della pronunzia.
I ricorsi vanno proposti entro venti giorni dalla data di ricevimento della comunicazione.
Gli Organi decidenti possono avvalersi di quanto previsto nell’art. 24 cui si rinvia. In tale ipotesi i termini per la
decisione sono prorogati di ulteriori trenta giorni.

Art. 11
§ 1 – Tesseramento
I soci ausiliari ed effettivi, con la propria adesione, sono corresponsabili dell’impegno esplicato dall’Associazione, specie a livello locale.
Come segno della scelta personale di servizio, viene consegnata, ai soci ausiliari ed effettivi, la tessera di
adesione all’Unitalsi.
A tutti gli altri soci viene consegnato un segno di appartenenza all’Associazione.
§ 2 – Incarichi organizzativi
I servizi del Personale volontario sono assegnati dal Presidente dell’Organo che programma i pellegrinaggi e le
attività oppure dal Direttore degli stessi su delega del Presidente.
Gli incarichi organizzativi ricoperti durante i pellegrinaggi e le altre attività non costituiscono per tutti i soci titolo
di merito o di prestigio, ma sono l’assunzione di una responsabilità che va svolta con spirito di umiltà e di servizio
che devono sempre distinguere l’appartenenza all’Unitalsi (art. 71, § 2).

Art. 12
§ 1 – Categorie dei soci e servizi
I soci ausiliari ed effettivi, secondo il servizio svolto, si distinguono in: Barellieri, Sorelle di Assistenza, Medici,
Sacerdoti (Assistenti Ecclesiastici e Cappellani), Ammalati e Disabili (Statuto, art. 5).
§ 2 – Barellieri e Sorelle di Assistenza
Sono iscritti quali soci Barellieri e Sorelle di Assistenza coloro che, partecipando ai pellegrinaggi ed alle altre
attività dell’Associazione, prestano il loro servizio in favore di chi ne ha bisogno, nel rispetto delle norme dello
Statuto, del Regolamento, dei ruoli e delle disposizioni dei Responsabili.
§ 3 – Medici
Sono iscritti quali soci Medici coloro che, abilitati alla professione e iscritti all’Ordine, partecipano ai pellegrinaggi
ed alle altre attività dell’Associazione.
Durante i pellegrinaggi e le altre attività essi collaborano con il Responsabile medico, prestano la loro opera, a
quanti ne hanno necessità, nel rispetto di tutte le norme deontologiche, di quelle dello Statuto, del Regolamento e
delle disposizioni dei Responsabili e indossano la divisa prevista nell’art. 14 per i soci effettivi o ausiliari.
§ 4 – Sacerdoti : Assistenti Ecclesiastici e Cappellani
Sono iscritti quali soci di diritto, equiparati ai soci effettivi e finché dura il mandato, gli Assistenti e i Vice
Assistenti Ecclesiastici delle diverse Organizzazioni territoriali (Statuto, art. 12).
Sono iscritti quali soci Cappellani, i Sacerdoti che collaborano con l’Assistente Ecclesiastico della Sottosezione e partecipano ai pellegrinaggi ed alle altre attività dell’Associazione.
Per la nomina, le competenze, i compiti, la qualifica e la posizione associativa degli Assistenti Ecclesiastici e dei
Vice Assistenti delle diverse Organizzazioni territoriali si rinvia agli artt. 64 e 65.
Per l’ammissione dei Cappellani a soci ausiliari ed effettivi e per il servizio degli stessi all’art. 66.
§ 5 – Ammalati e Disabili
Sono iscritti quali soci Ammalati e Disabili coloro che, in stato di sofferenza o disabilità o difficoltà, prendono
parte ai pellegrinaggi ed alle attività caritative e formative poste in essere dall’Associazione, partecipano alla vita
associativa e ai servizi secondo le proprie possibilità fisiche e capacità di agire e presentano la domanda di
ammissione a socio ausiliare (art. 4). In mancanza di tale domanda vengono iscritti quali soci aggregati (§ 7).
Per la loro ammissione a socio ausiliare ed effettivo si procede a norma degli artt. 5, 7 e 8.
§ 6 – Benefattori
Sono iscritti quali soci benefattori coloro che, condividendo la finalità dell’Associazione, vi danno la loro adesione
con eventuali offerte ed iniziative benefiche varie (Statuto, art. 10).
L’iscrizione ha la durata di un biennio a far data dal giorno dell’adesione.
Alla loro ammissione provvede il Consiglio dell’Organo interessato all’adesione.
Non sono tenuti al versamento della quota di iscrizione associativa annua prevista nell’art. 6.
Per la loro partecipazione alle Assemblee di Sottosezione si rinvia all’art. 59.
§ 7 – Aggregati
Sono iscritti quali soci aggregati (Statuto, art. 11) presentando alla Sottosezione di appartenenza, art. 4,
apposita domanda predisposta dalla Presidenza Nazionale e dichiarando quanto previsto al § 1 dello stesso articolo:
a) i pellegrini che partecipano ai pellegrinaggi (§ 8, lett. A);
b) gli ammalati o disabili che partecipano ai pellegrinaggi ma non presentano la domanda di ammissione a socio
ausiliare (§ 8, lett. A);
c) i giovani che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età e che desiderano prestare servizio di volontariato
con il consenso dei genitori ed affidati a persona da questi indicata (§ 8, lett. A) e lett. B);
d) coloro che chiedono di prestare servizio di volontariato nell’Associazione nell’imminenza del pellegrinaggio o nel corso dello stesso (§ 8, lett. C);
e) coloro che sporadicamente partecipano alle attività dell’Associazione (Presidenza Nazionale, Sezioni,
Sottosezioni e Gruppi) e/o usufruiscono delle strutture e dei servizi della stessa Associazione (§ 8, lett. D);
f) i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti e coloro che intrattengono rapporto di lavoro dipendente con
l’Associazione (Statuto, art. 28) ed intendono svolgere servizio di carità nei tempi e nei modi previsti nell’art. 16
(§ 8, lett. E).
Per la partecipazione dei soci Aggregati alle Assemblee di Sottosezione si rinvia all’art. 59.
§ 8 – Modalità ammissione soci aggregati – Quota associativa ridotta (lett. D).
A) L’ammissione a soci delle persone indicate alle lett. a), b), c) del precedente § 7, avviene automaticamente e di fatto, con il versamento della quota di iscrizione all’Associazione prevista nell’art. 6, § 2 al quale si rinvia, nonché della quota di partecipazione al pellegrinaggio o all’attività, con l’incameramento di dette quote da parte della Sottosezione e con l’inserimento nell’apposito elenco indicato nell’art. 13.
B) Per i giovani di cui alla lett. c) del precedente § 7 che partecipano al pellegrinaggio, se almeno uno dei genitori
non è presente allo stesso, entrambi indicano, anche verbalmente, la persona partecipante cui affidare il figlio.
Detti giovani possono essere coordinati da persona designata dal Presidente che organizza l’attività o il
pellegrinaggio e possono indossare la divisa dell’Associazione se congiuntamente autorizzati dai Presidenti
della Sezione e della Sottosezione.
Diventati maggiorenni, la loro successiva ammissione a soci ausiliari non avviene automaticamente ma con la
procedura prevista nell’art. 5.
C) L’ammissione a soci delle persone indicate alla lett. d) del precedente § 7 avviene, -come previsto nella
superiore lett. A) e sentito ove possibile il Consiglio di Sottosezione-, su decisione del Presidente della stessa o,
se questi non è presente al pellegrinaggio, su decisione del suo sostituto, o del Presidente della Sezione o del
Direttore del pellegrinaggio. Il servizio svolto dagli stessi è valido ai fini dell’ammissione a socio effettivo se
prestato per tutta o la maggior parte della durata del pellegrinaggio. Possono indossare la divisa
dell’Associazione come previsto nella precedente lett. B).
D) L’ammissione a soci delle persone indicate alla lett. e) del precedente § 7 avviene, automaticamente e di fatto,
con la presentazione della domanda-richiesta e il contestuale versamento della quota associativa ridotta fissata
dal Consiglio Direttivo Nazionale, domanda e quota che hanno validità esclusivamente per ogni singola
partecipazione o ogni singolo uso. In casi di difficoltà e/o del tutto eccezionali, la suddetta domanda di iscrizione
può essere inizialmente formulata anche oralmente ma dovrà essere necessariamente formalizzata entro due
giorni dal versamento della citata quota che deve essere versata al momento della richiesta verbale.
E) L’ammissione a soci delle persone indicate alla lett. f) del precedente § 7 avviene come previsto nella superiore
lett. A) e nell’art. 16 cui si rinvia.
§ 9 – Affiliati
Sono soci affiliati coloro che sono iscritti ad Associazioni similari, italiane e non, federate con l’Unitalsi e che
chiedono, tramite la propria Associazione, di partecipare alle attività e ai pellegrinaggi per le stesse appositamente organizzati dall’Unitalsi. La posizione associativa di tali soci è valutata dall’Associazione federata di appartenenza
(Statuto, art. 11).

Art. 13
§ 1 – Elenchi soci Benefattori, Aggregati, Affiliati – Invio alla Presidenza Nazionale
A) I soci Benefattori (art. 12, § 6) sono iscritti in apposito elenco compilato e tenuto dall’Organo territoriale
interessato alle offerte ed iniziative benefiche.
B) I soci Aggregati (art. 12, § 7) sono iscritti in apposito elenco compilato dalla Sezione sulla scorta delle domande, -di partecipazione ai pellegrinaggi e/o alle attività e/o uso delle strutture dell’Associazione-, presentate alla Sottosezione di appartenenza e trasmesse alla Sezione.
C) I soci Affiliati (art. 12, § 9) sono iscritti in apposito elenco compilato e tenuto dall’opera similare federata con
l’Unitalsi che annualmente lo trasmette alla Presidenza Nazionale della stessa nei termini indicati alla seguente
lett. D.
D) Gli elenchi dei soci ausiliari ed effettivi (art. 9, § 1) e dei soci aggregati (lett. B) devono essere inviati, –a cura
della Sezione, da questa aggiornati ed entro la fine del mese di dicembre di ogni anno–, alla Presidenza
Nazionale affinché la stessa possa adempiere all’obbligo giuridico di aggiornare annualmente l’elenco nazionale
di tutti i soci dell’Associazione. Per l’invio dell’elenco dei soci benefattori provvede l’Organo interessato.
E) L’invio dei suddetti elenchi può essere omesso nel caso in cui i nominativi dei soci risultino inseriti
nell’anagrafica computerizzata degli Organi dell’Associazione.
§ 2 – Conservazione domande di ammissione a socio ed elenchi soci
Tutte le domande e le delibere di ammissione e/o non ammissione a socio ausiliare e a socio effettivo
dell’Associazione, le delibere di decadenza o di esclusione o di passaggio ad altra qualifica, i ricorsi pervenuti con le relative decisioni, le domande dei soci che con qualsiasi qualifica partecipano ai pellegrinaggi e alle attività
dell’Associazione, gli elenchi, di natura cartacea od elettronica, di tutti i soci indicati nel paragrafo precedente e
nell’art. 9, § 1 debbono essere conservati, a cura delle Sottosezioni e delle Sezioni e unitamente a tutte le altre
delibere da queste adottate con i relativi verbali, nell’archivio delle stesse per un periodo di almeno dieci anni (art.
69).
Analogamente provvederà il Consiglio Direttivo Nazionale per le delibere e i verbali dello stesso e
dell’Assemblea Nazionale.

Art. 14
§ 1 – Divisa
I Soci effettivi, i Soci ausiliari e i Giovani aggregati sono tenuti ad indossare la divisa dall’Associazione, che è
segno di compostezza, unità, disponibilità di servizio e soprattutto è segno di umiltà e di ricchezza spirituale
interiore. In ogni caso la divisa va portata con dignità e con ordine.
§ 2 – Divisa tradizionale
A ) Per le Sorelle di assistenza:
Camice bianco con colletto di plastica o di tessuto, grembiule bianco, velo bianco con crocetta, golf blu, mantella
o cappotto blu, borsa blu (non sono ammessi zainetti o marsupi), calze bianche (non gambaletti), scarpe normali
bianche chiuse. Non è consentito calzare zoccoli o scarpe aperte.
Il velo e la cuffia devono coprire tutti i capelli e, se lunghi, vanno raccolti e non portati sciolti.
Il frontino del velo deve essere portato diritto ed appoggiato sulla testa e non schiacciato sulla fronte o
all’indietro. Il velo non può essere tolto in pubblico, nemmeno in albergo. Il camice ed il grembiule devono
coprire il ginocchio.
B ) Per i Barellieri:
Giacca sahariana blu, pantaloni jeans o scuri, camicia celeste, cravatta, scarpe normali chiuse. Non è consentito
calzare zoccoli o scarpe aperte.
§ 3 – Divisa blu per i soci ausiliari ed effettivi
Maglietta dell’Associazione, pantaloni jeans o scuri oppure gonna jeans o scura che deve coprire il ginocchio,
felpa, scarpe normali chiuse. Non è consentito calzare zoccoli o scarpe aperte.
§ 4 – Divisa per le Giovani aggregate e i Giovani aggregati
Pantaloni jeans o scuri oppure gonna jeans o scura che deve coprire il ginocchio, camicia o maglietta polo
bianca o blu, scarpe normali chiuse. Non è consentito calzare zoccoli o scarpe aperte.
Per il servizio in Refettorio o in Sala, le Giovani aggregate devono portare in testa un fazzoletto blu che raccolga
tutti i capelli.
§ 5 – Divisa da indossare
a) Le Sorelle e i Barellieri, nella sede di svolgimento dei pellegrinaggi, indossano stabilmente la “divisa
tradizionale” prevista al superiore § 2 per la permanenza nei Santuari e, se richiesta dal Presidente dell’Organo
interessato, va indossata nello svolgimento delle principali attività nazionali, sezionali e sottosezionali;
b) Le Sorelle e i Barellieri,
• durante il viaggio in aereo indossano stabilmente la “divisa tradizionale” prevista nel superiore § 2;
• durante gli altri viaggi indossano la citata “divisa tradizionale” (con il camice celeste e la cuffia o il velo per le
Sorelle), oppure, -a seguito di decisione del Consiglio dell’Organo che organizza il pellegrinaggio-, la “divisa
blu” prevista nel superiore § 3;
c) Le Giovani aggregate e i Giovani aggregati, nella sede di svolgimento dei pellegrinaggi, nelle altre attività e
durante i viaggi, indossano la divisa per gli stessi prevista nel superiore § 4.
§ 6 – Norme comportamentali
Il comportamento e l’atteggiamento di tutti i partecipanti ad un pellegrinaggio, soprattutto per il Personale
volontario dell’Unitalsi, devono essere sempre conformi, in ogni manifestazione, al carattere sacro dell’atto religioso che si compie.
La partecipazione al pellegrinaggio come Personale, anche considerando che il suo servizio è volontario e non
obbligatorio e che in ogni caso si può partecipare da pellegrino, comporta l’accettazione del servizio qualunque esso sia, senso del dovere e di responsabilità, puntualità, pazienza, umiltà, cortesia, discrezione ed altruismo.
Tutto il Personale, con la sola eccezione di coloro che sono impegnati nei servizi, è tenuto a partecipare a tutte
le celebrazioni e a tutti gli incontri programmati durante il pellegrinaggio.
Il Personale in divisa, per l’umiltà e ricchezza spirituale interiore che la stessa rappresenta, non può portare, e
non può essere consentito che porti, orecchini e gioielli di qualsiasi genere sia pure di modico valore ed anche se
non appariscenti, né piercing, né usare profumi intensi, smalti colorati alle unghie, belletti vari che alterino
visibilmente l’aspetto naturale e null’altro di appariscente o di cattivo gusto.
Inoltre non è consentito fumare in servizio, in treno fuori dal proprio scomparto, nei recinti dei santuari e per
strada.

Art. 15
§ 1 – Prestazioni dei soci
Qualsiasi prestazione dei soci nei confronti dell’Associazione è gratuita. I soci, per eventuali incarichi espletati
per conto dell’Associazione, possono esclusivamente chiedere il rimborso delle spese effettive sopportate (Statuto, art. 28).
Per “qualsiasi prestazione gratuita dei soci” si intende ogni attività o opera, sia di natura intellettuale che
manuale, temporanea o permanente, occasionale e non, resa a vario titolo ed anche se dalla legge è previsto il
diritto ad avere corrisposti onorari e/o compensi vari.
§ 2 – Mantenimento qualifiche – Accettazione norme associative
I soci conservano le qualifiche acquisite prima dell’entrata in vigore del presente Regolamento e nei tempi nello
stesso previsti dovrà procedersi alla revisione e all’aggiornamento di cui all’art. 9, §§ 1 e 2.
Con l’entrata in vigore del presente Regolamento, la permanenza nell’Unitalsi quali soci ausiliari o effettivi
comporta l’accettazione implicita ed incondizionata di tutte le norme nello stesso previste.

Art. 16
Rapporto lavorativo-associativo degli impiegati
È escluso qualsiasi rapporto lavorativo dipendente del socio nei confronti dell’Associazione (Statuto, art. 28).
Pertanto il socio, sia esso ausiliare che effettivo, che si dimette perché assunto dall’Associazione decade dalla
sua qualità di socio e alla fine del rapporto di lavoro, se presenta domanda per essere ammesso ed iscritto
all’Associazione, dovrà iniziare da capo l’iter del socio ausiliare.
Tuttavia (Statuto, art. 28) i Componenti del Collegio dei Revisori dei Conti e coloro che intrattengono rapporto di
lavoro dipendente con l’Associazione, -i quali intendono svolgere, nei periodi di ferie o tempo libero collegati al loro rapporto di lavoro, servizio di carità verso e con le persone ammalate, disabili ed in difficoltà nei pellegrinaggi e nelle attività organizzati dall’Associazione-, possono partecipare ai pellegrinaggi e alle altre attività caritative della medesima iscrivendosi con la qualifica di soci aggregati (art. 12, § 7), iscrizione che è limitata al periodo del
pellegrinaggio e/o al tempo delle attività caritative.
Gli stessi, durante i pellegrinaggi e le attività, dovranno svolgere i servizi loro assegnati dal Presidente o dalla
Direzione della Organizzazione territoriale competente, nel rispetto delle modalità, tempi, indicazioni e termini
previsti per i soci ausiliari ed effettivi; indossano la divisa prevista per i soci ausiliari, sono tenuti a versare la quota di partecipazione ai pellegrinaggi e alle attività e, di norma, non possono ricoprire incarichi di servizi particolari.

* * * * * * * * * *
CAPO SECONDO : DECADENZA: DA SOCIO – DA EFFETTIVO – DALLA CARICA

Art. 17
Motivi
Il socio ausiliare o effettivo decade dalla sua qualità di socio (Statuto, art. 9, § 1):
A) per dimissioni volontarie, con la procedura prevista nell’art. 18, § 1;
B) per dichiarazione di decadenza automatica, equivalente alle dimissioni volontarie, con la procedura prevista
nell’art. 18, § 2, :
a) se nel biennio antecedente l’anno in cui è adottata la delibera, non ha rinnovato l’impegno associativo di
adesione oppure se non ha versato la quota associativa annua di iscrizione (art. 6, §§ 1 e 2);
b) per inosservanza della clausola compromissoria prevista nell’art. 38 dello Statuto (art. 18, § 4) ed anche a
seguito di comportamenti in genere del socio che portano l’Associazione ad adire le vie legali;
C) per esclusione a carattere disciplinare deliberata a motivo delle azioni e degli atti indicati nell’art. 19 e con le
competenze e nei modi previsti nell’art. 20 e seguenti.
D) Inoltre:
a) il socio effettivo decade dalla qualifica di effettivo e acquisisce quella di ausiliare (Statuto, art. 9, § 2) per
delibera di decadenza ordinaria adottata dagli Organi competenti preposti (art. 8, §§ 4 e 5) per i motivi
precisati nell’art. 8, § 3, lett. B), cui si rinvia o se non professa più la fede cattolica o se vive in situazioni o
sostiene posizioni che sono in aperto e pubblico contrasto con il Magistero della Chiesa;
b) i Responsabili dell’Associazione (art. 71, § 6) decadono dalla carica ricoperta per i motivi e nei modi previsti
nell’art. 71, §§ 5 e 6.
Per la dichiarazione di decadenza automatica dei soci ausiliari nonché dei soci effettivi che non ricoprono
cariche sociali si rinvia al successivo art. 18, § 2, lett. A).
Per la delibera di decadenza ordinaria dei soci effettivi che non ricoprono cariche sociali, si rinvia al successivo
art. 18, § 2, lett. B).
Per la delibera di decadenza ordinaria dei soci effettivi che ricoprono cariche sociali e per la delibera di
decadenza degli stessi dalla carica ricoperta si rinvia al successivo art. 18, lett. C).
Art. 18
§ 1 – Procedimento per le dimissioni volontarie
Il socio che non desidera più appartenere all’Associazione comunica le proprie dimissioni al Presidente della
Sottosezione cui è iscritto.
Il Presidente informa il Consiglio di Sottosezione che ne prende atto e, nei successivi cinque giorni, ne dà
comunicazione al Presidente della Sezione il quale provvede alla cancellazione del dimissionario dall’elenco dei soci a partire dal giorno della data di dimissioni.
§ 2 – Competenze e procedimento per la dichiarazione e/o per la delibera di decadenza
La dichiarazione di decadenza automatica e la delibera di decadenza ordinaria dei soci ausiliari nonché dei soci
effettivi che non ricoprono cariche sociali, -fatta salva la deroga prevista al paragrafo successivo-, sono adottate dal
Consiglio di Sottosezione con il procedimento di seguito previsto nella lett. A) e nella lett. B) :
A ) Per la dichiarazione di decadenza automatica, il Presidente della Sottosezione, –dopo aver constatato che il
socio ausiliare o effettivo si trova in una delle situazioni previste nel precedente art. 17, lett. B/a), ed
eventualmente esperimentato, ma soltanto per i soci effettivi, il sollecito e l’accertamento di cui all’art. 8, § 4–, in
sede di revisione dell’elenco dei soci (art. 9, § 1) informa il proprio Consiglio che ne prende atto e ne dichiara la
decadenza da socio dell’Associazione.
Tale dichiarazione di decadenza automatica, -stante che è equivalente alle dimissioni volontarie (Statuto, art. 9)-
non va comunicata all’interessato a meno che il Consiglio ne ravvisi l’opportunità. In ogni caso il socio
interessato, nei termini e modi previsti nell’art. 70, può, avverso tale dichiarazione, proporre ricorso in prima
istanza avanti il Consiglio della Sezione e poi in appello avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri (art. 10).
Inoltre detta dichiarazione di decadenza automatica non va confermata dalla Sezione ma va inviata, entro dieci
giorni, al Presidente della stessa, il quale, dopo aver verificato che sussistono le situazioni previste per la
decadenza automatica, provvede alla cancellazione del decaduto dall’elenco dei soci a partire dal giorno
successivo a quello della dichiarazione. La dichiarazione di decadenza automatica ex art. 38 dello Statuto
decorre dal giorno di notifica dell’atto introduttivo della controversia giudiziaria.
B ) Per la delibera di decadenza ordinaria dei sopra citati soci effettivi che non ricoprono cariche sociali, si procede
nei modi previsti nell’art. 8, § 4. In questo caso la deliberazione adottata dal Consiglio di Sottosezione va
comunicata al socio decaduto nei modi, con l’informativa e nei termini previsti nell’art. 10 ed entro gli stessi
termini ivi indicati va trasmessa in copia alla Sezione e il Presidente della stessa, in mancanza di ricorso,
provvede a quanto previsto nella precedente lett. A), ultimo comma.
C ) Invece, per la delibera di decadenza ordinaria da socio effettivo di coloro che ricoprono cariche sociali nonché
per la decadenza dalla carica ricoperta dai Responsabili e dai Componenti di un Organo dell’Associazione,-
richiamati nell’art. 71, §§ 5 e 6, e per i motivi in questi previsti-, si procede con delibera adottata secondo le
competenze, le norme e le modalità per la esclusione da socio previste nel successivo Capo Terzo (art. 20 e
seguenti), omesso il tentativo di conciliazione.
§ 3 – Deroga circa la competenza per la decadenza automatica
Al fine di provvedere all’annuale aggiornamento dell’elenco sottosezionale dei soci ausiliari e dei soci effettivi e
in particolare all’annuale giuridico aggiornamento obbligatorio dell’elenco nazionale (art. 13, lett. D), ricorrendo, -per i soci ausiliari e per gli effettivi che non ricoprono cariche sociali-, uno dei motivi previsti nel precedente art. 17, lett.
B/a), il Presidente di Sezione sollecita il Presidente di Sottosezione a provvedere in ordine alla decadenza
automatica. In mancanza, il Consiglio di Sezione, — valutata l’opportunità o meno, per i soci effettivi, di procedere al sollecito ed all’accertamento previsti nell’art. 8, § 4–, può adottare la relativa dichiarazione di decadenza automatica.
Valutata l’opportunità di darne comunicazione al socio interessato (§ 2, lett. A) il Presidente della Sezione provvede alla cancellazione del decaduto dall’elenco dei soci e informa il Presedente di Sottosezione.
§ 4 – Clausola compromissoria
A) In conformità a quanto previsto al can. 1713 del Codice di Diritto Canonico (Statuto, art. 38), le controversie che
dovessero insorgere tra l’Associazione e i Soci tutti indicati al precedente art. 4, anche con riferimento ad
eventuali diritti pregressi, devono essere risolte unicamente ricorrendo, in ogni caso ed in via preliminare, al
tentativo obbligatorio di transazione e riconciliazione da espletarsi tra il Presidente dell’Unitalsi o suo delegato
ed il socio e poi, in caso di esito negativo, affidandone la decisione definitiva al giudizio di un arbitrato irrituale
secondo le norme appresso previste.
Sono escluse le controversie che riguardano diritti previsti come inderogabili dalle Leggi dello Stato Italiano
nonché quelle appositamente disciplinate nel presente Regolamento.
B) La sottoscrizione della domanda di adesione a socio dell’Unitalsi o il versamento della quota associativa o la
partecipazione di fatto ai pellegrinaggi o alle attività della stessa effettuati dai suoi Organi territoriali, esplicano
ogni efficacia quale formale accettazione della clausola compromissoria riportata nella precedente lett. A.
In ogni caso il socio che, in contrasto con quanto sopra previsto, adisca l’Autorità Giudiziaria o con il suo
comportamento induca l’Associazione ad adire le vie legali, anche per la considerazione che l’azione giudiziaria
determina una situazione di conflittualità tra le parti, decade automaticamente dalla qualifica di socio
dell’Associazione (Statuto, art. 38).
C) Il Collegio è costituito da tre componenti: uno è nominato dall’Unitalsi, uno dal socio e il terzo, come appresso,
dall’Autorità Giudiziaria del Foro nel cui territorio ha sede la Sezione dell’Unitalsi alla quale il socio risulta iscritto.
La parte che per prima nomina il proprio arbitro comunica all’altra, a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento, il nominativo dell’arbitro con l’invito a designare il proprio entro venti giorni dalla ricezione della
comunicazione.
Con la nomina dell’arbitro le parti implicitamente assumono l’obbligo di accettare, qualunque esso sia, il lodo che
sarà pronunciato dagli arbitri (lett. G).
Dopo tali nomine i due arbitri designati dalle parti presentano ricorso congiunto all’Autorità Giudiziaria sopra
prevista per la nomina del terzo arbitro con funzione di Presidente del Collegio arbitrale.
D) Venendo a mancare per qualsiasi motivazione uno o più arbitri si provvede alla loro sostituzione secondo quanto è stabilito per la loro nomina.
Ciascuna parte, per i motivi indicati nell’art. 51 del Codice di Procedura Civile, può ricusare l’arbitro che non ha
nominato. Nel caso di ricusazione dell’arbitro nominato dall’Autorità Giudiziaria, competente a decidere sulla
ricusazione e sulla eventuale nomina di altro arbitro è la stessa Autorità che lo ha nominato; nel caso di
ricusazione di uno degli arbitri nominato dalle parti, competente a decidere sulla ricusazione è il Collegio dei
Probiviri dell’Unitalsi (art. 49, § 2 / b) e, sulla ulteriore nomina, la parte che ha nominato l’arbitro ricusato.
E) Le sedute del Collegio arbitrale sono convocate e presiedute dal Presidente dello stesso il quale, subito dopo la prima riunione, comunicherà alle parti il luogo in cui il Collegio terrà le sue sedute.
I tre arbitri svolgono la loro attività con comportamento ed intendimenti transattivi con lo scopo specifico di
addivenire alla transazione della controversia e sono dispensati dall’osservanza di particolari procedure e
specifiche formalità salva la verbalizzazione delle sedute e della decisione.
F) Il Presidente del Collegio arbitrale comunica alle parti, almeno venti giorni prima e a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento, la data in cui il Collegio si riunirà per emettere il lodo informandole che possono
presentare note, memorie e documenti entro dieci giorni dalla ricezione di detta comunicazione (art. 22).
Il Collegio può chiedere informazioni e documentazioni (art. 24) a chi è a conoscenza dei fatti e può avvalersi di
pareri di esperti.
Il lodo va emesso entro centoventi giorni dalla data in cui il terzo arbitro nominato dall’Autorità Giudiziaria viene
a conoscenza della sua nomina e va comunicato alle parti entro trenta giorni dalla data della pronunzia.
G) Gli arbitri pronunziano il lodo quali amichevoli compositori, in via transattiva, secondo equità e a maggioranza di voti.
Il lodo emesso dagli arbitri è in ogni caso accettato dalle parti quale espressione della loro stessa specifica
volontà a transigere la controversia, spiega efficacia vincolativa nei confronti delle parti, non va depositato
presso l’Autorità Giudiziaria ed è insindacabile ed inappellabile.
H) Ciascuna parte provvede al rimborso delle spese e dell’onorario del proprio arbitro e resta escluso il vincolo
della solidarietà.
Per l’arbitro nominato dall’Autorità Giudiziaria il rimborso delle spese e dell’onorario sono a carico, a giudizio
insindacabile del Collegio, di una o di entrambi le parti e nella misura che riterrà stabilire.
Il Collegio arbitrale, nella prima seduta o successivamente, stabilisce l’ammontare del deposito per rimborso
spese ed onorario dell’arbitro nominato dall’Autorità Giudiziaria, ponendole provvisoriamente a carico di
entrambe le parti in ragione di metà per ciascuna parte.
I) Per quanto non previsto nelle superiori norme, si rinvia alle leggi vigenti in materia di arbitrato irrituale.

CAPO TERZO : ESCLUSIONE DA SOCIO – SANZIONI – IMPUGNAZIONI
Art. 19
Motivi
Salvi gli eventuali ed autonomi provvedimenti della Conferenza Episcopale Italiana o Regionale o dell’Ordinario
Diocesano, nelle rispettive competenze, adottati per atti non conformi alle direttive del Magistero della Chiesa,
l’esclusione da socio o le sanzioni di carattere disciplinare della censura e della sospensione massimo per un anno, possono essere adottate nei confronti del socio che si sia reso responsabile:
a) di azioni contrarie allo Statuto ed ai Regolamenti;
b) per atti non conformi alle direttive del Magistero della Chiesa;
c) per atti di indisciplina;
d) di azioni contrarie agli interessi sociali dell’Associazione comprendenti anche la promozione o la preparazione di pellegrinaggi o di altre attività per organizzazioni o associazioni similari verso gli stessi Santuari che sono meta
dei pellegrinaggi unitalsiani, nonché la iscrizione a socio o la partecipazione ai pellegrinaggi di tali organizzazioni
o associazioni similari nel caso in cui tali ultimi comportamenti determinino la mancata partecipazione, negli
stessi anni, alla vita associativa e ai pellegrinaggi unitalsiani ed altresì la sollecitazione a partecipare a detti
pellegrinaggi ed attività.
Il procedimento è instaurato su iniziativa dell’Organo competente a decidere o su richiesta dell’Organo superiore
allo stesso.
Art. 20
§ 1 – Competenza e Organi di riesame
A) La deliberazione di eventuali provvedimenti disciplinari, di cui all’articolo precedente, a carico di soci che non
ricoprono cariche sociali, è assunta dal Consiglio di Sottosezione di appartenenza, fatta salva la deroga prevista
al paragrafo successivo. Competente a decidere in seconda istanza è il Consiglio di Sezione (lett. C).
B) La deliberazione di eventuali provvedimenti disciplinari, di cui all’articolo precedente, a carico di soci che
ricoprano cariche sociali, è regolata come segue:
a) nei confronti del Presidente e dei componenti il Consiglio di Sottosezione, competente a decidere in prima
istanza è il Consiglio di Sezione e, in seconda istanza (lett. C), il Consiglio Direttivo Nazionale (art. 29);
b) nei confronti dei componenti il Consiglio di Sezione, eccettuato il Presidente, competente a decidere, in
prima istanza, è il Consiglio Direttivo Nazionale e, in seconda istanza (lett. C), l’Assemblea Nazionale (art.
29);
c) nei confronti del Presidente Nazionale, dei componenti il Consiglio Direttivo Nazionale, dei Presidenti di
Sezione e del Presidente e dei componenti il Collegio dei Probiviri, competente a decidere, in unica istanza,
è l’Assemblea Nazionale. In questo caso le decisioni della stessa non possono essere sottoposte a riesame
in seconda istanza, ma possono essere sottoposte a verifica di conformità allo Statuto, al Regolamento ed al
Diritto Canonico da parte del Collegio Nazionale dei Probiviri (art. 29);
d) per il Responsabile eletto di Gruppo e per i componenti il Consiglio si rinvia all’art. 63, § 2.
C) La decisione dell’Organo di seconda istanza è adottata dopo che è stato esperito il tentativo obbligatorio di
conciliazione previsto nell’art. 27 e questo ha avuto esito negativo.
§ 2 – Deroga
Nel caso in cui il socio si renda responsabile di azioni e/o atti indicati nel precedente art. 19 durante la
preparazione e/o lo svolgimento di attività promosse dalla Sezione o dalla Presidenza Nazionale, rispettivamente il Consiglio di Sezione e il Consiglio Direttivo Nazionale, in deroga alla competenza prima prevista, possono
provvedervi direttamente con propria delibera. In questo caso competente a decidere in seconda istanza è,
rispettivamente, il Consiglio Direttivo Nazionale o l’Assemblea Nazionale.
§ 3 – Provvedimento urgente di sospensione
Nel caso in cui il socio si renda responsabile di atti di particolare e manifesta gravità durante lo svolgimento di un
pellegrinaggio e/o attività caritativa, il Presidente dell’Organo competente, –determinato ai sensi dei superiori §§ 1 e 2, oppure, in assenza di questo, il Responsabile del pellegrinaggio o dell’attività–, può procedere, con
provvedimento provvisoriamente esecutivo, alla sospensione immediata del socio e alla esclusione dello stesso dal pellegrinaggio o attività in corso fatta salva la ratifica da parte del Consiglio dell’Organo competente.

Art. 21
Incompatibilità a decidere
Alle sedute e alle decisioni previste nell’articolo precedente alla lett. A) e alla lett. B), punto a) e punto b), nonché
del Collegio dei Probiviri per il tentativo di conciliazione (art. 27) e per la verifica di conformità (art. 29), non può
partecipare il componente parente del socio, secondo il criterio espresso nell’art. 75, lett. B/g, nei cui confronti si
procede disciplinarmente.
Inoltre, alle sedute e alle decisioni previste nel § 1, lett. B/c), dell’articolo precedente non può partecipare il
componente che ne faccia parte e nei cui confronti si procede disciplinarmente nonché il parente dello stesso
secondo il citato criterio.

Art. 22

§ 1 – Contestazione – Deduzioni alla contestazione
A colui nei cui confronti si intende procedere disciplinarmente l’addebito deve essere contestato (§ 2) dal
Presidente dell’Organo competente.
Nel caso si proceda disciplinarmente nei confronti del Presidente Nazionale, l’addebito deve essere contestato
dal Vice Presidente Nazionale Vicario (art. 45) e allo stesso vanno inviati le note ed i documenti di cui infra.
Entro dieci giorni dalla ricezione della contestazione disciplinare, l’interessato può inviare, al Presidente
dell’Organo procedente e/o decidente, note e documenti a sua difesa e chiedere di essere ascoltato dall’Organo
collegiale competente prima della decisione per esporre le proprie ragioni anche oralmente (art. 24). Tale facoltà
può essere esercitata anche dagli Organi la cui decisione è impugnata o sottoposta a verifica di conformità (art. 29).
§ 2 – Modalità
Le contestazioni, le comunicazioni, le decisioni, i ricorsi, le ricusazioni, le richieste e l’invio di documenti relativi
alle fattispecie tutte previste nel presente Capo Terzo e quant’altro alle stesse connesso, vanno inoltrati a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento e nei termini via via previsti.

Art. 23
Ricusazione
Il socio nei cui confronti si procede disciplinarmente può ricusare per gravi motivi uno o più componenti
dell’Organo decidente.
L’istanza va inviata (art. 22, § 2) -entro dieci giorni dalla ricezione della contestazione o dalla ricezione della
decisione che si intende impugnare-, al Presidente Nazionale (o al Vice Presidente Nazionale Vicario nel caso si
proceda disciplinarmente nei confronti del Presidente Nazionale) e per conoscenza al Presidente dell’Organo che
dovrà decidere.
Il Presidente Nazionale, acquisite eventuali informazioni, decide, entro quindici giorni dalla ricezione dell’istanza
di ricusazione, con provvedimento inappellabile che va comunicato, entro i successivi cinque giorni (art. 22, § 2), al socio ricusante, ai componenti ricusati e per conoscenza al Presidente dell’Organo che dovrà decidere.
In caso di accoglimento della istanza di ricusazione, l’Organo competente si pronunzierà senza il componente o
i componenti ricusati ed in caso di parità di voti prevarrà quello del Presidente o di chi lo sostituisce.
Per la ricusazione del Presidente o di uno o più componenti il Collegio dei Probiviri si rinvia all’art. 51.

Art. 24
Richiesta note e documenti
L’Organo procedente in qualunque grado può acquisire note e documenti o richiederli alle parti e a chiunque sia
a conoscenza dei fatti, con l’invito ad inviarli al Presidente di detto Organo entro dieci giorni dalla ricezione della
richiesta.
Inoltre a parere insindacabile dell’Organo procedente le parti potranno essere sentite personalmente per esporre
le proprie ragioni anche oralmente.

Art. 25
Decisione di prima istanza
La decisione degli Organi che applicano sanzioni disciplinari va comunicata (art. 22, § 2) al socio nei cui
confronti si è proceduto e all’Organo (art. 58, § 2, lett. m). che ha eventualmente richiesto di procedere
disciplinarmente (art. 26, lett. b).
La comunicazione deve contenere la motivazione della decisione e l’informativa della possibilità di ricorso
all’Organo di seconda istanza ove previsto (art. 20) da parte dei legittimati appresso indicati.

Art. 26
Ricorso di seconda istanza – Legittimati
Avverso la decisione dell’Organo di prima istanza può essere proposto ricorso avanti l’Organo di seconda
istanza ove previsto.
Legittimati a proporre il ricorso sono:
a) il socio nei cui confronti è stata applicata una sanzione disciplinare;
b) l’Organo che ha eventualmente richiesto di procedere disciplinarmente ma nel solo caso di non applicazione di
sanzione. Nel caso che Organo richiedente il procedimento sia quello di seconda istanza, il ricorso va proposto
avanti all’Organo superiore a questo.
Il ricorso va inviato (art. 22, § 2) al Presidente dell’Organo di seconda istanza entro venti giorni dalla ricezione
della comunicazione di cui all’articolo precedente.
Copia del ricorso, a cura del Presidente dell’Organo di seconda istanza ed entro cinque giorni dalla ricezione
dello stesso, va inviata (art. 22, § 2):
• al Presidente del Collegio dei Probiviri per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto nell’articolo
seguente;
• al Presidente dell’Organo di prima istanza e al Presidente dell’Organo che ha eventualmente richiesto di
procedere i quali possono formulare eventuali deduzioni da inviare al citato Collegio entro il termine previsto
nell’articolo seguente;
• al socio interessato nel caso di ricorso da parte dell’Organo che ha eventualmente richiesto di procedere
disciplinarmente (superiore lett. b).

Art. 27
Tentativo obbligatorio di conciliazione
Il Collegio dei Probiviri, quale amichevole compositore ed eventualmente avvalendosi di quanto previsto nell’art.
24, dovrà convocare le parti interessate e fissare la data della seduta per tentare di dirimere la controversia.
L’avviso di convocazione va spedito (art. 22, § 2) entro trenta giorni dalla ricezione della copia del ricorso di cui
all’articolo precedente e la seduta va fissata entro sessanta giorni dalla citata ricezione. L’avviso dovrà contenere
l’informativa che le parti possono inviare (art. 22, § 2) note e documenti al Presidente del Collegio dei Probiviri entro dieci giorni dalla data di ricezione della convocazione.
Ove il tentativo vada a buon fine, il Collegio emetterà un lodo di definitiva amichevole composizione da
comunicare, entro dieci giorni, al Presidente dell’Organo di seconda istanza ed il procedimento di riesame si
interromperà definitivamente.
In mancanza il Collegio darà atto dell’esito negativo del tentativo di composizione e redigerà apposito verbale
che invierà, entro dieci giorni (art. 22, § 2) al Presidente dell’Organo di seconda istanza e per conoscenza alle parti interessate ed il procedimento di riesame riprenderà il suo iter.

Art. 28
Decisione di seconda istanza
L’Organo di seconda istanza, eventualmente avvalendosi di quanto previsto nell’art. 24, decide entro trenta
giorni dal ricevimento del verbale di esperimento negativo del tentativo obbligatorio di conciliazione, comunicando
agli interessati, entro cinque giorni da tale ricezione (art. 22, § 2) che potranno far pervenire note e documenti al
Presidente dell’Organo decidente (art. 22, § 2) entro dieci giorni dalla data di ricezione di questa comunicazione.
L’Assemblea Nazionale delibererà alla prima seduta utile.
La decisione dell’Organo di seconda istanza va comunicata, entro quindici giorni (art. 22, § 2) al socio nei cui
confronti si è proceduto, all’Organo di prima istanza e all’Organo che ha eventualmente richiesto di procedere
disciplinarmente.
La comunicazione deve contenere la motivazione della decisione e l’informativa, nel solo caso in cui si disponga
l’applicazione di un qualsivoglia provvedimento disciplinare, della possibilità di richiesta della verifica di conformità di cui all’articolo seguente avanzata dal legittimato nello stesso previsto.

Art. 29
§ 1 – Verifica di conformità – Legittimato
Le decisioni di seconda istanza e quelle in unica istanza dell’Assemblea Nazionale, ma nel solo caso in cui
dispongano l’applicazione di un qualsivoglia provvedimento disciplinare, possono essere sottoposte a verifica di
conformità allo Statuto ed al Regolamento ed alle norme del Codice di Diritto Canonico da parte del Collegio dei
Probiviri (art. 49, § 1/b).
Legittimato a richiedere la suddetta verifica è esclusivamente il socio nei cui confronti si è proceduto.
§ 2 – Modalità richiesta verifica di conformità
La richiesta di verifica di conformità proposta dall’interessato deve essere inviata (art. 22, § 2), -entro venti giorni
dalla ricezione della decisione disciplinare di seconda istanza o in unica istanza dell’Assemblea Nazionale-, al
Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri (o al suo componente più anziano nel caso si proceda nei confronti
del Presidente dello stesso).
Copia della richiesta e a cura dell’interessato deve essere inviata (art. 22, § 2) per conoscenza e negli stessi
termini di cui sopra, al Presidente dell’Organo che ha emesso la decisione che si intende sottoporre a verifica e al
Presidente dell’Organo di prima istanza.
§ 3 – Decisione della verifica di conformità
Il Presidente del Collegio, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta di conformità, comunica alle parti
interessate che possono fargli pervenire note e documenti entro dieci giorni dal ricevimento di questa
comunicazione.
La decisione, -previo parere dell’Assistente Ecclesiastico Nazionale o del Vice Assistente su materie di ordine
morale di loro competenza, richiesto, ricorrendone i presupposti, dal Presidente del Collegio-, deve essere resa dal Collegio dei Probiviri entro novanta giorni dalla ricezione della richiesta.
La decisione va presa a maggioranza dei componenti intervenuti; in caso di parità prevale il voto del Presidente
del Collegio o, in assenza di questo, quello del componente che lo sostituisce.
Il Collegio dei Probiviri, ove ritenga la decisione applicativa di provvedimento disciplinare non conforme allo
Statuto, al Regolamento ed alle norme del Codice di Diritto Canonico, annulla la decisione impugnata.
Ove ritenga che tale decisione sia stata emessa nel rispetto di tali norme, conferma la decisione sottoposta a
verifica.
La decisione del Collegio va comunicata (art. 22, § 2), a cura dello stesso, alle parti interessate entro trenta
giorni (art. 30).

Art. 30
Efficacia delle decisioni – Comunicazione della decisione definitiva
Ad eccezione dell’eventuale provvedimento urgente di sospensione assunto a norma dell’art. 20, § 3, nei casi
previsti nel presente Capo Terzo la richiesta di riesame in seconda istanza e la richiesta di verifica di conformità
sospendono l’efficacia delle decisioni di esclusione e le sanzioni a carattere disciplinare a carico dei soci rese dagli Organi competenti sia in prima che in seconda istanza nonché quelle rese dall’Assemblea Nazionale in unica istanza.
In mancanza delle citate richieste nei termini e nei modi previsti, le decisioni di cui sopra divengono esecutive
(art. 70).
La decisione esecutiva di esclusione o di applicazione di sanzioni disciplinari va comunicata, entro dieci giorni
dalla data in cui è divenuta esecutiva, al Presidente di Sezione cui il socio escluso o sanzionato è iscritto per
provvedere alla cancellazione dello stesso dall’elenco dei soci o prendere atto della decisione sanzionatoria. A tale comunicazione provvede il Presidente dell’Organo che è tenuto a constatarne la esecutività oppure il Presidente del Collegio dei Probiviri nel caso di richiesta di verifica.

* * * * * * * * * *

TITOLO III – DELLE ORGANIZZAZIONI TERRITORIALI E DEGLI ORGANI STRAORDINARI

CAPO PRIMO : PRESIDENZA NAZIONALE – SEZIONI – SOTTOSEZIONI – GRUPPI

Art. 31
§ 1 – Organizzazione
L’Associazione ha carattere unitario nazionale e opera su tutto il territorio italiano mediante le Sezioni, le
Sottosezioni e i Gruppi (Statuto, artt. 3 e 13).
§ 2 – Organi ordinari e Organi straordinari
Sono Organi ordinari dell’Associazione (Statuto, art. 13):
a) con competenza nazionale: l’Assemblea Nazionale, il Presidente Nazionale, il Consiglio Direttivo Nazionale, il
Collegio Nazionale dei Probiviri, il Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti nonché l’Assemblea Nazionale degli
elettori;
b) con competenza sezionale: l’Assemblea di Sezione, il Presidente di Sezione, il Consiglio di Sezione nonché
l’Assemblea degli elettori di Sezione;
c) con competenza sottosezionale: l’Assemblea di Sottosezione, il Presidente di Sottosezione, il Consiglio di
Sottosezione nonché l’Assemblea degli elettori di Sottosezione;
d) con competenza locale: l’Assemblea del Gruppo, il Responsabile del Gruppo, nonché il Consiglio e l’Assemblea degli elettori se previsti.
Sono Organi straordinari dell’Associazione il Commissario e il Commissario ad acta (successivi Capi Secondo e
Terzo). Per la loro compatibilità con le cariche dell’Associazione si rinvia all’art. 75, § 2.

Art. 32
Organi centrali
L’Associazione opera ed agisce con competenza nazionale attraverso i suoi Organi centrali, -l’Assemblea
Nazionale, il Presidente Nazionale e il Consiglio Direttivo Nazionale-, che determinano il cammino unitario della
stessa secondo i carismi propri della Costituzione Associativa.
Per le funzioni ed attribuzioni dell’Assemblea Nazionale, del Presidente Nazionale, del Consiglio Direttivo
Nazionale, del Collegio Nazionale dei Probiviri e del Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti si rinvia al Titolo IV,
rispettivamente Capo Primo, Secondo, Terzo, Quarto e Quinto.

Art. 33

Organi territoriali :
SEZIONI
Le Sezioni coincidono ordinariamente con le Regioni Ecclesiastiche costituite nel territorio dello Stato Italiano.
Per ragioni particolari possono esistere più Sezioni nell’ambito della stessa Regione Ecclesiastica (Statuto, art. 13).
Inoltre possono essere costituite Sezioni interregionali in accordo con le rispettive Conferenze Episcopali.
Hanno competenza nell’ambito del territorio assegnato. Detto territorio può essere variato con delibera
dell’Assemblea Nazionale adottata con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti aventi diritto di
voto deliberativo.
La sede ufficiale della Sezione è nella Diocesi dove l’Associazione inizialmente ha operato; in caso diverso la
sede è nel capoluogo di regione od in altra località a giudizio insindacabile dell’Assemblea Nazionale.
Nel territorio delle Diocesi in cui ha sede la Sezione deve essere costituita la Sottosezione.
Per la costituzione di una Sezione si rinvia all’art. 34.
Per le funzioni ed attribuzioni dell’Assemblea, del Presidente e del Consiglio di Sezione si rinvia al Titolo IV,
Capo Sesto.

SOTTOSEZIONI
Le Sottosezioni coincidono ordinariamente con le Diocesi Italiane. Nelle Diocesi di particolare consistenza sia
numerica che per estensione di territorio possono esistere più Sottosezioni. Possono anche essere costituite
Sottosezioni interdiocesane (Statuto, art. 13) in accordo con i rispettivi Ordinari.
Hanno competenza nell’ambito del territorio assegnato. Detto territorio può essere variato con delibera
dell’Assemblea di Sezione adottata con la maggioranza dei presenti aventi diritto di voto deliberativo e confermata
dal Consiglio Direttivo Nazionale.
Le Sottosezioni favoriscono il percorso formativo dei ragazzi e dei giovani nell’ambito delle proprie attività.
La sede ufficiale della Sottosezione è normalmente nel luogo di residenza dell’Ordinario.
Per la costituzione di una Sottosezione si rinvia all’art. 34.
Per le funzioni ed attribuzioni dell’Assemblea, del Presidente e del Consiglio di Sottosezione si rinvia al Titolo IV,
Capo Settimo.

GRUPPI LOCALI
I Gruppi coincidono con il territorio di una o più Parrocchie limitrofe, o delle città o dei quartieri delle stesse o di
uno o più paesi limitrofi appartenenti ad una Sottosezione. Per la costituzione dei Gruppi, per gli Organi e le funzioni degli stessi si rinvia alle norme previste nello specifico Regolamento dei Gruppi (Statuto, art. 13).

CAPO SECONDO : – COSTITUZIONE NUOVE SEZIONI E SOTTOSEZIONI

Art. 34
Nomina di Commissario
Per l’eventuale costituzione di una Sezione, il Consiglio Direttivo Nazionale, sentita la Conferenza Episcopale
Regionale, delibera la nomina di un Commissario.
Per l’eventuale costituzione di una Sottosezione, il Consiglio di Sezione, sentito l’Ordinario Diocesano, delibera
la nomina di un Commissario.
Il Presidente dell’Organo deliberante provvede all’insediamento del Commissario dopo la conferma mediante
benestare sulle qualità morali da parte dell’Autorità Ecclesiastica competente sopra indicata.

Art. 35
Durata e poteri del Commissario – Facoltà – Mancanza del Commissario
La gestione commissariale, sia nei casi di cui sopra che in quelli previsti nel successivo art. 36, non può avere
durata superiore ad un anno; il Consiglio Direttivo Nazionale o il Consiglio Sezionale possono prorogare tale durata con delibera motivata.
Il Commissario esercita, dal giorno del suo insediamento, tutti i poteri e le facoltà previsti nello Statuto e nel
presente Regolamento per il Presidente eletto e quelli ordinariamente esercitati dal rispettivo Consiglio. Inoltre, dal giorno dell’insediamento, è tenuto ad assolvere gli adempimenti tutti previsti per il Presidente eletto e per il suo Consiglio formulati nello Statuto e nei Regolamenti e con le relative responsabilità tutte collegate e previste nell’art. 71, § 4.
Nel caso in cui se ne ravvisasse la necessità, il Commissario, sentito il Presidente dell’Organo che lo ha
insediato, può nominare uno o più collaboratori specifici per farsi coadiuvare nelle sue attività e/o per rappresentarlo nelle Assemblee dell’Organo superiore (art. 54, § 2, e art. 59, § 2).
Nel caso in cui per un qualsiasi motivo venisse a mancare il Commissario, l’Organo competente provvede alla
nomina e all’insediamento di altro Commissario nei modi prima indicati.

CAPO TERZO : – COMMISSARIAMENTO – COMMISSARIO AD ACTA

Art. 36
§ 1 – Motivi
Per i motivi e nei modi appresso previsti, le Sezioni, le Sottosezioni e i Gruppi con Responsabili eletti possono
essere sottoposti a regime commissariale (Statuto, art. 13) :
a) o per gravi motivi o comportamenti di carattere morale e/o economico (§ 2, secondo comma) posti in essere da
uno o più componenti del Consiglio e contrari alle norme dello Statuto e dei Regolamenti;
b) o per gravi decisioni, o irregolarità o comportamenti degli stessi contrari alle norme dello Statuto e dei
Regolamenti e ad eccezione dei casi in generale che possano essere risolti nominando un commissario ad acta
(art. 40);
c) o quando, per qualunque motivo, vengano a mancare o si dimettano, contestualmente o nell’arco di sette giorni, tre dei componenti eletti il Consiglio di Sezione o di Sottosezione (art. 72, § 4/d);
d) o nel caso di decadenza o esclusione da socio del Presidente di Sezione o di Sottosezione o del Responsabile eletto di Gruppo per i motivi previsti negli artt. 17 e 19 nonché nell’art. 71, § 5 (disimpegno);
e) o nel caso di decadenza dalla carica sociale ricoperta dagli stessi (Presidente di Sezione o di Sottosezione o del Responsabile eletto di Gruppo) per inosservanza della norma prevista nell’art. 71, § 6 (corsi di formazione);
f) o per i motivi di scioglimento di un Consiglio previsti nell’art. 72, § 3, lett. B) e lett. C), e nell’art. 74, § 1, ai quali
si rinvia.
Nei casi suddetti si procede come previsto nel presente Capo Terzo.
L’eventuale delibera di decadenza o di esclusione può essere adottata contestualmente a quella per il
commissariamento.
L’Associazione può essere sottoposta a regime commissariale con decisione della Conferenza Episcopale
Italiana a norma del Can. 318 del Codice di Diritto Canonico (Statuto, art. 13) per i motivi che essa ritiene.
Nei casi previsti nell’art. 72, § 3, e nel caso che per qualunque motivo vengano a mancare o si dimettano,
contestualmente o nell’arco di sette giorni, quattro dei componenti eletti il Consiglio Direttivo Nazionale, questo si
scioglie e vengono indette nuove elezioni (art. 72, § 3, lett. A) nonché § 4, lett. f).

§ 2 – Competenza – Procedimento – Conferma – Durata
Allo scioglimento del Consiglio di Sezione o del Consiglio di Sottosezione o del Consiglio di Gruppo si procede
(art. 37) con delibera motivata e la contestuale nomina del Commissario, adottata rispettivamente dal Consiglio
Direttivo Nazionale, dal Consiglio di Sezione, e per il Gruppo dal Consiglio di Sottosezione o dall’Organo che lo ha costituito. Allo scioglimento del Consiglio di Sottosezione e del Gruppo si procede d’intesa, rispettivamente, con il Consiglio Direttivo Nazionale (art. 58, § 1, lett. f) o con il Consiglio di Sezione (art. 63, § 1, lett. g).
Nel solo caso di commissariamento dei Consigli di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo per i motivi o i
comportamenti di carattere morale previsti nella lett. a) del paragrafo precedente, si procede, fatto salvo quanto
previsto nell’art. 37, § 4, sentito rispettivamente il Presidente della Conferenza Episcopale Regionale, l’Ordinario
Diocesano, l’Assistente Spirituale del Gruppo o, in mancanza di questo, l’Assistente Ecclesiastico dell’Organo che lo ha costituito.
In ogni caso il Commissario nominato va confermato mediante benestare sulle qualità morali dall’Autorità
Ecclesiastica di riferimento indicata nell’art. 34 e va insediato dal Presidente dell’Organo deliberante.
Per la durata e i poteri del Commissario si rinvia all’art. 35.

§ 3 – Incompatibilità a decidere
Alle sedute e alle decisioni degli Organi che dispongono il commissariamento o procedono al riesame dello
stesso in seconda istanza o alla verifica di conformità (art. 39), non possono prendere parte i componenti che sono imparentati, secondo il criterio espresso nell’art. 75, lett. B/g, con un componente a qualsiasi titolo dell’Organo che si intende sottoporre o è stato sottoposto a commissariamento.
Inoltre, alla seduta dell’Assemblea Nazionale per procedere al riesame del commissariamento (art. 38) non può
partecipare il Presidente della Sezione commissariata ma può essere sentito dalla stessa a giudizio insindacabile della medesima.

Art. 37
§ 1 – Comunicazione della contestazione
Nel caso in cui si intenda sottoporre a regime commissariale una Sezione, o una Sottosezione o un Gruppo con
Responsabili eletti, il Presidente dell’Organo competente per la decisione, fatto salvo quanto previsto al successivo § 4, deve darne comunicazione al Presidente dell’Organo che si intende sciogliere (§ 2) e contenente, anche in forma riassuntiva, le ragioni per le quali si intende iniziare il procedimento.
Dal momento del recapito della suddetta comunicazione, gli Organi che si intendono commissariare possono
provvedere esclusivamente all’espletamento dei compiti di ordinaria amministrazione.
Entro i dieci giorni successivi alla ricezione di tale comunicazione, il Presidente dell’Organo nei cui confronti si
intende procedere a commissariamento, eventualmente avvalendosi di quanto previsto nell’art. 22, può inviare note
e documenti (§ 2) al Presidente dell’Organo competente.
Trascorso il suddetto termine, l’Organo competente, eventualmente avvalendosi di quanto previsto nell’art. 24,
delibera il commissariamento e la nomina del Commissario.
§ 2 – Modalità
Le contestazioni, le comunicazioni, le decisioni, i ricorsi, le richieste e l’invio di documenti relativi al
commissariamento e a quant’altro allo stesso connesso, vanno inoltrati a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento e nei termini via via previsti.
§ 3 – Comunicazione del commissariamento – Insediamento
La decisione che dispone il commissariamento di una Sezione o di una Sottosezione o di un Gruppo, deve
essere comunicata (§ 2), entro cinque giorni, al Presidente dell’Organo di cui si è disposto lo scioglimento.
La comunicazione deve contenere le motivazioni della decisione e l’informativa della possibilità di ricorso
all’Organo di seconda istanza da inoltrare nei termini, nei modi e dai legittimati previsti nell’articolo successivo.
Trascorsi i termini per proporre ricorso (art. 70) e ad eccezione di quanto previsto al paragrafo successivo, il
Presidente dell’Organo decidente comunicherà al Presidente dell’Organo del quale si è disposto lo scioglimento, la data in cui si procederà all’insediamento del Commissario.
§ 4 – Provvedimento urgente
Nel solo caso in cui i motivi previsti nella lett. a) e lett. b) dell’art. 36, § 1, siano di particolare e palese gravità e/o
rivestano carattere di urgenza, l’Organo competente, –omettendo di sentire l’Autorità Ecclesiastica di riferimento
prima indicata (art. 36, § 2) per i motivi ivi richiamati e di dare la comunicazione prevista nel superiore § 1–, può
procedere direttamente alla delibera di commissariamento e alla nomina del Commissario.
Inoltre, nel caso suddetto, a giudizio insindacabile dell’Organo decidente, il Presidente dello stesso può
procedere all’immediato insediamento del Commissario. In questa ipotesi la comunicazione di cui al paragrafo
precedente può essere consegnata, a mano e contestualmente all’insediamento del Commissario, al Presidente
dell’Organo commissariato o, se ciò è impossibile, ad un componente il suo Consiglio o a persona collegata con lo stesso Organo.
Inoltre ancora, nel caso suddetto l’eventuale ricorso avverso il commissariamento non sospende l’esecuzione
della delibera adottata e impugnata.

Art. 38
§ 1 – Ricorso – Competenza
Il ricorso avverso il provvedimento di commissariamento va inviato (art. 37, § 2) al Presidente dell’Organo di
seconda istanza entro venti giorni dalla ricezione della comunicazione della decisione.
Copia del ricorso e a cura del ricorrente va inviata (art. 37, § 2) negli stessi termini, al Presidente dell’Organo di
prima istanza che può inviare le proprie deduzioni all’Organo di seconda istanza entro dieci giorni dalla ricezione di detta copia.
Il riesame in seconda istanza è regolato come segue:
a) le decisioni del Consiglio di Sottosezione possono essere sottoposte ad esame di seconda istanza da parte del Consiglio di Sezione;
b) le decisioni del Consiglio di Sezione possono essere sottoposte ad esame di seconda istanza da parte del
Consiglio Direttivo Nazionale;
c) le decisioni del Consiglio Direttivo Nazionale possono essere sottoposte ad esame di seconda istanza da parte
dell’Assemblea Nazionale.
§ 2 – Legittimati
Legittimati a richiedere il riesame della decisione resa in prima istanza dal Consiglio di Sottosezione, dal
Consiglio di Sezione, dal Consiglio Direttivo Nazionale sono, rispettivamente, il Responsabile del Gruppo, il
Presidente della Sottosezione, il Presidente della Sezione oppure, in caso di assenza o impedimento degli stessi, da coloro che li sostituiscono.
§ 3 – Decisione di seconda istanza
L’Organo di seconda istanza, eventualmente avvalendosi di quanto previsto nell’art. 24, decide entro trenta
giorni dal ricevimento del ricorso comunicando (art. 37, § 2), entro cinque giorni dalla ricezione dello stesso, al
ricorrente e all’Organo di prima istanza che potranno far pervenire (art. 37, § 2) note e documenti al Presidente
dell’Organo decidente entro dieci giorni dalla data di ricezione di questa comunicazione. L’Assemblea Nazionale
delibererà alla prima seduta utile.
La decisione di seconda istanza, entro quindici giorni, va comunicata (art. 37, § 2),al ricorrente e all’Organo di
prima istanza.
La comunicazione deve contenere la motivazione della decisione e l’informativa, -ma nel solo caso di conferma
del commissariamento-, della possibilità di richiesta della verifica di conformità di cui all’articolo seguente avanzata dal legittimato nello stesso previsto. In mancanza di detta richiesta la decisione diventa esecutiva (art. 70, § 4).

Art. 39
Richiesta verifica di conformità – Legittimati
Le decisioni di seconda istanza, ma nel solo caso di conferma del commissariamento, possono essere
sottoposte a verifica di conformità allo Statuto ed al Regolamento ed alle norme del Codice di Diritto Canonico da
parte del Collegio dei Probiviri nei modi e nei termini previsti nell’art. 29.
Legittimato a richiedere la verifica è il Presidente dell’Organo commissariato oppure, in caso di assenza o
impedimento dello stesso, chi lo sostituisce.

Art. 40
§ 1 – Commissario ad acta
Nel caso in cui un Organo non provveda ad uno o più adempimenti previsti nello Statuto e nei Regolamenti o vi
provveda in modo difforme, il Presidente dell’Organo superiore, sentito il proprio Consiglio e salvo quanto previsto al paragrafo successivo, può nominare un Commissario ad acta (Statuto, art. 13) per provvedere all’adempimento.
La nomina è inoppugnabile ed esecutiva.
Prima della nomina, il Presidente dell’Organo superiore deve contestare (art. 37, § 2) l’inadempimento al
Presidente dell’Organo interessato.
La comunicazione deve contenere la sollecitazione ad adempiere entro quindici giorni dal ricevimento della
stessa e l’informativa che in mancanza si provvederà alla nomina del Commissario ad acta e che le spese tutte
sostenute da quest’ultimo saranno addebitate all’Organizzazione territoriale inadempiente.
La nomina del Commissario va comunicata, a cura del Presidente dell’Organo procedente, al Presidente
dell’Organo interessato e la comunicazione deve contenere l’indicazione del giorno e dell’ora in cui il Commissario nominato si insedierà per l’espletamento del mandato ricevuto nonché l’invito a collaborare con lo stesso per sollecitamente provvedere a tale espletamento.
Le comunicazioni sopraindicate dovranno essere inviate, per conoscenza (art. 37, § 2) ai componenti del
Consiglio dell’Organo inadempiente.
§ 2 – Casi specifici
Per i casi specifici appositamente previsti nel presente Regolamento [art. 72, § 4, lett. a) e lett. b) ed art. 74, § 3]
e anche se qui non richiamati, e omessa la procedura di cui al paragrafo precedente, il Commissario ad acta è
nominato direttamente dal Consiglio dell’Organo competente e la nomina è inoppugnabile ed esecutiva.

TITOLO IV – COMPOSIZIONE E COMPETENZE DEGLI ORGANI ORDINARI

CAPO PRIMO : ASSEMBLEA NAZIONALE

Art. 41
Composizione – Sedute
L’Assemblea Nazionale è costituita (Statuto, art. 14, § 1):
a) dal Presidente Nazionale (art. 46);
b) dai due Vice Presidenti Nazionali nominati dal Presidente Nazionale, i quali vi partecipano come previsto nell’art. 46;
c) dall’Assistente Ecclesiastico Nazionale, dal Vice Assistente Ecclesiastico Nazionale, ove nominato, che vi
partecipa come previsto nell’art. 64, § 2;
d) dai sette Consiglieri eletti (art. 46);
e) dai Presidenti e/o dai Commissari delle Sezioni (art. 54, § 2 );
f) dagli Assistenti Ecclesiastici di Sezione (art. 64), dai Consiglieri aggiunti eventualmente nominati dal Presidente (art. 44), dai Probiviri (art. 48), dai Revisori effettivi dei Conti (art.52), e dai Rappresentanti delle Organizzazioni similari federate con l’Unitalsi (art. 78), che vi partecipano con parere consultivo.
L’Assemblea Nazionale si riunisce in seduta ordinaria almeno tre volte all’anno entro la fine dei mesi di gennaio,
marzo e novembre.
In seduta straordinaria è convocata a richiesta di almeno tre decimi dei componenti aventi diritto a voto o a
seguito di delibera del Consiglio Direttivo Nazionale (Statuto, art. 14, § 2) per discutere uno o più argomenti
specificati nell’ordine del giorno (art. 67, § 2).
Per le modalità e i termini di convocazione (ordinaria, straordinaria ed urgente) si rinvia all’art. 67; per la validità
delle sedute e delle deliberazioni all’art. 68; con funzioni elettive per il rinnovo delle cariche sociali all’art. 43.

Art. 42
§ 1 – Adempimenti – Scadenze – Votazioni
L’Assemblea Nazionale (Statuto, art. 14, §§ 2 e 4) annualmente delibera:
a) entro fine gennaio:
• l’approvazione del bilancio preventivo dell’Associazione per l’anno in corso, comprendente anche i bilanci
preventivi delle Sezioni e i conti preventivi delle Sottosezioni (art. 77, § 2);
• l’approvazione del rendiconto delle spese della Presidenza Nazionale sostenute nell’anno precedente;
b) entro fine marzo il rendiconto generale dell’Associazione (previsto nel successivo § 2/b );
c) entro fine maggio, e comunque entro i termini di legge, l’approvazione del bilancio consuntivo dell’Associazione
comprendente anche i bilanci consuntivi delle Sezioni e i rendiconti consuntivi delle Sottosezioni;
d) entro fine novembre:
• esamina, verifica e ratifica la relazione annuale sull’andamento generale dell’Associazione per l’anno in
corso;
• e delibera l’approvazione del programma annuale dei pellegrinaggi, delle attività nazionali e le linee
programmatiche ed operative per l’anno successivo;
• nonché l’approvazione delle quote nazionali dei pellegrinaggi e delle attività per l’anno successivo (prevista
nel successivo § 2/a);
Altresì delibera:
e) la ratifica dell’operato del Consiglio Direttivo Nazionale su materie allo stesso delegate dall’Assemblea;
f) l’adozione, in unica istanza, di eventuali provvedimenti, previsti nel presente Regolamento e nei modi nello
stesso indicati, a carico dei componenti a qualsiasi titolo della stessa Assemblea (Presidente Nazionale,
componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, Presidenti di Sezione, Presidente e componenti il Collegio dei
Probiviri, artt. 19 e 20);
g) le proposte di modifiche allo Statuto;
h) l’approvazione dei Regolamenti e le modifiche agli stessi;
i) l’eventuale conferimento di deleghe in materie che siano di specifica competenza della stessa definendone i
limiti;
j) quant’altro previsto nello Statuto e nei Regolamenti.
Alle votazioni per l’approvazione del rendiconto delle spese della Presidenza Nazionale e per la ratifica
dell’operato su materie delegate dall’Assemblea Nazionale al Consiglio Direttivo Nazionale non partecipano i
componenti di quest’ultimo (Statuto, art. 14, § 4).
Gli adempimenti di cui alle superiori lett. a) e lett. b) sono predisposti ed approvati dal Consiglio Direttivo
Nazionale e presentati dal Presidente.
§ 2 – Altri adempimenti
Inoltre l’Assemblea delibera:
a) l’approvazione delle quote nazionali dei pellegrinaggi e delle attività per l’anno in corso nei termini previsti nel
superiore § 1;
b) il rendiconto generale dell’Associazione nei termini previsti nel superiore § 1;
c) la nomina di eventuali commissioni per controlli e studi;
d) la nomina dell’eventuale Direttore Generale dell’Associazione;
e) la ratifica degli accordi stipulati dal Consiglio Direttivo Nazionale per eventuale federazione con opere similari
esistenti sia in Italia che all’estero;
f) l’equa risoluzione, con funzioni arbitrali ed in seconda istanza, delle vertenze, contestazioni, divergenze di
qualsiasi natura, che possano sorgere tra Sezioni e tra queste e le Sottosezioni;
g) sui ricorsi, in seconda istanza, avverso i provvedimenti disciplinari adottati dal Consiglio Direttivo Nazionale nei
confronti dei componenti i Consigli delle Sezioni, eccettuati i Presidenti delle stesse (art. 20);
h) sui ricorsi concernenti le operazioni elettorali relative alla elezione del Presidente e dei componenti il Collegio
Nazionale dei Probiviri.

Art. 43
Assemblea Nazionale degli elettori
L’Assemblea Nazionale degli Elettori è costituita dal Presidente Nazionale, dall’Assistente Ecclesiastico
Nazionale, dai sette Consiglieri eletti (art. 46, § 1, ultimo comma) del Consiglio Direttivo Nazionale, dai Presidenti e/o dai Commissari delle Sezioni.
Per le elezioni che si terranno per la prima volta dopo l’entrata in vigore del presente Regolamento, stante
l’attuale numero di cinque Consiglieri eletti, partecipano alle votazioni anche i due Vice Presidenti Nazionali.
Le norme relative alla convocazione dell’Assemblea degli Elettori e alle operazioni elettorali sono previste nel
Regolamento Elettorale.

CAPO SECONDO : PRESIDENTE NAZIONALE

Art. 44
§ 1 – Competenze – Adempimenti – Elezione – Conferma
Il Presidente Nazionale (Statuto, art. 15):
a) ha la legale rappresentanza dall’Associazione;
b) convoca e presiede le sedute ordinarie e straordinarie dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Direttivo
Nazionale (art. 67);
c) esegue le deliberazioni di detti Organi;
d) adempie a tutte le funzioni ad esso demandate dalla legge, dallo Statuto, dai Regolamenti e da specifiche
deleghe del Consiglio Direttivo Nazionale;
e) assicura il cammino unitario dell’Associazione secondo le finalità e i carismi propri della Costituzione
Associativa;
f) vigila affinché le norme dello Statuto e dei Regolamenti e le delibere adottate dall’Assemblea Nazionale e dal
Consiglio Direttivo Nazionale trovino attuazione nelle Sezioni, nelle Sottosezioni e nei Gruppi;
g) promuove rapporti di dialogo e di collaborazione con gli organismi che si occupano di pastorale della sanità e
della sofferenza, nonché con Associazioni e Aggregazioni laicali dell’Apostolato per gli stessi e con le
Associazioni di volontariato italiane ed estere impegnate nel servizio ai malati, ai disabili e a quanti sono in
situazioni di disagio ed emarginazione;
h) può nominare Consiglieri aggiunti che partecipano all’Assemblea Nazionale e al Consiglio Direttivo Nazionale
con parere consultivo (art. 73, § 4);
i) può adottare, in caso di urgenza, provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo Nazionale, salvo
successiva ratifica da parte di questo entro dieci giorni dalla data del provvedimento;
j) può conferire specifiche deleghe in materie che siano di sua competenza definendone i limiti.
Per la elezione del Presidente Nazionale si rinvia all’art. 46, § 1/a) e al Regolamento Elettorale; per la conferma
all’art. 50, § 1/d.
§ 2 – Altre competenze
Inoltre il Presidente Nazionale:
a) ha la facoltà di intervenire liberamente, anche a mezzo delegato, alle riunioni ordinarie e straordinarie dei
Consigli e delle Assemblee delle Sezioni, delle Sottosezioni e dei Gruppi, nonché di prendere la parola,
relazionare ed esprimere pareri anche su argomenti non posti all’ordine del giorno;
b) ha la facoltà di chiedere alle Sezioni, alle Sottosezioni e ai Gruppi con Responsabili eletti, copia conforme delle delibere adottate da tali Organi;
c) ha la facoltà di inviare alle Sottosezioni e ai Gruppi corrispondenza attinente la programmazione e la
divulgazione di pellegrinaggi ed attività organizzati a livello nazionale;
d) nomina la direzione dei pellegrinaggi organizzati dalla Presidenza Nazionale;
e) provvede, nei modi previsti nell’art. 40, alla nomina del Commissario ad acta per gli adempimenti delle Sezioni
(Statuto art. 13).
§ 3 – Altri adempimenti
Il Presidente Nazionale, coadiuvato dai due Vice Presidenti e dai componenti il Consiglio Direttivo Nazionale,
altresì provvede :
a) ad assicurare, unitamente all’Assistente Nazionale, il collegamento con la Conferenza Episcopale Italiana;
b) a nominare i due Vice Presidenti Nazionali (art. 46, lett. d) e tra questi il Vice Presidente vicario (art. 45, § 1) ed eventualmente a sostituirli (art. 73, § 4);
c) a rilasciare procure ai Presidenti di Sezione per atti di ordinaria e straordinaria amministrazione nell’ambito
sezionale, al fine di porli in grado di agire in nome e per conto dell’Associazione in tutti gli atti di competenza
della Sezione;
d) a predisporre e a presentare all’Assemblea la relazione sugli adempimenti richiamati nell’ultimo comma dell’art. 42, § 1;
e) a prendere accordi e stipulare contratti con gli enti e le società interessati ai pellegrinaggi;
f) a conferire eventuale delega al suo sostituto (artt. 45 e 74);
g) a conferire eventuali deleghe, ai componenti del Consiglio Direttivo Nazionale o a soci da questo designati, per
la responsabilità degli Uffici relativi all’organizzazione, all’amministrazione, ai contatti con le Sezioni, alla
vigilanza sugli uffici centrali;
h) a vigilare sull’operato del Direttore Generale, ove nominato;
i) a convocare l’Assemblea Nazionale degli elettori per il rinnovo delle cariche sociali degli Organi con competenza nazionale;
j) a presiedere le Assemblee elettive di Sezione per il rinnovo delle cariche sociali o a delegare un suo
rappresentante;
k) a richiedere alle Conferenze Episcopali Regionali la conferma mediante benestare sulle qualità morali dei
Presidenti eletti delle Sezioni;
l) a pronunciarsi sulle richieste di ricusazione (art. 23);
m) a curare, coadiuvato come sopra previsto e/o dagli impiegati appositamente designati:
• la stesura e la conservazione dei verbali e delle delibere dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Direttivo;
• la stesura, l’aggiornamento e la conservazione dell’elenco nazionale dei soci dell’Associazione;
• la conservazione dell’archivio e l’organizzazione degli uffici;
n) a quant’altro è previsto nello Statuto e nei Regolamenti.

Art. 45
§ 1 – I due Vice Presidenti
I due Vice Presidenti Nazionali collaborano attivamente con il Presidente Nazionale nell’espletamento delle sue
funzioni esecutive e negli adempimenti tutti previsti per lo stesso.
Il Presidente Nazionale nomina Vicario uno dei due Vice Presidente (art. 73, § 3).
§ 2 – Sostituzione temporanea del Presidente
Nei casi di assenza o impedimento temporanei, il Presidente Nazionale è sostituito, per l’ordinaria
amministrazione, da uno dei due Vice Presidenti.
Nel caso di assenza, impedimento, o altra motivazione che debba durare oltre un mese o nella previsione di cui
all’art. 22, egli è sostituito a tutti gli effetti, per la durata dell’assenza o dell’impedimento o altro, dal Vice Presidente Vicario. Sussistendo anche per questo tali motivazioni, è sostituito dall’altro Vice Presidente e poi eventualmente dal Consigliere eletto che ha riportato il maggior numero di voti e nel caso di parità di voti dal più anziano in età.

CAPO TERZO : CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Art. 46
§ 1 – Composizione Consiglio
Il Consiglio Direttivo Nazionale è costituito (Statuto, art. 16) :
a) dal Presidente, che è eletto dall’Assemblea Nazionale degli elettori con le maggioranze previste nel
Regolamento Elettorale e confermato dalla Conferenza Episcopale Italiana mediante benestare sulle qualità
morali;
b) dall’Assistente Ecclesiastico Nazionale e dal Vice Assistente, ove ritenuto necessario (art. 64), che sono
nominati dalla Conferenza Episcopale Italiana sentito il Consiglio Direttivo Nazionale;
c) dai sette Consiglieri, che sono eletti dall’Assemblea Nazionale degli elettori;
d) dai due Vice Presidenti, che sono nominati dal Presidente tra i Consiglieri eletti oppure tra i Consiglieri aggiunti
(art. 73 §§ 3 e 4); in quest’ultimo caso partecipano alle Assemblee e ai Consigli con parere consultivo e, in
assenza del Presidente, soltanto quello che, tra i due, lo sostituisce (art. 45) ha diritto di voto deliberativo;
e) dai Consiglieri aggiunti, eventualmente nominati dal Presidente, e dal Presidente del Collegio Nazionale dei
Probiviri o un componente dello stesso, che partecipano con parere consultivo.
Nel caso in cui uno o entrambi i Vice Presidenti Nazionali venissero nominati tra i Consiglieri eletti non dovrà
procedersi ad alcuna cooptazione o integrazione del Consiglio (art. 74, § 3, ultimo comma).
§ 2 – Sedute
Il Consiglio Direttivo Nazionale si riunisce, di norma e in seduta ordinaria, ogni due mesi ed ogni qualvolta il
Presidente Nazionale lo ritenga necessario.
In seduta straordinaria può essere convocato a seguito di delibera del Consiglio Direttivo Nazionale oppure su
richiesta motivata di almeno tre dei suoi componenti aventi diritto a voto.
Alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale possono essere invitati a partecipare, con parere consultivo, i
Presidenti di Sezione e di Sottosezione e i Responsabili di Gruppo, quando particolari situazioni lo richiedano ed a giudizio insindacabile dello stesso Consiglio.
Per le modalità e i termini di convocazione si rinvia all’art. 67; per la validità delle sedute e delle deliberazioni
all’art. 68.

Art. 47
§ 1 – Adempimenti del Consiglio – Scadenze
Il Consiglio Direttivo Nazionale (Statuto, art. 16) coordina tutta l’attività associativa sotto il profilo organizzativo,
amministrativo e contabile.
Esso delibera e provvede:
a) alla determinazione delle quote associative;
b) all’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea Nazionale;
c) a redigere ed approvare e sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Nazionale alle scadenze previste nell’art.
42:
???? entro il quindici gennaio, il bilancio preventivo della Presidenza Nazionale, comprendente anche i bilanci
preventivi delle Sezioni;
???? entro il quindici marzo, il bilancio consuntivo della Presidenza Nazionale nonché, previo controllo dei bilanci
delle Sezioni, la proposta di bilancio Nazionale;
???? entro il quindici novembre:
• il programma annuale dei pellegrinaggi e delle attività nazionali per l’anno successivo;
• le quote nazionali di partecipazione ai pellegrinaggi e alle attività per l’anno in corso come previsto nel
successivo § 2/b;
Altresì delibera e provvede:
d) alla conferma delle quote sezionali di partecipazione ai pellegrinaggi su proposta di ciascuna Sezione;
e) a porre in essere gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;
f) a conferire procure, sia generali che speciali, o particolari deleghe in materie che siano di specifica competenza
del Consiglio Direttivo Nazionale, definendone i limiti;
g) ad assumere, nominare e licenziare il Personale dell’Associazione fissandone le mansioni e le retribuzioni;
h) all’insediamento dei Presidenti e dei Consiglieri eletti di Sezione, dei Collegi Nazionale dei Probiviri e dei
Revisori dei Conti;
i) allo scioglimento dei Consigli di Sezione, per i motivi previsti nell’art. 36, e alla nomina e all’insediamento del
Commissario;
j) all’adozione, in prima istanza, di eventuali provvedimenti previsti nel presente Regolamento e nei modi nello
stesso indicati, a carico dei componenti a qualsiasi titolo dei Consigli di Sezione eccettuato il Presidente;
k) a quant’altro previsto nello Statuto e nei Regolamenti, nonché nelle decisioni dell’Assemblea Nazionale.
§ 2 – Altri adempimenti
Inoltre il Consiglio Direttivo Nazionale:
a) esprime il proprio parere da sottoporre alla Conferenza Episcopale Italiana per la nomina dell’Assistente
Ecclesiastico Nazionale e di un eventuale Vice Assistente;
???? e altresì delibera:
b) l’approvazione delle quote nazionali dei pellegrinaggi e delle attività per l’anno in corso nei termini previsti al
superiore § 1;
c) la convocazione straordinaria dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Direttivo Nazionale (artt. 41, 46 e 67);
d) le modalità di esecuzione delle decisioni dell’Assemblea Nazionale e le conseguenti direttive da impartire alle
Sezioni, alle Sottosezioni e ai Gruppi;
e) la predisposizione e l’emanazione, dopo l’approvazione dell’Assemblea Nazionale, di appositi regolamenti per la organizzazione degli Organi dell’Associazione, le qualifiche e gli adempimenti dei soci, la regolare tenuta della
contabilità associativa, i servizi da svolgersi durante i pellegrinaggi e lo svolgimento delle Assemblee elettive e il
rinnovo delle cariche;
f) la emanazione di indicazioni per il corretto funzionamento delle Sezioni, delle Sottosezioni e dei Gruppi;
g) la nomina e la designazione di rappresentanti presso Enti ed Associazioni Nazionali ed Esteri a cui
l’Associazione sia chiamata a partecipare;
h) la stipula di accordi con opere similari nazionali, europee od estere per una eventuale federazione;
i) gli opportuni provvedimenti per la vigilanza sull’osservanza dello Statuto e dei Regolamenti da parte delle
Sezioni, delle Sottosezioni e dei Gruppi;
j) l’equa risoluzione, con funzioni arbitrali ed in prima istanza, se sollecitato o di propria iniziativa, delle vertenze,
contestazioni, divergenze di qualsiasi natura che possano sorgere tra Sezioni e tra queste e le Sottosezioni, e
anche dei casi non previsti nello Statuto e nel presente Regolamento;
k) le proposte di eventuali modifiche allo Statuto ed ai Regolamenti da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea
Nazionale;
l) le decisioni sulla applicazione ed interpretazione dello Statuto e del Regolamento a seguito di richiesta dei Soci
o del Presidente e/o del Consiglio di Sezione o di Sottosezione;
m) la conferma della costituzione dei Gruppi deliberati dalla Sezione;
n) l’approvazione delle spese straordinarie delle Sezioni qualora eccedano la disponibilità economica/finanziaria
delle stesse;
o) il rilascio di attestati di benemerenza;
p) sui ricorsi, in seconda istanza, avverso i provvedimenti disciplinari adottati dalle Sezioni nei confronti del
Presidente e dei componenti i Consigli di Sottosezione (art. 20);
q) quant’altro si rende necessario nell’interesse dell’Associazione e alla vita della stessa quando non sia attribuita
alla competenza di altri Organi.
Per gli atti di straordinaria amministrazione si rinvia al Titolo VIII.

CAPO QUARTO : COLLEGIO NAZIONALE DEI PROBIVIRI

Art. 48
§ 1 – Composizione – Votazioni
Il Collegio Nazionale dei Probiviri è costituito da tre componenti, aventi la qualifica di socio effettivo, eletti
dall’Assemblea Nazionale, su proposta dei componenti la stessa, a maggioranza di due terzi degli aventi diritto a
voto. L’Assemblea Nazionale deve eleggere tra essi il Presidente del Collegio (Statuto, art. 18).
Nel caso che alla prima votazione uno o più candidati non raggiungano la maggioranza dei due terzi di cui
sopra, si procede come previsto nel Regolamento Elettorale.
I tre componenti devono tutti appartenere a Sezioni diverse dell’Associazione e devono essere opportunamente
dotati di cognizioni tecniche giuridiche.
La carica di componente del Collegio è incompatibile con ogni altra carica, sia elettiva che di nomina, degli
Organi dell’Associazione.
Per la incompatibilità a decidere si rinvia agli artt. 21, 36, § 3, e 68.
§ 2 – Sedute
I componenti del Collegio partecipano con parere consultivo alle sedute dell’Assemblea Nazionale e nella stessa
collegialmente esprimono un parere ove richiesto; il Presidente o un Componente partecipa a quelle del Consiglio
Direttivo Nazionale (Statuto, art. 18).
Il Collegio si riunisce, di norma, ogni quattro mesi e redige verbale di ogni seduta.
E’ convocato, anche informalmente, dal Presidente ed è presieduto dallo stesso o, in caso di assenza, dal
componente più anziano di età (art. 74).
Alle sedute del Collegio è esclusa la facoltà di rappresentanza a mezzo delega dei suoi componenti (Statuto, art.
36).
Le sedute del Collegio sono valide se costituite con la presenza di due dei suoi componenti; le sue decisioni
sono valide se adottate con il voto favorevole di due dei suoi componenti. In caso di parità di voto prevale il voto del Presidente.

Art. 49
§ 1 – Compiti – Pronunzie di pareri
È compito specifico del Collegio dei Probiviri dirimere tutte le controversie che dovessero eventualmente sorgere
a qualsiasi titolo all’interno dell’Associazione in dipendenza ed in relazione alla esecuzione dello Statuto e dei
Regolamenti (Statuto, art. 18).
Il Collegio, con le modalità e le procedure appresso indicate, senza specifiche formalità ed eventualmente
avvalendosi di quanto previsto nell’art. 24:
a) giudica inappellabilmente secondo equità e pronunzia il suo lodo come amichevole compositore;
b) verifica che le decisioni, -a carattere disciplinare e i relativi provvedimenti emessi in seconda istanza dagli
Organi dell’Associazione o in unica istanza dall’Assemblea Nazionale-, siano conformi allo Statuto, ai
Regolamenti e alle norme del Codice di Diritto Canonico, a seguito di richiesta inoltrata nei modi e nei termini
indicati nell’art. 29; tale richiesta di verifica di conformità può essere avanzata (art. 39) anche in ordine ai
provvedimenti di commissariamento di cui all’art. 36 confermati in seconda istanza;
c) esprime un parere con le modalità appresso previste:
• sull’applicazione delle norme dello Statuto e del Regolamento qualora ne sia richiesto dal Presidente
Nazionale o dal Consiglio Direttivo Nazionale o dall’Assemblea Nazionale;
• su qualsiasi argomento venga sottoposto al suo esame dall’Assemblea Nazionale o dal Consiglio Direttivo
Nazionale o da un Consiglio di Sezione;
• su quant’altro previsto nei Regolamenti.
Attesa la natura dell’Organo e le funzioni dello stesso, previste nello Statuto e nel presente Regolamento, il
Collegio non può in nessun caso comminare o sollecitare o indicare provvedimenti disciplinari di qualsivoglia natura.
In nessun caso il Collegio si pronunzia ex officio.
Per i casi indicati nel presente paragrafo e in quello successivo, il Collegio adotta le proprie decisioni nei modi,
nei termini e con gli adempimenti previsti nei Regolamenti.
A parere insindacabile del Collegio, le parti potranno essere sentite personalmente per esporre le proprie ragioni
anche oralmente.
Con riferimento a quanto previsto nelle superiori lett. a) e lett. b) e nel successivo § 2, le parti possono inviare al
Collegio note e documenti integrativi entro dieci giorni dall’inoltro della richiesta o del ricorso e nei modi per gli stessi indicati (art. 22, § 2).
§ 2 – Altri compiti e adempimenti
Il Collegio inoltre:
a) esperisce il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto nell’art. 27 nei modi e nei termini ivi indicati;
b) decide, con pronunzia in via definitiva ed insindacabilmente:
???? sui ricorsi in ordine alla elezione del Presidente Nazionale e dei componenti il Consiglio Direttivo Nazionale
proposti nei modi e nei termini previsti nel Regolamento delle elezioni alle cariche sociali;
???? sui ricorsi in appello, proposti nei modi e nei termini previsti nell’art. 10, avverso:
• la non conferma dell’ammissione a socio ausiliare o a socio effettivo;
• la conferma o non conferma del passaggio da socio effettivo a socio ausiliare;
???? sui ricorsi proposti dal Presidente di Sottosezione o dal socio interessato avverso il mancato accoglimento
delle osservazione evidenziate dal Presidente della Sottosezione al Presidente della Sezione relativi
all’aggiornamento dell’elenco dei soci effettivi e dei soci ausiliari (art. 9, § 4);
???? sulla rinunzia dell’arbitro prevista nell’art. 18, § 4, lett. D).
§ 3 – Modalità di intervento
Il Collegio conosce delle controversie di cui al presente articolo:
a) attraverso gli Organi competenti alla remissione, nei suoi confronti, delle controversie stesse;
b) direttamente su richiesta di una delle parti;
c) su concorde richiesta delle parti interessate alla controversia.

Art. 50
§ 1 – Adempimenti del Presidente
Il Presidente del Collegio:
a) convoca e presiede il Collegio;
b) provvede a dare le comunicazioni previste nel presente Regolamento in ordine ai procedimenti esaminati, alle
pronunzie e alle decisioni adottate e ai pareri espressi;
c) presiede l’Assemblea Nazionale degli elettori come previsto nel Regolamento delle elezioni per il rinnovo delle
cariche sociali;
d) provvede a richiedere alla Conferenza Episcopale Italiana la conferma mediante benestare sulle qualità morali
del Presidente Nazionale eletto, nonché ad insediare lo stesso e i Consiglieri eletti del Consiglio Direttivo
Nazionale (Statuto, art. 18);
§ 2 – Sostituzione e dimissioni del Presidente o di un Consigliere – Scioglimento del Collegio
Nel caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente del Collegio, lo stesso è sostituito dal
componente più anziano in età e, in caso di dissenso tra i componenti del Collegio, prevarrà il voto dello stesso.
Nei casi di scioglimento del Collegio per i motivi indicati nell’art. 72, § 3, lett. A) e lett. C), si procede a nuove
elezioni come previsto nella stessa lett. A) e nello stesso art. 72, § 4.
Nel caso di dimissioni o impedimento permanente o decadenza o esclusione o decesso di uno dei due
Consiglieri Componenti il Collegio, si procede alla cooptazione di altro Consigliere come previsto nell’art. 74, § 3.

Art. 51
Ricusazione di un componente
Nell’ipotesi in cui le parti interessate al procedimento non appartengano alla stessa Sezione, la parte che
appartiene ad una Sezione non rappresentata da un proprio componente nel Collegio dei Probiviri, può ricusare il
componente del Collegio che risulta appartenere alla medesima Sezione dell’altra parte; in tal caso il Collegio si
pronuncerà privo del componente ricusato.
Nell’ipotesi in cui una delle parti o entrambi siano soci della stessa Sezione di appartenenza di uno dei Probiviri,
questo può essere ricusato da una o entrambi le parti ed il Collegio si pronuncerà privo del componente ricusato.
Nel caso di dissenso tra i rimanenti componenti del Collegio prevarrà il voto del Presidente o di chi lo sostituisce.
Nel caso di ricusazione del Presidente del Collegio lo stesso è sostituito come previsto nell’art. 74.
Nel caso di ricusazione di due componenti del Collegio dei Probiviri, gli stessi verranno sostituiti dai due Vice
Presidenti Nazionali. Se tra i ricusati vi è il Presidente del Collegio, questo è presieduto dal componente non
ricusato.
La ricusazione va proposta nei modi e nei termini previsti nell’art. 23.

CAPO QUINTO : COLLEGIO NAZIONALE DEI REVISORI DEI CONTI

Art. 52
§ 1 – Composizione – Votazioni
Il Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti è costituito da tre componenti effettivi e due supplenti, eletti
dall’Assemblea Nazionale, su proposta dei componenti la stessa, a maggioranza di due terzi degli aventi diritto a
voto, da scegliersi tra gli iscritti agli Ordini dei Revisori dei Conti e/o dei Dottori Commercialisti e Ragionieri e non
devono essere soci.
L’Assemblea Nazionale deve eleggere tra essi il Presidente del Collegio (Statuto, art. 19).
Nel caso che alla prima votazione uno o più candidati non raggiungano la maggioranza dei due terzi di cui
sopra, si procede come previsto nel Regolamento Elettorale.
L’Assemblea Nazionale, nella seduta in cui elegge i Revisori dei Conti, ne stabilisce il compenso annuo.
§ 2 – Sedute
I componenti effettivi del Collegio partecipano con parere consultivo alle sedute dell’Assemblea Nazionale e
nella stessa collegialmente esprimono un parere ove richiesto (Statuto, art. 19); se espressamente convocati,
partecipano alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale.
Il Collegio si riunisce, di norma, ogni tre mesi e redige verbale di ogni seduta.
E’ convocato, anche informalmente, dal Presidente ed è presieduto dallo stesso o, in caso di assenza, dal
componente più anziano di età (art. 74).
Alle sedute del Collegio è esclusa la facoltà di rappresentanza a mezzo delega dei suoi componenti (Statuto, art.
36).
Fatti salvi gli atti di ispezione e controllo eseguiti anche da un singolo Revisore (art. 53, § 2, lett. c), le sedute del
Collegio sono valide se costituite con la presenza di due dei suoi componenti; le sue decisioni sono valide se
adottate con il voto favorevole di due dei suoi componenti. In caso di parità di voto prevale il voto del Presidente.

Art. 53
§ 1 – Adempimenti
Con riferimento alla materia contabile, il Collegio ha l’obbligo (Statuto, art. 19):
a) di controllare l’amministrazione dell’Associazione;
b) di vigilare sull’osservanza della legge, dello Statuto e del presente Regolamento a livello contabile;
c) di accertare la regolare tenuta della contabilità associativa e la regolarità della gestione, la corrispondenza del
bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e a quant’altro previsto nello Statuto e nei Regolamenti.
§ 2 – Altri adempimenti
Il Collegio inoltre:
a) esamina e controlla il bilancio di previsione e le relative variazioni;
b) effettua, almeno ogni trimestre, controlli e riscontri sulla consistenza della cassa e sulla esistenza dei valori, dei titoli di proprietà e sui depositi;
c) procede, in qualsiasi momento, fermo restando il carattere collegiale dell’Organo, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo;
d) a tal fine, i componenti del Collegio hanno diritto di prendere visione, anche presso le Sezioni e le Sottosezioni,
di tutti gli atti e documenti amministrativi e contabili anche interni;
e) svolge il controllo sull’intera gestione con criteri di efficienza e di tutela degli interessi degli associati, per singoli settori e con criteri di completezza logico-sistematica, oltre che controlli ispettivi anche su fatti specifici;
f) redige apposito verbale di ogni verifica, ispezione e controllo, anche individualmente svolto, nonché delle
risultanze dell’esame collegiale dei bilanci preventivi, delle relative variazioni e dei conti e bilanci consuntivi;
g) emette il parere obbligatorio, espresso collegialmente, sugli schemi degli atti deliberativi riguardanti bilanci
preventivi, variazioni degli stessi, conti consuntivi, contrazioni di mutui, nonché sulla ricognizione ed il
riaccertamento dei residui attivi e passivi;
h) rende le relazioni su tali atti e fatti prima che l’atto deliberativo venga assunto dall’Organo competente
dell’Associazione; per tale motivo, indipendentemente o meno dalla presenza del Collegio alla riunione
dell’Organo deputato all’emissione dell’atto, i documenti necessari dovranno pervenire al Collegio stesso almeno
quindici giorni prima del giorno fissato per l’adozione del provvedimento;
i) conclude la relazione al bilancio di previsione, alle relative variazioni ed al conto consuntivo con un giudizio
favorevole o contrario all’adozione dei provvedimenti; pertanto, la relazione al bilancio di previsione deve
contenere, in particolare e tra l’altro, il parere sull’attendibilità delle entrate e sulla congruità delle spese, mentre
la relazione sul conto consuntivo deve contenere il parere riguardo alla corrispondenza tra i dati risultanti dalle
scritture contabili con quelli esposti nel documento, nonché le valutazioni in ordine alla regolarità della gestione
ed alla sua efficienza ed economicità;
j) nelle sue periodiche verifiche, vigila sull’adozione dei controlli sulle strutture territoriali, Sezioni, Sottosezioni e
Gruppi, previo avviso al Presidente di Sezione o di Sottosezione o al Responsabile del Gruppo;
k) riferisce, in caso di irregolarità, all’Assemblea Nazionale.
§ 3 – Sostituzione e dimissioni del Presidente o di un Consigliere – Scioglimento del Collegio
Nel caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente del Collegio, lo stesso è sostituito dal
componente più anziano in età e, in caso di dissenso tra i componenti del Collegio, prevarrà il voto dello stesso.
Nei casi di scioglimento del Collegio per i motivi indicati nell’art. 72, § 3, lett. A) e lett. C), si procede a nuove
elezioni come previsto nella stessa lett. A) e nello stesso art. 72, § 4.
Nel caso di dimissioni, o impedimento permanente o decesso di uno dei due Revisori Componenti il Collegio si
procede alla cooptazione del Revisore supplente che in sede di rinnovo delle cariche ha riportato il maggior numero di voti e in caso di parità di voti il più anziano in età.

CAPO SESTO : SEZIONI

Art. 54
§ 1 – Assemblea: Composizione – Sedute
L’Assemblea di Sezione è costituita (Statuto, art. 20, § 1):
a) dai componenti il Consiglio di Sezione precisati nell’art. 57; il Vice Presidente, il Segretario e il Tesoriere vi
partecipano come previsto nello stesso articolo;
b) dai Presidenti e/o i Commissari di Sottosezione (art. 59, § 2);
c) dagli Assistenti Ecclesiastici delle Sottosezioni, dai Vice Assistenti delle stesse ove nominati e dai Consiglieri
aggiunti eventualmente nominati dal Presidente, che vi partecipano con parere consultivo (artt. 64 e 56).
L’Assemblea di Sezione si riunisce, in seduta ordinaria, almeno tre volte all’anno, entro la fine dei mesi di
febbraio, giugno e dicembre;
In seduta straordinaria è convocata a richiesta di almeno tre decimi dei componenti aventi diritto a voto o a
seguito di delibera del Consiglio sezionale per discutere uno o più argomenti specificati nell’ordine del giorno (art.
67, § 2).
Per le modalità e i termini di convocazione (ordinaria, straordinaria ed urgente) si rinvia all’art. 67; per la validità
delle sedute e delle deliberazioni all’art. 68; con funzioni elettive per il rinnovo delle cariche sociali all’art. 55.
§ 2 – Rappresentanza
Ogni Sezione deve essere sempre rappresentata, alle sedute dell’Assemblea Nazionale, dal suo Presidente. In
assenza o impedimento di questi vi partecipa, a tutti gli effetti, il Vice Presidente di Sezione oppure un componente eletto del Consiglio di Sezione delegato dal Presidente stesso.
§ 3 – Adempimenti -Scadenze – Votazioni
L’Assemblea di Sezione (Statuto, art. 20, §§ 1 e 3) annualmente delibera:
a) entro fine marzo:
• l’approvazione del rendiconto delle spese del Consiglio di Sezione sostenute nell’anno predente;
• l’approvazione del bilancio consuntivo della Sezione, comprendente anche i rendiconti consuntivi delle
Sottosezioni e inviandone copia alla Presidenza Nazionale entro cinque giorni dall’approvazione;
b) entro fine dicembre:
• esamina, verifica e ratifica la relazione annuale sull’andamento generale della Sezione per l’anno in corso;
e delibera:
• l’approvazione del programma annuale dei pellegrinaggi, delle attività sezionali e sulle linee programmatiche
ed operative per l’anno successivo, comprendente anche i pellegrinaggi e le attività approvati
dall’Assemblea Nazionale;
• l’approvazione del bilancio preventivo della Sezione, comprendente anche le previsioni di spesa delle
Sottosezioni (art. 77, § 2) e inviandone copia alla Presidenza Nazionale entro cinque giorni
dall’approvazione;
Altresì delibera:
c) la ratifica dell’operato del Consiglio di Sezione su materie allo stesso delegate dall’Assemblea;
d) quant’altro previsto nello Statuto e nei Regolamenti.
Alle votazioni per l’approvazione del rendiconto delle spese del Consiglio di Sezione e per la ratifica dell’operato
su materie delegate dall’Assemblea al Consiglio di Sezione non partecipano i componenti di quest’ultimo (Statuto, art. 20, § 3).
Gli adempimenti di cui alle superiori lett. a), b), c), d), sono predisposti ed approvati dal Consiglio di Sezione e
presentati dal Presidente.

Art. 55
Assemblea Sezionale degli elettori
L’Assemblea Sezionale degli elettori, tranne nel caso di commissariamento infra previsto, è costituita dal
Presidente di Sezione, dall’Assistente Ecclesiastico della stessa, dai Presidenti e/o dai Commissari delle
Sottosezioni e da uno o più Consiglieri eletti di Sezione (art. 57, § 1, ultimo comma) appresso determinati e che alle precedenti elezioni ordinarie di rinnovo del Consiglio, ha o hanno riportato il maggior numero di voti:
a) nelle Sezioni cui appartengono fino a cinque Sottosezioni, un Consigliere;
b) nelle Sezioni cui appartengono sei o sette Sottosezioni, due Consiglieri;
c) nelle Sezioni cui appartengono otto o nove Sottosezioni, tre Consiglieri;
d) nelle Sezioni cui appartengono dieci o undici Sottosezioni, quattro Consiglieri;
e) nelle Sezioni cui appartengono da dodici Sottosezioni in poi, cinque Consiglieri.
Nel caso di Consiglieri che abbiano riportato parità di voti in occasione della votazione per la loro elezione, ha
diritto di voto il più anziano in età.
Nel caso di Sezione commissariata, l’Assemblea Sezionale degli elettori è costituita dal Commissario della
Sezione, dall’Assistente Ecclesiastico della stessa e dai Presidenti e/o dai Commissari delle Sottosezioni.
Per le elezioni che si terranno per la prima volta dopo l’entrata in vigore del presente Regolamento, nelle Sezioni
cui appartengono da dieci Sottosezioni in poi, [superiori lett. d) ed e)], i Consiglieri, uscenti e votanti, stante l’attuale loro numero, saranno tre anche per tali Sezioni.
Le norme relative alla convocazione dell’Assemblea degli Elettori e alle operazioni elettorali sono previste nel
Regolamento Elettorale.

Art. 56
§ 1 – Presidente: Competenze – Adempimenti – Elezione – Conferma
Il Presidente di Sezione (Statuto, art. 21):
a) dirige l’attività associativa nel rispetto dello Statuto, dei Regolamenti, delle delibere dell’Assemblea e del
Consiglio di Sezione, nonché delle delibere dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Direttivo Nazionale;
b) vigila affinché le norme dello Statuto e del Regolamento e le delibere appena citate trovino attuazione nella
Sezione, nelle Sottosezioni e nei Gruppi;
c) promuove e mantiene costanti e personali rapporti di dialogo e di collaborazione con i Presidenti e i componenti dei Consigli delle Sottosezioni e i Responsabili di Gruppo;
d) attivamente collaborato dai componenti il proprio Consiglio, promuove e cura incontri con gli Organismi a
competenza sezionale che si occupano di pastorale della sanità e della sofferenza, con la stampa, con Enti ed
Organismi pubblici e con altre Organizzazioni ed Associazioni nell’ambito del proprio territorio;
e) può nominare Consiglieri aggiunti che partecipano all’Assemblea e al Consiglio con parere consultivo (73, § 4);
f) può adottare, in caso di urgenza, provvedimenti di competenza del Consiglio Sezionale salvo successiva ratifica
da parte di questo entro dieci giorni dalla data del provvedimento;
g) può conferire specifiche deleghe in materie che siano di sua competenza definendone i limiti.
Per la elezione del Presidente si rinvia all’art. 57, § 1/a). Per la conferma all’art. 44, § 3/k). Per le responsabilità
all’art. 71, § 4.
§ 2 – Altre competenze
Inoltre il Presidente:
a) ha la procura per la rappresentanza legale dell’Associazione nell’ambito della giurisdizione sezionale;
b) convoca e presiede le sedute ordinarie e straordinarie del Consiglio e dell’Assemblea di Sezione (art. 67);
c) ha la facoltà di intervenire liberamente, anche a mezzo delegato, alle riunioni ordinarie e straordinarie dei
Consigli e delle Assemblee delle Sottosezioni e dei Gruppi del proprio territorio nonché di prendere la parola,
relazionare ed esprimere pareri anche su argomenti non posti all’ordine del giorno;
d) ha la facoltà di chiedere alle Sottosezioni e ai Gruppi con Responsabili eletti, copia conforme delle delibere
adottate da tali Organi;
e) ha la facoltà di inviare ai Gruppi corrispondenza attinente la programmazione e la divulgazione di pellegrinaggi
ed attività organizzati a livello nazionale e sezionale;
f) nomina la direzione dei pellegrinaggi organizzati dalla Sezione e i referenti di quelli organizzati dalla Presidenza
Nazionale;
g) provvede, nei modi previsti nell’art. 40, alla nomina del Commissario ad acta per gli adempimenti delle
Sottosezioni (Statuto art. 13).
§ 3 – Altri adempimenti
Il Presidente di Sezione, collaborato dai componenti il proprio Consiglio, altresì provvede:
a) ad assicurare, unitamente all’Assistente Ecclesiastico, il collegamento con la Conferenza Episcopale Regionale;
b) a nominare il Vice Presidente, il Segretario e il Tesoriere ed eventualmente a sostituirli (73, §§ 3 e 4);
c) ad inviare, per conoscenza, al Presidente Nazionale copia di ciascuna convocazione ordinaria, straordinaria o
urgente delle Assemblee e dei Consigli di Sezione, con il relativo ordine del giorno (art. 67, § 1);
d) a comunicare al Presidente Nazionale le deliberazioni, dei Consigli della Sezione e delle Sottosezioni, relative
alla organizzazione di manifestazioni, pellegrinaggi ed altre attività specie se comportano rischi, individuali o
collettivi, ai fini assicurativi;
e) a predisporre e a presentare all’Assemblea la relazione sugli adempimenti richiamati nell’art. 54, § 3;
f) ad attuare le decisioni dell’Assemblea e del Consiglio Sezionale, nonché dell’Assemblea Nazionale e del
Consiglio Direttivo Nazionale;
g) a promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle Sottosezioni con facoltà di intervento nelle situazioni di
difficoltà per l’azione unitalsiana;
h) alle spese necessarie per l’attività ordinaria di Sezione previa delibera-delega del Consiglio della stessa e nei
limiti delegati;
i) alle spese impreviste, indifferibili ed urgenti, entro i limiti delle disponibilità della Sezione e previamente
autorizzate dal Presidente Nazionale da sottoporre a ratifica del Consiglio alla prima seduta utile;
j) a tenere, con la corresponsabilità del Tesoriere, la Prima Nota e la contabilità della Sezione sulla base del
Regolamento di contabilità, delle disposizioni del Consiglio Direttivo Nazionale e secondo le direttive di
contabilità emanate dalla Presidenza Nazionale;
k) a spedire alla Presidenza Nazionale la Prima Nota, compilata dal Tesoriere ed anche se negativa, entro i cinque giorni successivi alla scadenza del periodo di riferimento con allegati i documenti giustificativi;
l) alla corretta gestione, unitamente al Tesoriere, delle disponibilità economiche della Sezione assumendosi
personalmente ogni responsabilità;
m) a curare, con la corresponsabilità del Segretario, la stesura e la conservazione dei verbali, delle delibere, degli
elenchi dei soci, dell’archivio, nonché l’organizzazione degli uffici;
n) a conservare, per un periodo di almeno dieci anni, gli atti della contabilità, i verbali, le delibere, l’archivio, gli
elenchi di natura cartacea o elettronica di tutti i soci, le domande di ammissione degli stessi a soci ausiliari, ad
effettivi e ad aggregati;
o) a partecipare alle sedute dell’Assemblea Nazionale o a farsi rappresentare come previsto negli artt. 54, § 2, e
74, § 1, conferendo la delega al suo sostituto;
p) a stipulare contratti di locazione e/o comodato nell’interesse della Sezione e delle Sottosezioni del proprio
territorio;
q) a risolvere eventuali contrasti insorti tra le Sottosezione dipendenti;
r) a convocare l’Assemblea degli elettori per il rinnovo delle cariche sociali della Sezione;
s) a presiedere le Assemblee elettive di Sottosezione e di Gruppo per il rinnovo delle cariche sociali o a delegare
un suo rappresentante;
t) a richiedere all’Ordinario Diocesano la conferma mediante benestare sulle qualità morali dei Presidenti eletti
delle Sottosezioni;
u) a quant’altro è previsto nello Statuto e nei Regolamenti.

Art. 57
§ 1 – Composizione Consiglio
Il Consiglio di Sezione è costituito (Statuto, art. 22):
a) dal Presidente, che è eletto dall’Assemblea sezionale degli elettori e confermato dalla Conferenza Episcopale
Regionale mediante benestare sulle qualità morali;
b) dall’Assistente Ecclesiastico e dal Vice Assistente, ove ritenuto necessario (art. 64), che sono nominati dalla
Conferenza Episcopale Regionale sentito il Consiglio di Sezione (art. 58, § 2/a);
c) dai cinque Consiglieri, che sono eletti dall’Assemblea Sezionale degli elettori;
d) dal Vice Presidente, dal Segretario e dal Tesoriere che sono nominati dal Presidente tra i Consiglieri eletti
oppure tra i Consiglieri aggiunti (art. 73, §§ 3 e 4); in quest’ultimo caso partecipano alle Assemblee e ai Consigli
con parere consultivo, mentre il Vice Presidente nominato tra i Consiglieri aggiunti che sostituisce il Presidente
ha, in assenza dello stesso, diritto di voto deliberativo;
e) dai Consiglieri aggiunti eventualmente nominati dal Presidente, che partecipano con parere consultivo.
Nel caso in cui il Vice Presidente, e/o il Segretario, e/o il Tesoriere venissero nominati tra i Consiglieri eletti non
dovrà procedersi ad alcuna cooptazione o integrazione del Consiglio (art. 74, § 3, ultimo comma).
§ 2 – Sedute
Il Consiglio si riunisce, di norma e in seduta ordinaria, ogni due mesi ed ogni qualvolta il Presidente lo ritenga
necessario.
In seduta straordinaria può essere convocato a seguito di delibera del Consiglio oppure su richiesta motivata di
almeno tre dei suoi componenti aventi diritto a voto.
Alle riunioni del Consiglio possono essere invitati a partecipare, con parere consultivo, i Presidenti di
Sottosezione e i Responsabili di Gruppo, quando particolari situazioni lo richiedano ed a giudizio insindacabile dello stesso Consiglio.
Per le modalità e i termini di convocazione si rinvia all’art. 67; per la validità delle sedute e delle deliberazioni
all’art. 68.

Art. 58
§ 1 – Adempimenti del Consiglio -Scadenze
Il Consiglio di Sezione delibera e provvede (Statuto, art. 22):
a) a redigere ed approvare:
???? entro il quindici marzo il bilancio consuntivo della Sezione e, previo controllo dei rendiconti consuntivi e delle
previsioni di spesa delle Sottosezioni, a predisporre ed approvare la proposta di bilancio Sezionale, da
sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro fine marzo (art. 54, § 3), e inviandone copia alla Presidenza
Nazionale entro cinque giorni;
???? entro il quindici dicembre:
• il programma annuale dei pellegrinaggi e delle attività per il nuovo anno sociale, che va da marzo a febbraio
dell’anno successivo, comprendente anche i pellegrinaggi e le attività deliberati dall’Assemblea Nazionale,
programma da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Sezionale entro fine dicembre (art. 54, § 3);
• la determinazione delle quote di partecipazione ai pellegrinaggi sezionali da sottoporre all’approvazione del
Consiglio Direttivo Nazionale, inviandone copia allo stesso per la conferma entro cinque giorni;
• il bilancio preventivo della Sezione, comprendenti anche i rendiconti preventivi delle Sottosezioni,
inviandone copia alla Presidenza Nazionale entro cinque giorni;
Altresì delibera e provvede:
b) all’approvazione dei programmi delle attività e dei pellegrinaggi delle Sottosezioni (art. 7, § 3) e delle relative
quote di partecipazione;
c) all’insediamento dei Presidenti e dei Consiglieri eletti di Sottosezione;
d) alla costituzione, se non provvede la Sottosezione, dei Gruppi e, dopo la conferma da parte del Consiglio
Direttivo Nazionale, all’insediamento dei Responsabili;
e) alla conferma o meno delle ammissioni a soci ausiliari (art. 5) e a soci effettivi (art. 8) deliberate dal Consiglio di Sottosezione, nonché dei passaggi da soci effettivi ad ausiliari (art. 8) deliberati dallo stesso Consiglio;
f) allo scioglimento dei Consigli di Sottosezione e alla nomina e all’insediamento dei Commissari per i motivi e nei
modi previsti nell’art. 36 e seguenti e d’intesa con il Consiglio Direttivo Nazionale (art. 36, § 2);
g) all’adozione, in prima istanza, di eventuali provvedimenti previsti nel presente Regolamento (artt. 19 e 20) a
carico dei componenti a qualsiasi titolo dei Consigli delle Sottosezioni;
h) alle spese necessarie per l’attività della Sezione, nei limiti stabiliti nell’art. 77 (Statuto art. 30);
i) a quant’altro previsto nello Statuto, nei Regolamenti, nonché dalle delibere dell’Assemblea Nazionale, del
Consiglio Direttivo Nazionale e dell’Assemblea di Sezione.
§ 2 – Altri adempimenti
Inoltre il Consiglio di Sezione:
a) esprime il proprio parere da sottoporre alla Conferenza Episcopale Regionale per la nomina dell’Assistente
Ecclesiastico della Sezione e di un eventuale Vice Assistente;
???? e altresì delibera:
b) le iniziative idonee per divulgare in maniera efficace, i pellegrinaggi, le attività, i progetti e quant’altro proposto
dagli Organi superiori;
c) la convocazione straordinaria dell’Assemblea e del Consiglio di Sezione (artt. 54, 57 e 67);
d) la delega al Presidente per provvedere alle spese necessarie per l’attività ordinaria della Sezione nei limiti della
previsione di spesa;
e) le spese straordinarie della Sezione con l’approvazione del Consiglio Direttivo Nazionale qualora eccedano la
disponibilità economica/finanziaria della stessa e comunque nei limiti delle previsioni certe delle entrate;
f) l’individuazione, d’intesa con il Consiglio Direttivo Nazionale, dei pellegrinaggi sezionali valevoli ai fini del
passaggio da socio ausiliario a socio effettivo (art. 7, § 3);
g) la ripartizione, tra le proprie Sottosezioni e secondo il programma nazionale, del numero dei partecipanti ai
pellegrinaggi;
h) la conferma della costituzione di Gruppi locali e parrocchiali deliberata dalle Sottosezioni;
i) le conferme, ove previste, delle delibere sottosezionali;
j) l’aggiornamento dell’elenco dei soci effettivi ed ausiliari (art. 9, § 2);
k) le decisioni sulle eventuali vertenze tra le Sottosezioni della Regione, anche per questioni territoriali ed iscrizione di soci;
l) la decisione, in seconda istanza, sui ricorsi alle delibere ed ai provvedimenti disciplinari previsti negli artt. 19 e
20 adottati dai Consigli di Sottosezione;
m) l’ingiunzione ai Consigli di Sottosezione di avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei soci oppure, in
deroga e come previsto nell’art. 20, § 2, a provvedervi direttamente;
n) la verifica sull’attivazione delle varie procedure e l’intervento nei confronti delle Sottosezioni che non adempiano
agli obblighi statutari e regolamentari, onde obbligarle a darvi corso;
o) il contributo da assegnare alle Sottosezioni per ogni partecipante ai pellegrinaggi e tenendo conto delle effettive
necessità delle stesse, contributo che deve essere impiegato per le spese e per le attività delle Sottosezioni;
p) la dichiarazione di decadenza automatica dei soci in deroga alla competenza del Consiglio di Sottosezione
prevista nel precedente art. 18, § 3.

CAPO SETTIMO : SOTTOSEZIONI

Art. 59
§ 1 – Assemblea: Composizione – Sedute
L’Assemblea di Sottosezione (Statuto, art. 23) è costituita da tutti i soci effettivi iscritti alla stessa.
Alle Assemblee di verifica e di programmazione possono parteciparvi-, spontaneamente e senza la necessità
dell’avviso di convocazione-, i soci ausiliari, benefattori ed aggregati. Per gli stessi non è prevista la partecipazione alle votazioni.
L’Assemblea di Sottosezione si riunisce, in seduta ordinaria, almeno due volte all’anno, entro la fine dei mesi di
gennaio e giugno.
In seduta straordinaria è convocata a richiesta di almeno tre decimi dei componenti aventi diritto a voto o a
seguito di delibera del Consiglio Sottosezionale per discutere uno o più argomenti specificati nell’ordine del giorno
(art. 67, § 2).
Per le modalità e i termini di convocazione (ordinaria, straordinaria ed urgente) si rinvia all’art. 67; per la validità
delle sedute e delle deliberazioni al § 4 di questo articolo; con funzioni elettive per il rinnovo delle cariche sociali
all’art. 60.
§ 2 – Rappresentanza
Ogni Sottosezione deve essere sempre rappresentata, alle sedute dell’Assemblea di Sezione, dal suo
Presidente. In assenza o impedimento di questi vi partecipa, a tutti gli effetti, il Vice Presidente di Sottosezione
oppure un componente eletto del Consiglio di Sottosezione delegato dal Presidente stesso.
§ 3 – Adempimenti – Scadenze – Votazioni
L’Assemblea di Sottosezione (Statuto, art. 23) annualmente:
a) entro fine gennaio:
• esamina, verifica e ratifica la relazione annuale sull’andamento generale della Sottosezione;
e delibera:
• la proposta del programma annuale dei pellegrinaggi e delle attività sottosezionali (art. 63) da sottoporre
all’approvazione del Consiglio di Sezione e comprendente anche i pellegrinaggi e le attività approvati dalle
Assemblee Nazionali e di Sezione;
• l’approvazione del rendiconto consuntivo;
Altresì delibera:
b) la ratifica dell’operato del Consiglio di Sottosezione su materie allo stesso delegate dall’Assemblea;
c) quant’altro previsto nello Statuto e nei Regolamenti.
Gli adempimenti di cui sopra sono predisposti ed approvati dal Consiglio di Sottosezione e presentati dal
Presidente.
§ 4 – Validità sedute e deliberazioni
In seduta ordinaria e straordinaria, l’Assemblea di Sottosezione è validamente costituita:
• in prima convocazione, con la partecipazione minima della metà più uno dei soci effettivi;
• in seconda convocazione, con la partecipazione di qualsiasi numero di soci effettivi.
Le deliberazioni dell’Assemblea si ritengono valide se adottate, sia in prima che in seconda convocazione, con il
voto favorevole della maggioranza dei presenti.
In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente o di chi lo sostituisce.
§ 5 – Assemblee di formazione
In ogni Sottosezione o Gruppo devono essere tenute, inserendole nel programma annuale, specifiche
assemblee di formazione spirituale, associativa e tecnica di tutti i soci effettivi ed ausiliari, su argomenti che
annualmente saranno indicati dal Consiglio Direttivo Nazionale. Inoltre riunioni particolari vanno tenute per coloro
che hanno presentato domanda per essere ammessi ad ausiliari.
La partecipazione a dette assemblee e riunioni è necessaria e quindi obbligatoria.
Inoltre, per i soci aggregati deve essere tenuta una specifica assemblea di formazione spirituale in
preparazione al pellegrinaggio cui hanno chiesto di partecipare; la data della riunione va comunicata all’atto
dell’iscrizione allo stesso.

Art. 60
Assemblea Sottosezionale degli elettori
L’Assemblea Sottosezionale degli elettori è costituita da tutti i soci effettivi della stessa iscritti nell’elenco
definitivo determinato ai sensi dell’art. 9.
Nel caso in cui si dovesse procedere al rinnovo delle cariche sociali in tempi diversi da quelli ordinari (art. 72, §
1), l’Assemblea elettiva di Sottosezione è convocata, -con la procedura e nei tempi indicati nell’art. 72, § 4-, sulla
base dell’elenco dei soci effettivi che risulta essere già definitivo (art. 9, § 4) alla data in cui si verifica l’evento che
determina il rinnovo (come previsto all’art. 9, § 4, lett. d).
Le norme relative alla convocazione dell’Assemblea degli Elettori e alle operazioni elettorali sono previste nel
Regolamento Elettorale.

Art. 61
§ 1 – Presidente: Competenze – Adempimenti – Elezione – Conferma
Il Presidente di Sottosezione (Statuto, art. 24):
a) dirige l’attività associativa nel rispetto dello Statuto, del Regolamento, delle delibere dell’Assemblea e del
Consiglio di Sottosezione, nonché delle delibere dell’Assemblea Nazionale, del Consiglio Direttivo Nazionale e
dell’Assemblea e del Consiglio di Sezione;
b) vigila affinché le norme dello Statuto e del Regolamento e le delibere appena citate trovino attuazione nella
Sottosezione e nei Gruppi;
c) promuove e mantiene costanti e personali rapporti di dialogo e di collaborazione con i soci e i Responsabili di
Gruppo;
d) attivamente collaborato dai componenti il proprio Consiglio, promuove e cura incontri con le Parrocchie, le
Comunità religiose, con gli Organismi a competenza sottosezionale che si occupano di pastorale della sanità e
della sofferenza, con le scuole, con la stampa, con Enti ed Organismi pubblici e con altre Organizzazioni ed
Associazioni nell’ambito del proprio territorio;
e) può nominare Consiglieri aggiunti che partecipano al Consiglio di Sottosezione con parere consultivo (art. 73, §
4);
f) può adottare, in caso di urgenza, provvedimenti di competenza del Consiglio sottosezionale, salvo successiva
ratifica da parte di questo entro dieci giorni dalla data del provvedimento;
g) può conferire specifiche deleghe in materie che siano di sua competenza definendone i limiti.
Per la elezione del Presidente si rinvia all’art. 62, § 1/a). Per la conferma all’art. 56, § 3/t). Per le responsabilità
all’art. 71, § 4.
§ 2 – Altre competenze
Inoltre il Presidente:
a) convoca e presiede le sedute ordinarie e straordinarie del Consiglio e dell’Assemblea di Sottosezione (art. 67);
b) ha la facoltà di intervenire liberamente, anche a mezzo delegato, alle riunioni ordinarie e straordinarie dei Gruppi del proprio territorio nonché di prendere la parola, relazionare ed esprimere pareri anche su argomenti non posti all’ordine del giorno;
c) ha la facoltà di chiedere ai Gruppi con Responsabili eletti, copia conforme delle delibere dagli stessi adottate;
d) nomina la direzione dei pellegrinaggi organizzati dalla Sottosezione e i referenti di quelli organizzati dalla
Presidenza Nazionale e dalla Sezione;
e) provvede, nei modi previsti nell’art. 40, alla nomina del Commissario ad acta per gli adempimenti dei Gruppi
(Statuto, art. 13).
§ 3 – Altri adempimenti
Il Presidente di Sottosezione, collaborato dai componenti il proprio Consiglio, altresì provvede:
a) ad assicurare, unitamente all’Assistente Ecclesiastico, il collegamento con l’Ordinario Diocesano;
b) a nominare il Vice Presidente, il Segretario e il Tesoriere ed eventualmente a sostituirli (art. 73, §§ 3 e 4);
c) ad attuare le decisioni dell’Assemblea e del Consiglio di Sottosezione, nonché dell’Assemblea Nazionale e del
Consiglio Direttivo Nazionale e dell’Assemblea e del Consiglio di Sezione;
d) ad applicare le quote dei pellegrinaggi determinate dal Consiglio di Sezione e approvate dal Consiglio Direttivo
Nazionale, senza apportarvi variazioni in aumento sotto qualsiasi forma, modo o titolo;
e) a far pervenire, entro il mese di febbraio, a tutti i soci effettivi, ausiliari ed aggregati, il programma annuale dei
pellegrinaggi ed attività della Sottosezione;
f) ad inviare, per conoscenza, al Presidente di Sezione copia di ciascuna convocazione ordinaria, straordinaria o
urgente delle Assemblee e dei Consigli di Sottosezione, con il relativo ordine del giorno (art. 67, § 1);
g) a comunicare al Presidente di Sezione le deliberazioni del Consiglio di Sottosezione relative alla organizzazione di manifestazioni, pellegrinaggi ed altre attività specie se comportano rischi, individuali o collettivi, ai fini assicurativi garantendo che i partecipanti sono già in regola oppure lo saranno prima dell’evento, con il
versamento della quota associativa annua di iscrizione all’Associazione o della quota di iscrizione ridotta,
previsto nell’art. 6;
h) a predisporre e a presentare all’Assemblea la relazione sugli adempimenti richiamati nell’art. 59, § 3;
i) a tenere, con la corresponsabilità del Tesoriere, la Prima Nota e la contabilità della Sottosezione sulla base del
Regolamento di contabilità, delle disposizioni emanate dal Consiglio Direttivo Nazionale e secondo le direttive di
contabilità emanate dalla Sezione;
j) a spedire alla Sezione la Prima Nota, compilata dal Tesoriere ed anche se negativa, entro i cinque giorni
successivi alla scadenza del periodo di riferimento con allegati i documenti giustificativi;
k) alla corretta gestione, unitamente al Tesoriere, delle disponibilità economiche della Sottosezione assumendosi
personalmente ogni responsabilità;
l) a curare, con la corresponsabilità del Segretario, la stesura e la conservazione dei verbali, delle delibere, degli
elenchi dei soci, dell’archivio, nonché l’organizzazione degli uffici;
m) a conservare, per un periodo di almeno dieci anni, gli atti della contabilità, i verbali, le delibere, l’archivio, gli
elenchi, di natura cartacea o elettronica, dei soci, le domande di ammissione degli stessi a soci ausiliari, ad
effettivi e ad aggregati;
n) a partecipare alle sedute dell’Assemblea di Sezione o a farsi rappresentare come previsto negli artt. 59, § 2, e
74, § 1, conferendo la delega al suo sostituto;
o) alla costituzione, d’intesa con la Sezione, di Gruppi locali o parrocchiali che devono agire sotto la diretta
responsabilità del Presidente di Sottosezione;
p) a nominare ed eventualmente revocare i Responsabili di Gruppo;
q) alle spese necessarie per l’attività ordinaria della Sottosezione previa delibera-delega del Consiglio della stessa
e nei limiti delegati;
r) alle spese straordinarie, impreviste, indifferibili ed urgenti, entro i limiti delle disponibilità della Sottosezione e
previamente autorizzate dal Presidente della Sezione e da sottoporre a ratifica del Consiglio alla prima seduta
utile;
s) a risolvere eventuali contrasti insorti tra i soci della Sottosezione;
t) a convocare l’Assemblea degli elettori per il rinnovo delle cariche sociali della Sottosezione;
u) a quant’altro è previsto nello Statuto e nei Regolamenti.

Art. 62
§ 1 – Composizione Consiglio
Il Consiglio di Sottosezione è costituito (Statuto, art. 25) :
a) dal Presidente, che è eletto dall’Assemblea sottosezionale degli elettori e confermato dal Vescovo Diocesano
mediante benestare sulle qualità morali;
b) dall’Assistente Ecclesiastico e dal Vice Assistente, ove ritenuto necessario (art. 64), che sono nominati dal
Vescovo Diocesano sentito il Consiglio di Sottosezione (art. 63, § 2/a);
c) dai cinque Consiglieri, che sono eletti dall’Assemblea Sottosezionale degli elettori;
d) dal Vice Presidente, dal Segretario e dal Tesoriere che sono nominati dal Presidente tra i Consiglieri eletti
oppure tra i Consiglieri aggiunti (art. 73, §§ 3 e 4); in quest’ultimo caso partecipano ai Consigli con parere
consultivo, mentre il Vice Presidente, nominato tra i Consiglieri aggiunti che sostituisce il Presidente, ha, in
assenza dello stesso, diritto di voto deliberativo;
e) dai Consiglieri aggiunti eventualmente nominati dal Presidente, che partecipano con parere consultivo.
Nel caso in cui il Vice Presidente, e/o il Segretario, e/o il Tesoriere venissero nominati tra i Consiglieri eletti non
dovrà procedersi ad alcuna cooptazione o integrazione del Consiglio (art. 74, § 3, ultimo comma).
§ 2 – Sedute
Il Consiglio si riunisce, di norma e in seduta ordinaria, ogni due mesi ed ogni qualvolta il Presidente lo ritenga
necessario.
In seduta straordinaria può essere convocato a seguito di delibera del Consiglio oppure su richiesta motivata di
almeno tre dei suoi componenti aventi diritto a voto.
Alle riunioni del Consiglio di Sottosezione possono essere invitati a partecipare, con parere consultivo, i
Responsabili di Gruppo quando particolari situazioni lo richiedano ed a giudizio insindacabile dello stesso Consiglio.
Per le modalità e i termini di convocazione si rinvia all’art. 67; per la validità delle sedute e delle deliberazioni
all’art. 68.

Art. 63
§ 1 – Adempimenti del Consiglio – Scadenze
Il Consiglio di Sottosezione delibera e provvede (Statuto, art. 25):
a) a redigere ed approvare:
???? entro il quindici gennaio:
• il rendiconto consuntivo delle spese della Sottosezione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro
fine gennaio (art. 59, § 3) e inviandone copia entro cinque giorni alla Sezione;
• la proposta del programma annuale dei pellegrinaggi e delle attività sottosezionale per il nuovo anno
sociale, che va da marzo a febbraio dell’anno successivo, comprendente anche i pellegrinaggi e le attività
deliberati dall’Assemblea Nazionale e dall’Assemblea di Sezione, proposta da sottoporre all’esame
dell’Assemblea di Sottosezione entro fine gennaio (art. 59, § 3) e poi inviandone copia entro cinque giorni
alla Sezione per l’approvazione;
???? entro fine novembre, il conto delle previsioni di spese della Sottosezione, inviandone copia alla Sezione entro
cinque giorni;
Altresì delibera e provvede:
b) all’ammissione dei soci;
c) alla costituzione dei Gruppi e all’insediamento dei relativi Organi dopo la conferma da parte della Sezione;
d) alle spese necessarie per l’attività della Sottosezione nei limiti stabiliti nell’art. 77;
e) alla decadenza, per i motivi, con le deroghe e nei modi previsti nel presente Regolamento (artt. 17 e 18), dei soci
della Sottosezione che non ricoprono cariche sociali negli Organi dell’Associazione;
f) all’adozione, in prima istanza, di eventuali altri provvedimenti previsti nel presente Regolamento (art. 19 e 20) e
nei modi nello stesso indicati, a carico dei medesimi suddetti soci della Sottosezione;
g) allo scioglimento dei Consigli di Gruppo con Responsabili eletti e alla nomina e all’insediamento dei Commissari
per i motivi e nei modi previsti nell’art. 36 e seguenti e d’intesa con il Consiglio di Sezione (art. 36, § 2);
h) a quant’altro previsto nello Statuto, nei Regolamenti, nonché dalle delibere dell’Assemblea Nazionale, del
Consiglio Direttivo Nazionale, dell’Assemblea e del Consiglio di Sezione e dell’Assemblea di Sottosezione.
§ 2 – Altri adempimenti
Inoltre il Consiglio di Sottosezione:
a) esprime il proprio parere da sottoporre all’Ordinario diocesano per la nomina dell’Assistente Ecclesiastico della
Sottosezione e di un eventuale Vice Assistente;
???? e altresì delibera:
b) quanto ritiene idoneo, sentito il Consiglio di Sezione, per divulgare e sensibilizzare in maniera efficace, i
pellegrinaggi, le attività, i progetti e quant’altro proposto dagli Organi superiori;
c) la delega al Presidente per provvedere alle spese necessarie per l’attività ordinaria della Sottosezione nei limiti
della previsione di spesa;
d) la revisione dell’elenco dei soci effettivi ed ausiliari (art. 9);
e) l’adozione, in prima istanza, di eventuali provvedimenti previsti nel presente Regolamento (artt. 19 e 20) a carico
del Responsabile eletto di Gruppo e dei componenti il Consiglio; competente a decidere in seconda istanza è il
Consiglio di Sezione;
f) la convocazione straordinaria dell’Assemblea e del Consiglio di Sottosezione (artt. 59, 62 e 67).

TITOLO V – DEGLI ASSISTENTI ECCLESIASTICI E DEI CAPPELLANI

Art. 64
§ 1 – Qualifica – Nomina
Sono soci di diritto dell’Associazione, equiparati ai soci effettivi e finché dura il mandato, gli Assistenti
Ecclesiastici delle diverse Organizzazioni territoriali (Nazionale, di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo) e i Vice
Assistenti Ecclesiastici nominati dall’Autorità Ecclesiastica competente per territorio (Statuto, art. 12) rispettivamente:
• quelli Nazionali dalla Conferenza Episcopale Italiana;
• quelli di Sezione dalla Conferenza Episcopale Regionale;
• quelli di Sottosezione dall’Ordinario Diocesano;
• quelli di Gruppo dall’Assistente Ecclesiastico della Sottosezione nel cui territorio opera il Gruppo.
La loro nomina avviene sentito il Consiglio dell’Organo interessato (C. D. C., can. 317 e Statuto, artt. 16, 22, 25)
e dura fino a quando l’Autorità competente non provvede diversamente.
Gli Assistenti e i Vice Assistenti :
• non sono tenuti al versamento della quota d’iscrizione e al rinnovo annuale della stessa (Statuto, art. 12) che
è a carico della Organizzazione territoriale cui appartengono;
• sono componenti, con voto deliberativo ma fatto salvo quanto previsto nel paragrafo successivo,
dell’Assemblea e del Consiglio dell’Organizzazione territoriale in cui sono stati nominati;
• partecipano, con parere consultivo, quelli di Sezione all’Assemblea Nazionale e quelli di Sottosezione
all’Assemblea di Sezione;
• al termine del loro mandato possono chiedere di essere ammessi a socio effettivo dell’Associazione ai sensi
dell’art. 7 del presente Regolamento;
• non possono essere eletti o nominati a ricoprire cariche sociali (C. D. C., can. 317/3).
§ 2 – I Vice Assistenti
Il Consiglio Direttivo Nazionale, di Sezione e di Sottosezione possono chiedere alla competente Autorità
Ecclesiale la nomina, se ritenuta necessaria, di un Vice Assistente.
I Vice Assistenti delle varie Organizzazioni territoriali, ove nominati, partecipano alle Assemblee e ai Consigli di
appartenenza con parere consultivo ed hanno diritto di voto deliberativo nell’assenza dell’Assistente Ecclesiastico
(Statuto, art. 17).

Art. 65
§ 1 – Competenze dell’Assistente Ecclesiastico Nazionale
L’Assistente Ecclesiastico Nazionale, con il Vice Assistente, ove nominato, (Statuto, art. 17):
a) è particolarmente incaricato della formazione spirituale dei soci;
b) espone all’Assemblea Nazionale il piano pastorale dell’Associazione, favorendo il coordinamento dell’attività
della stessa con l’azione pastorale della Chiesa in una visione unitaria dell’impegno delle Sezioni, delle
Sottosezioni e dei Gruppi;
c) ha il compito di mantenere costanti ed efficaci rapporti con i presbiteri che, a diverso titolo, partecipano alle
attività dell’Associazione, creando quel clima di dialogo e di collaborazione proprio di chi è impegnato in una
testimonianza di comunione e di fraternità ecclesiali.
§ 2 – Finalità e adempimenti
Gli Assistenti Ecclesiastici e gli eventuali Vice Assistenti delle singole Organizzazioni territoriali, oltre a svolgere
la loro opera nell’ambito di quella di appartenenza come previsto nel paragrafo precedente, sono mandati
all’Associazione dall’Autorità Ecclesiastica quale espressione visibile di comunione ecclesiale e di collegamento per la realizzazione dello specifico progetto pastorale dell’Associazione stessa.
Essi, collaborati dai Cappellani, si impegnano in particolare per una profonda e completa formazione apostolica
di tutti i soci ed operano fattivamente alla crescita spirituale degli stessi tramite una serena ed equilibrata
collaborazione con i Responsabili dell’Associazione, tenendo presente lo stato laicale della stessa.
§ 3 – Altri adempimenti
Altri compiti principali dell’Assistente e del Vice Assistente delle singole Organizzazioni territoriali sono:
a) contribuire alla predisposizione del piano pastorale dell’Associazione, che verrà redatto ed esposto
all’Assemblea Nazionale dall’Assistente Nazionale, e curarne la realizzazione nelle singole realtà locali;
b) partecipare alle Assemblee e ai Consigli, curando in particolare la parte spirituale;
c) favorire l’incontro con le altre associazioni ecclesiali e la collaborazione con associazioni similari presenti sul
territorio;
d) concordare con i Presidenti delle singole Organizzazioni territoriali le iniziative e le attività che hanno attinenza
con le esigenze spirituali, pastorali e culturali dell’Associazione;
e) preparare adeguatamente, in accordo con i rispettivi Presidenti, la parte spirituale e pastorale dei pellegrinaggi,
delle iniziative formative e di ogni altra manifestazione;
f) informare l’Autorità Ecclesiastica competente delle iniziative più rilevanti intraprese dall’Associazione, onde
favorire una comunione sempre attiva e feconda con il Vescovo;
g) impegnarsi a far conoscere ed applicare ogni documento, che riguardi specificamente malattia e simili, emanato
dalla Chiesa.
§ 4 – Autonomia ministeriale
L’Assistente sarà informato dal Presidente delle singole Organizzazioni territoriali su tutta la vita
dell’Associazione ed avrà garantita, anche dalla fattiva collaborazione e convinzione dei Responsabili
dell’Associazione, libertà ed autorità nel campo specifico del suo ministero, nel rispetto delle responsabilità e delle
caratteristiche laicali dell’Associazione stessa e sempre con la collaborazione cordiale dei Responsabili.

Art. 66
Cappellani : Compiti
I Cappellani sono volontari, che nei limiti di tempo e di disponibilità e in piena collaborazione con gli Assistenti
Ecclesiastici e i Responsabili dell’Associazione, prestano la loro opera di presbiteri durante i pellegrinaggi e le varie attività della Sottosezione di appartenenza e partecipano alla vita associativa della stessa.
Sono ammessi a soci dell’Unitalsi ai sensi dell’art. 5 del presente Regolamento, sono tenuti a versare la quota
associativa di iscrizione e a rinnovare annualmente l’impegno associativo e la iscrizione (art. 6, §§ 1 e 2) e possono essere ammessi a soci effettivi a norma degli artt. 7 e 8 dello stesso.
Essi collaborano con l’Assistente specialmente nei seguenti campi:
• educare alla fede ed alla missionarietà, curando specifiche iniziative perché ogni socio sviluppi la propria
vocazione di servizio ai sofferenti;
• educare al dialogo e al senso comunitario ogni socio affinché si apra al mondo della sofferenza;
• favorire e promuovere l’unità tra tutti i soci dell’Associazione;
• rafforzare tra i soci il loro attaccamento alla Chiesa, inserendo, nella loro opera di formazione spirituale, anche il
fine vocazionale del servizio;
• nello sviluppo del piano pastorale, tenuto conto del tipo di servizio specifico dell’Associazione e dei programmi
della Sezione e Sottosezione di appartenenza.

TITOLO VI – DELLE ADUNANZE E DELLE DELIBERAZIONI

Art. 67
§ 1 – Convocazioni ordinarie e straordinarie – Avvisi di convocazione
Le Assemblee e i Consigli delle Organizzazioni territoriali dell’Associazione, sia in seduta ordinaria che
straordinaria e nei modi ed entro i termini appresso previsti, devono essere convocati, sotto pena di nullità, sia in
prima che in seconda convocazione, mediante avviso con l’ordine del giorno che deve riportare gli argomenti da
trattarsi e sui quali deliberare, nonché la data, l’ora e il luogo della riunione in prima e in seconda convocazione
(Statuto, art. 35). L’intervallo tra le due convocazioni non può essere inferiore ad un’ora.
I citati Organi collegiali sono convocati e presieduti dal Presidente dell’Organizzazione territoriale interessata e
di norma si riuniscono nelle rispettive sedi ufficiali.
Delle convocazioni, in seduta ordinaria e straordinaria, delle Assemblee di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo
e dei relativi Consigli, deve essere inviata copia per conoscenza, con il relativo ordine del giorno, rispettivamente, al
Presidente Nazionale (art. 56, § 3), al Presidente di Sezione (art. 61, § 3), al Presidente di Sottosezione.
Gli avvisi di convocazione vanno spediti o tramite raccomandata con avviso di ricevimento o tramite TEC (posta
elettronica certificata) o a mezzo fax. Con riferimento alla data fissata per l’adunanza, vanno spediti ai componenti:
a) dell’Assemblea Nazionale almeno quindici giorni prima;
b) dell’Assemblea di Sezione o di Sottosezione o di Gruppo almeno dieci giorni prima;
c) del Consiglio Direttivo Nazionale, di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo, almeno cinque giorni prima.
§ 2 – Convocazioni di sedute straordinarie
Nel caso venga richiesta o deliberata la convocazione in seduta straordinaria delle Assemblee e dei Consigli, la
data dell’adunanza va fissata, con riferimento a quella di ricezione della richiesta o dell’adozione della delibera:
a) per l’Assemblea Nazionale entro venti giorni;
b) per l’Assemblea di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo, entro quindici giorni;
c) per il Consiglio Direttivo Nazionale, di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo, entro dieci giorni.
Gli avvisi di convocazione vanno spediti nei termini previsti nel precedente § 1.
§ 3 – Convocazioni urgenti
Per eventuali casi urgenti, imprevedibili ed indifferibili, eccezionalmente gli Organi dell’Associazione possono
essere convocati a mezzo telegramma, o fax o e-mail da spedire, con riferimento alla data fissata per l’adunanza, ai componenti:
a) dell’Assemblea Nazionale, di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo, almeno cinque giorni prima;
b) del Consiglio Direttivo Nazionale, del Consiglio di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo almeno due giorni prima.
Nel caso che le deliberazioni degli Organi così convocati venissero adottate con il voto favorevole della
maggioranza dei presenti ma inferiore a quello della maggioranza dei componenti con diritto di voto deliberativo, le
stesse vanno sottoposte a ratifica entro dieci giorni.

Art. 68
§ 1 – Validità sedute e deliberazioni ordinarie – Incompatibilità a decidere
Fatto salvo quanto previsto per l’Assemblea di Sottosezione (art. 59, § 4), per il Collegio dei Probiviri (art. 48, §
2), per il Collegio dei Revisori dei Conti (art. 52, § 2) e per l’Assemblea e il Consiglio dei Gruppi, le riunioni degli
Organi dell’Associazione, sia in seduta ordinaria che straordinaria, sono valide se costituite con la presenza, anche a mezzo delega (art. 74, § 4), in prima convocazione dei due terzi dei componenti aventi diritto di voto, in seconda convocazione della maggioranza di detti componenti (Statuto, artt. 14, 16, 20, 22, 25).
Le deliberazioni degli Organi suddetti, sia in seduta ordinaria che straordinaria e sia in prima che in seconda
convocazione, sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei componenti presenti aventi
diritto di voto fatti salvi i casi per i quali è prevista una maggioranza diversa (successivo § 2).
In caso di parità di voto prevale il voto del Presidente o di chi lo sostituisce.
Alle votazioni nell’Assemblea Nazionale e nell’Assemblea di Sezione per l’approvazione dei rispettivi rendiconti
delle spese della Presidenza Nazionale o del Consiglio di Sezione nonché per la ratifica dell’operato su materie
delegate dalle citate Assemblee ai rispettivi Consigli, non partecipano i componenti di quest’ultimi (Statuto, artt. 14 e 20).
Alle sedute e alle decisioni che riguardano persone non può partecipare il componente che è parente secondo il
criterio espresso nell’art. 75, lett B/g.
§ 2 – Validità deliberazioni specifiche: – Statuto, Scioglimento, Regolamenti, Territorio
Per le modifiche dello Statuto occorre il voto favorevole di almeno i due terzi dei componenti l’Assemblea
Nazionale aventi diritto a voto; le modifiche vanno confermate dalla Conferenza Episcopale Italiana (Statuto, art. 37).
Lo scioglimento dell’Associazione può essere disposto soltanto con delibera dell’Assemblea Nazionale nella
quale si prevede la devoluzione del patrimonio a favore di uno o più enti ecclesiastici, approvata a maggioranza di
tre quarti degli aventi diritto a voto e confermata dalla Conferenza Episcopale Italiana (Statuto, art. 37).
Per le modifiche dei Regolamenti occorre il voto favorevole della maggioranza dei componenti l’Assemblea
Nazionale presenti aventi diritto a voto. In caso di parità di voto prevale il voto del Presidente o di chi lo sostituisce.
Per le attività negoziali straordinarie e per gli atti di straordinaria amministrazione si rinvia all’art. 77, §§ 4 e 5.
Per le variazioni del territorio delle Sezioni e delle Sottosezioni si rinvia all’art. 33.

Art. 69
Redazione verbali e delibere- Richiesta copie – Conservazione
I verbali delle adunanze degli Organi a livello di Presidenza Nazionale, di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo,
devono essere redatti contestualmente allo svolgimento delle stesse e sono firmati dal Presidente e dal Segretario
presenti all’adunanza o dai loro sostituti. Per l’Assemblea Nazionale e il Consiglio Direttivo Nazionale, il Segretario è nominato di volta in volta dal Presidente. I verbali debbono riportare gli argomenti trattati e gli interventi.
Le decisioni, redatte su apposito schema predisposto dalla Presidenza Nazionale, devono essere riportate in
apposite deliberazioni, contenenti l’oggetto, la motivazione, il risultato delle votazioni ed il testo della decisione.
Ciascun componente dell’Organo decidente e il Presidente dell’Organo superiore possono chiedere di avere
copia delle delibere e dei verbali, copia che va rilasciata entro quindici giorni dalla richiesta.
I verbali e le deliberazioni degli Organi dell’Associazione vanno conservati nel proprio archivio per un periodo di
almeno dieci anni (art. 13, § 2).

Art. 70
§ 1 – Ricorsi e Organi di riesame
Fatti salvi i casi espressamente regolati nel Titolo II (dei Soci e dei provvedimenti disciplinari a carico degli
stessi), nel Titolo III (del commissariamento di un Organo), i casi di decisioni inappellabili, gli altri casi appositamente disciplinati nel presente Regolamento e nel Regolamento delle elezioni alle cariche sociali, avverso le delibere degli Organi dell’Associazione è ammesso ricorso in seconda istanza, -da parte del socio o dell’Organo interessato-, avanti l’Organo superiore.
Le deliberazioni dell’Assemblea Nazionale non sono impugnabili ma possono essere riesaminate, modificate o
annullate, dalla stessa Assemblea convocata su richiesta di almeno tre decimi dei componenti la medesima aventi
diritto a voto (art. 41).
Il ricorso in seconda istanza, nei termini e nei modi appresso indicati, va proposto come segue:
a) per le decisioni del Consiglio di Sottosezione e di Gruppo, avanti il Consiglio di Sezione;
b) per le decisioni del Consiglio di Sezione avanti il Consiglio Direttivo Nazionale ad eccezione di quelle riguardanti
lo stato di socio e l’aggiornamento dell’elenco soci effettivi ed ausiliari (artt. 9 e 10) il cui ricorso va proposto
avanti il Collegio dei Probiviri;
c) per le decisioni del Consiglio Direttivo Nazionale avanti l’Assemblea Nazionale;
d) per le decisioni a carattere disciplinare rese in seconda istanza (art. 20) e per quelle rese dall’Assemblea
Nazionale in unica istanza, -ma nel solo caso in cui dispongano l’applicazione di un qualsivoglia provvedimento
disciplinare (art. 29) o di conferma del commissariamento (art. 39)-, può chiedersi, da parte dei legittimati, che
siano sottoposte a verifica di conformità allo Statuto, al Regolamento ed al Diritto Canonico da parte del Collegio
dei Probiviri.
§ 2 – Termini e modi
Fatti salvi i casi richiamati all’inizio del paragrafo precedente, il ricorso di esame in seconda istanza va inviato al
Presidente dell’Organo competente, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, entro venti giorni dalla data
in cui è stata recapitata la comunicazione della decisione che si intende impugnare oppure, se questa non va
comunicata, dalla data della conoscenza effettiva della decisione di prima istanza e comunque entro e non oltre un
anno dalla data della delibera.
Copia del ricorso deve essere inviata a cura del ricorrente, con la medesima modalità ed entro gli stessi termini,
al Presidente dell’Organo di prima istanza per questo eventualmente presentare le proprie deduzioni al Presidente
dell’Organo decidente entro dieci giorni dalla ricezione di detta copia.
Per esperire il tentativo di conciliazione di cui all’art. 27 si procede come previsto nell’art. 26. Per la richiesta di
verifica di conformità si rinvia all’art. 29.
§ 3 – Decisioni
Gli Organi deliberanti in sede di esame in seconda istanza, eventualmente avvalendosi di quanto previsto
nell’art. 24, decidono in merito al ricorso entro trenta giorni dalla ricezione dello stesso, fatti salvi i casi per i quali è
previsto un termine diverso e i casi di competenza dell’Assemblea Nazionale che si pronuncia inderogabilmente alla prima convocazione successiva alla ricezione del ricorso.
Il Collegio dei Probiviri, competente a decidere in sede di appello si pronunzia entro i termini formulati nell’art.
10; per l’espletamento del tentativo di conciliazione (art. 27) e per la verifica di conformità (art. 29, § 3, e art. 39) nei
termini in detti articoli indicati.
§ 4 – Esecutività ed efficacia delle delibere
Fatta salva la deroga prevista all’art. 37, § 4, (commissariamento), le decisioni di prima istanza adottate dagli
Organi dell’Associazione acquistano efficacia e sono esecutive (e pertanto divengono operanti e definitive) o alla
data in cui è stata adottata la delibera di conferma, se prevista, da parte dell’Organo competente ma ad eccezione
dei casi in cui è previsto il ricorso in appello sullo stato di socio (art. 10, lett. B), oppure alla data della delibera di
accoglimento o di rigetto del ricorso, oppure alla data in cui è trascorso il termine per proporlo.
Le decisioni adottate in seconda istanza sono esecutive ad eccezione dei casi in cui è prevista la possibilità
della richiesta di verifica di conformità (artt. 29 e 39).
In ordine alla efficacia delle decisioni esecutive di seconda istanza o in sede di appello o di verifica, le stesse
retroagiscono al giorno in cui sono state inizialmente adottate le decisioni di prima istanza.

TITOLO VII – DELLE CARICHE

Art. 71
§ 1 – Requisiti
Soltanto i soci effettivi hanno diritto di voto e, -fatti salvi i casi di impossibilità e di incompatibilità previsti nell’art.
75-, possono ricoprire cariche sociali (Statuto, art. 7) sia per elezione che per nomina.
§ 2 – Principio fondamentale
La carica sociale cui si è eletti o nominati, (come previsto per gli incarichi organizzativi nell’art. 11, § 2), non può
essere assolutamente considerata titolo di merito, onorifico o di prestigio, ma è soltanto l’assunzione di una
responsabilità che deve essere svolta in totale sintonia con lo spirito di umiltà e di servizio che deve sempre
distinguere l’appartenenza all’Unitalsi.
§ 3 – Adempimento delle responsabilità assunte
Tutti i Componenti, eletti o nominati, degli Organi collegiali dell’Associazione e i soci cui sono assegnati
particolari responsabilità stabili od occasionali:
• debbono collaborare, impegnandosi attivamente nelle opere di carità e di servizio, nelle diverse esigenze
organizzative e nei vari adempimenti previsti per gli Organi territoriali cui appartengono;
• debbono essere di esempio, di stimolo e di riferimento per tutti i soci;
• debbono essere promotori permanenti dell’Unitalsi;
• debbono avere un’adeguata conoscenza delle norme dello Statuto e dei Regolamenti.
§ 4 – Responsabilità dei Presidenti
Nell’ambito delle rispettive competenze o in adempimento di eventuali deleghe o di incarichi ricevuti dagli Organi
superiori, i Presidenti di Sezione e di Sottosezione e i Responsabili di Gruppo sono responsabili dell’organizzazione e dell’esecuzione delle attività istituzionali e dei comportamenti conseguenti (Statuto, art. 32), nonché del rispetto di tutte le leggi e normative in vigore o applicabili nel proprio territorio.
§ 5 – Disimpegno e decadenza
Il disimpegno ingiustificato e discontinuo del Componente di un Organo dell’Associazione e/o l’assenza
ingiustificata a tre riunioni consecutive dell’Organo di appartenenza comportano la decadenza dalla carica sociale
ricoperta.
Tale decadenza è deliberata su iniziativa del Presidente dell’Organo nel quale il Componente ricopre la carica e
per il Presidente di un Organo su iniziativa del Presidente o del Consiglio dell’Organo superiore. In ogni caso a tale
decadenza si procede secondo le competenze, le norme e le modalità per l’esclusione da socio previste nel Titolo II, Capo Terzo (art. 20 e segg.) omesso il tentativo di conciliazione.
Se la decadenza dalla carica sociale ricoperta riguarda il Presidente di una Sezione o Sottosezione o il
Responsabile di Gruppo, si procede al commissariamento dell’Organo nelle forme di rito (art. 36).
All’Organo deliberante è data la facoltà valutativa prevista all’ultimo comma del paragrafo successivo.
§ 6 – Corsi di formazione per i Responsabili
I Responsabili dell’Associazione (Presidente Nazionale, componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, Presidenti
di Sezione, Componenti dei Consigli di Sezione, Presidenti di Sottosezione, Componenti dei Consigli di
Sottosezione, Responsabili e Componenti dei Consigli di Gruppo) sono tenuti a partecipare ai due corsi di
formazione previsti per gli stessi in ciascun anno sociale e la partecipazione agli incontri è personale e non è
delegabile.
La partecipazione ad entrambi i corsi di formazione previsti in ciascun anno sociale è necessaria e quindi
obbligatoria e pertanto la mancata partecipazione ai corsi comporta la decadenza dalla carica sociale ricoperta.
Tale decadenza deve essere dichiarata dall’Organo competente con le norme e modalità richiamate al
precedente § 5.
Per evitare di incorrere in detta decadenza il Responsabile dovrà quindi necessariamente partecipare
interamente ad almeno uno dei due corsi di formazione previsti.
Al Presidente Nazionale e al Presidente di Sezione, nelle rispettive competenze, è data facoltà di valutare
eventuali casi di impossibilità a partecipare ai citati corsi derivanti esclusivamente da gravi, imprevedibili, non
permanenti, non altrimenti evitabili impedimenti.

Art. 72
§ 1 – Durata ordinaria dei mandati – Tempi per il rinnovo cariche – Decadenza di fatto dai mandati
A ) Tutti i componenti dei vari Organi dell’Unitalsi durano in carica cinque anni e non possono contemporaneamente ricoprire più cariche sociali (art. 75, § 2) né possono essere eletti o nominati a ricoprire la stessa carica sociale per più di due mandati consecutivi in ciascun Organo dell’Associazione (Statuto, art. 33).
Per la suddetta durata in carica di cinque anni si rinvia alla norma prevista nella successiva lett. C).
Per il computo e la valutazione di eventuali mandati di durata inferiore ai cinque anni si rinvia al successivo § 2
(Statuto, art. 33).
Per la durata del mandato a Commissario di un Organo si rinvia all’art. 35.
Per la compatibilità dello stesso e del Commissario ad acta con le altre cariche sociali si rinvia all’art. 75, § 2.
B ) Il rinnovo delle cariche sociali avviene ordinariamente ogni cinque anni con le seguenti scadenze:
a) per le Sottosezioni, (Presidente e cinque Consiglieri), nell’ultimo trimestre dei quinquenni 2010, 2015, 2020 e
seguenti;
b) per le Sezioni, (Presidente e cinque Consiglieri), nel primo bimestre dell’anno successivo ai quinquenni
appena indicati, (ossia 2011, 2016, 2021 e seguenti);
c) per la Presidenza Nazionale, (Presidente e sette Consiglieri), per il Collegio Nazionale dei Probiviri e per il
Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti (nelle composizioni previste agli artt. 48 e 52), entro il successivo
mese di maggio dei suddetti indicati quinquenni, (ossia maggio 2011, 2016, 2021 e seguenti).
C ) Allo scopo di procedere armonicamente, in sequenza e di quinquennio in quinquennio in tutto il territorio
nazionale e nei tempi delle scadenze ordinarie sopra previste alla lett. B), –(prima alle elezioni del Presidente e
del Consiglio delle Sottosezioni, subito dopo del Presidente e del Consiglio delle Sezioni e quindi del Presidente
Nazionale e del Consiglio Direttivo Nazionale, del Collegio Nazionale dei Probiviri e del Collegio Nazionale dei
Revisori dei Conti)–, nonché allo scopo di legittimare appieno gli Organi eletti, tutti i componenti dei diversi
Organi dell’Associazione, rispettivamente con competenza sottosezionale, sezionale e nazionale, che con
qualsiasi motivazione saranno eletti o nominati nel corso del quinquennio ordinario 2011/2015, decadono di
fatto, -senza la necessità di declaratoria e il giorno antecedente i periodi delle scadenze ordinarie sopra previste
nella lett. B)-, dalla carica ricoperta anche se questa, a dette scadenze ordinarie, dovesse risultare di durata
inferiore a cinque anni e si procederà a nuove elezioni alle citate scadenze ordinarie.
Tale decadenza di fatto si applica anche agli Organi che con qualsiasi motivazione saranno eletti nei quinquenni
ordinari successivi al 2015, 2020 e seguenti.
D ) In via transitoria la durata di tutte le cariche sociali in corso degli Organi dell’Associazione, che sono già scadute o che andranno a scadere prima delle superiori scadenze ordinarie del 2010, è o sarà prorogata fino alla data di cui alla superiore lett. B);
§ 2 – Computo dei mandati
Al fine di determinare il numero dei due mandati ricoperti (§1), il computo di eventuali mandati di durata inferiore
ai cinque anni (Statuto, art. 33) è così regolato:
a ) i mandati che risultano di durata superiore a tre anni sono computabili quali mandati ordinari interi.
b ) i mandati che risultano di durata inferiore a tre anni non sono computabili quali mandati ordinari interi. Nel caso
di dimissioni tali mandati di durata inferiore a tre anni vanno computati quali mandati interi.
La durata dei mandati appena indicati va calcolata computando il periodo di tempo intercorrente dalla data in cui
il componente dell’Organo è stato eletto o nominato sino alla data in cui si procederà al rinnovo delle cariche o, per il componente nominato, sino alla data in cui è eventualmente revocato.
§ 3 – Scioglimento degli Organi collegiali
A) In caso di dimissioni o impedimento permanente o decadenza o esclusione o decesso del Presidente di un
Consiglio o di un Collegio, oppure in caso di dimissioni di due componenti del Collegio dei Probiviri o di due
componenti effettivi del Collegio dei Revisori dei Conti, il Consiglio o il Collegio si scioglie, tutti i Componenti
degli stessi decadono dalla carica e si procede a nuove elezioni (Statuto, art. 34) come indicato nel successivo §
4, fatto salvo quanto previsto nelle seguenti lett. B) e lett. C).
Le dimissioni dei due componenti del Collegio dei Probiviri e dei Revisori dei Conti devono essere contestuali o
presentate nell’arco di sette giorni.
Per le dimissioni dei Consiglieri eletti dei Consigli di Sezione e di Sottosezione oppure del Consiglio Direttivo
Nazionale si rinvia, rispettivamente, all’art. 36, § 1, lett. c) e all’ultimo comma dello stesso.
In caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente di un Consiglio o di un Collegio (Statuto, art. 34)
si procede come previsto nell’art. 74.
Per i motivi di scioglimento di un Organo per commissariamento e per le relative modalità si rinvia all’art. 36 e
seguenti.
B) Fatta eccezione per quanto previsto in merito alle decadenze disciplinate al successivo art. 75, § 3,
(Incompatibilità con le cariche politiche), nei casi previsti nella superiore lett. A), intervenuti nei dodici mesi
antecedenti la scadenza ordinaria del mandato, il suddetto Presidente ed il rispettivo Consiglio restano in carica
per l’ordinaria amministrazione, secondo le rispettive competenze, fino alla scadenza ordinaria del mandato ed
alla elezione del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio e si provvede, nei tempi ordinari di scadenza (§ 1, lett.
B), alla convocazione dell’Assemblea degli elettori. Nel caso di impossibilità del Presidente le funzioni dello
stesso sono assunte dal Vice Presidente e, in mancanza o inoperosità di questo, si procede a
commissariamento dell’Organo nelle forme di rito (art. 36).
C) La norma prevista nella precedente lett. A) si applica anche nel caso di lontananza permanente del Presidente
di Sezione o di Sottosezione dal territorio, nel caso di disimpegno dello stesso (art. 71, § 5) che nuoccia
all’Associazione e all’Organizzazione territoriale di appartenenza e, in genere, per qualsiasi altra motivazione
che limiti in modo concreto l’esercizio delle funzioni del Presidente. Accertata l’esistenza di uno dei suddetti
presupposti, le funzioni del Presidente sono assunte dal Vice Presidente e, in mancanza o inoperosità di questo,
si procede a commissariamento dell’Organo nelle forme di rito (art. 36).
D) Nei casi suddetti, la deliberazione di atti di straordinaria amministrazione che si rendessero necessari spetta
all’Organo superiore.
§ 4 – Indizione nuove elezioni – Competenza
Nei casi di scioglimento degli Organi dell’Associazione indicati nella lett. A) del paragrafo precedente e
intervenuti nei tempi antecedenti a quelli previsti nella lett. B) e nel caso previsto nell’ultimo comma dell’art. 36,
(dimissioni o mancanza di quattro componenti eletti del Consiglio Direttivo Nazionale) l’Assemblea degli elettori, –
fatte salve situazioni particolari a valutarsi dall’Organo superiore-, dovrà essere convocata per procedere alle
votazioni da tenere improrogabilmente entro sessanta giorni dalla data in cui si è verificato o è stato accertato
l’evento che ha determinato lo scioglimento.
Alle nuove elezioni si procede, -con le modalità previste nel Regolamento Elettorale-, convocando, nelle
Sottosezioni, l’Assemblea degli elettori costituita da tutti i soci effettivi della stessa (art. 60) iscritti nell’elenco
definitivo determinato ai sensi dell’art. 9 e, nelle Sezioni e in Presidenza Nazionale, convocando le rispettive
Assemblee degli elettori previste nell’art. 55 e nell’art. 43.
Nello specifico:
a) Nel caso di dimissione del Presidente di un Organo dell’Associazione, le nuove elezioni vengono indette dal
Presidente dimissionario. Se questo è inoperoso si procede come previsto nella seguente lett. b).
b) Nei casi di impedimento permanente o decesso del Presidente di un Organo dell’Associazione, le nuove elezioni
vengono indette dal Vice Presidente dell’Organo interessato. In mancanza di questo o se è inoperoso, l’Organo
superiore nomina un commissario ad acta per indire nuove elezioni e curare lo svolgimento e il completamento
delle stesse.
c) Nei casi di decadenza o di esclusione del Presidente di una Sezione o Sottosezione o Responsabile di Gruppo
si procede a commissariamento dell’Organo nelle forme di rito (art. 36).
d) Nei casi di decadenza o di esclusione o di dimissioni di tre componenti eletti il Consiglio di Sezione o di
Sottosezione si procede a commissariamento dell’Organo nelle forme di rito (art. 36).
e) Nei casi richiamati nella lett. B) e lett. C) del paragrafo precedente si procede come ivi previsto.
f) Nei casi tutti di scioglimento del Collegio dei Probiviri e del Collegio dei Revisori dei Conti, le nuove elezioni
vengono indette dal Presidente Nazionale (art. 44, § 3/i).
g) Nei casi tutti di scioglimento del Consiglio Direttivo Nazionale, -tranne nel caso di dimissioni del Presidente
Nazionale-, le nuove elezioni vengono indette dal Vice Presidente Nazionale Vicario. Se questo è inoperoso si
procede come previsto nell’art. 45, § 2.
h) Ai mandati come sopra rinnovati si applicano le norme previste nei superiori §§ 1 e 2.

Art. 73
§ 1 – Insediamento degli Organi
I Presidenti e i Consiglieri eletti nelle diverse Organizzazioni territoriali, vanno insediati (artt. 47, 58 e 63) dopo la
conferma mediante benestare sulle qualità morali del Presidente eletto da parte delle rispettive Autorità
Ecclesiastiche competenti.
Analogamente si procede all’insediamento dei Commissari.
§ 2 – Rielezione del Presidente e conferma
Nel caso in cui il Presidente di un Organo è rieletto consecutivamente per il secondo mandato nella medesima
carica, lo stesso, in attesa del benestare appena richiamato, continua ad esercitare tutte le sue funzioni.
Il Presidente dell’Organo superiore deve in ogni caso comunicare tempestivamente alla citata Autorità la
rielezione del Presidente interessato.
Nel caso in cui il Presidente rieletto per il secondo mandato consecutivo non fosse riconfermato dall’Autorità
Ecclesiastica competente, la sua elezione e quella dei Consiglieri eletti è annullata dall’Organo superiore e si
procede a riconvocare l’Assemblea degli elettori dell’Organo interessato (Reg. Elet., art. 26) per eleggere sia il
Presidente che i Consiglieri.
§ 3 – Nomina Vice Presidente, Segretario e Tesoriere – Comunicazione
Entro dieci giorni dalla data delle elezioni, i Presidenti di Sezione e di Sottosezione devono provvedere, nelle
forme di rito, alla nomina del Vice Presidente, del Segretario e del Tesoriere ed il Presidente Nazionale alla nomina
dei due Vice Presidenti con la designazione di cui all’art. 45.
I Presidenti di Sezione e di Sottosezione devono comunicare le nomine suddette, rispettivamente al Presidente
Nazionale e al Presidente di Sezione, entro i successivi cinque giorni. Il Presidente Nazionale le comunica ai
componenti l’Assemblea Nazionale alla prima seduta utile.
§ 4 – Sostituzione Vice Presidente, Segretario, Tesoriere e Consiglieri aggiunti
I due Vice Presidenti Nazionali nominati dal Presidente Nazionale e il Vice Presidente, il Segretario e il Tesoriere
di Sezione e di Sottosezione nominati dai rispettivi Presidenti nonché i Consiglieri aggiunti eventualmente nominati
dai citati Presidenti, possono essere revocati e sostituiti con decisione non impugnabile del Presidente stesso. Per i Consiglieri aggiunti la nuova nomina è facoltativa.
I suddetti Presidenti comunicheranno le eventuali sostituzioni e variazioni della composizione del Consiglio
come previsto nel superiore § 3 ed entro cinque giorni dalle stesse.

Art. 74
§ 1 – Sostituzione temporanea del Presidente degli Organi collegiali – Delega
I Presidenti delle varie Organizzazioni territoriali, in caso di assenza o impedimento temporaneo, sono sostituiti a
tutti gli effetti, dal rispettivo Vice Presidente (Statuto, art. 34) per provvedere all’adempimento dei compiti di ordinaria amministrazione previsti per ciascun Organo. La sostituzione va fatta con delega, anche orale, del Presidente. Se questa non viene conferita senza che sussistano valide motivazioni o per qualsiasi motivo non può essere conferita, il Presidente viene sostituito automaticamente.
Nel caso in cui anche per il Vice Presidente sussistano gli impedimenti di cui sopra o nel caso di inoperosità
dello stesso accertata dall’Organo superiore, si procede al commissariamento dell’Organo e vengono indette nuove
elezioni nei termini previsti nell’art. 72, § 4.
Il Presidente Nazionale è sostituito come previsto nell’art. 45.
Il Presidente del Collegio dei Probiviri o del Collegio dei Revisori dei Conti è sostituito come previsto,
rispettivamente, agli artt. 50 e 53.
Per la rappresentanza alle sedute delle Assemblee e dei Consigli degli Organi dell’Associazione si rinvia al
successivo § 4.
Per la rappresentanza delle Sezioni e delle Sottosezioni, rispettivamente all’Assemblea Nazionale o Sezionale,
si rinvia agli artt. 54 e 59.
§ 2 – Doveri e responsabilità degli Organi decaduti
I Presidenti e i Componenti degli Organi decaduti per il termine del mandato o dimissionari restano in carica con
tutti i doveri e le responsabilità fino all’insediamento dei successori (Statuto, art. 34).
§ 3 – Cooptazione Consiglieri
Venendo a mancare per qualsiasi causa uno dei componenti eletti di un Consiglio o Collegio, questi cooptano il
primo dei Consiglieri non eletti che resta in carica fino al termine del quinquennio (Statuto, art. 34) ordinario o
all’eventuale scioglimento dell’Organo (art. 72, § 3) nel quale è cooptato e ha diritto di voto.
Nel caso di parità di voti (Statuto, art. 34) è cooptato il più anziano in età.
La cooptazione dovrà avvenire improrogabilmente entro venti giorni dalla data in cui si è verificata la causa che
ha determinato la mancanza del Consigliere. Se non provvede l’Organo interessato, il Consiglio dell’Organo
superiore nomina un Commissario ad acta.
Nel caso che nessun socio abbia riportato voti per Consigliere (Statuto, art. 34) sarà convocata la relativa
Assemblea degli elettori per procedere alla elezione del Consigliere mancante che resta in carica fino al termine del quinquennio ordinario o all’eventuale scioglimento dell’Organo (art. 72, § 3) nel quale è eletto.
Nel caso in cui uno o entrambi i Vice Presidenti Nazionali oppure il Vice Presidente e/o il Segretario e/o il
Tesoriere delle Sezioni e delle Sottosezioni venissero nominati tra i Consiglieri eletti non dovrà procedersi ad alcuna cooptazione o integrazione del Consiglio (artt. 46, 57, 62).
§ 4 – Delega dei componenti gli Organi collegiali
Alle sedute delle Assemblee e dei Consigli degli Organi dell’Associazione i componenti possono farsi
rappresentare da un altro socio componente di tali Organi nelle forme e con i limiti appresso previsti (Statuto, art.
36).
Fatto salvo quanto previsto nel Regolamento elettorale per il voto dei soci disabili, tale facoltà di rappresentanza
a mezzo delega, è esclusa per i componenti dell’Assemblea degli elettori di Sottosezione e di Gruppo (Statuto, art. 36) nonché per il Collegio dei Probiviri e dei Revisori dei Conti.
La delega va conferita per iscritto.
Il delegato non può delegare altro componente.
Il delegato non può rappresentare alle sedute dei Consigli degli Organi dell’Associazione più di un componente
e alle sedute delle Assemblee ordinarie e straordinarie nonché nell’Assemblea Nazionale degli elettori e
nell’Assemblea Sezionale degli elettori, più di due componenti (art. 17 Reg. Elet.).
Restano ferme le norme previste negli artt. 54 e 59 sulla rappresentanza di ogni Sezione e di ogni Sottosezione
rispettivamente alle sedute dell’Assemblea Nazionale o dell’Assemblea Sezionale.

Art. 75
§ 1 – Impossibilità a ricoprire cariche sociali
A ) Non possono essere eletti o nominati a ricoprire cariche sociali i soci effettivi:
a) che non hanno compiuto venticinque anni di età ma limitatamente alla carica di Presidente degli Organi
collegiali dell’Associazione;
b) che hanno compiuto settantacinque anni di età; se a tale età ricoprono una carica la mantengono sino allo
scioglimento dell’Organo relativo;
c) che mantengono la qualifica di effettivi per le deroghe previste nell’art. 8, § 6. lett. C);
d) nonché i Vescovi, i Presbiteri e i Diaconi per il sacerdozio. I Diaconi permanenti possono ricoprire cariche
sociali se a ciò autorizzati dal loro Ordinario Diocesano.
B ) Non possono ricoprire cariche sociali, anche se eletti o nominati, i soci effettivi:
a) che non sono iscritti nell’elenco dei soci effettivi della Organizzazione territoriale alla quale la carica si
riferisce;
b) che non sono domiciliati, ossia che di fatto non abitano stabilmente nel territorio di competenza della
Organizzazione territoriale alla quale la carica si riferisce, fatte salve le situazioni geografiche e locali di
particolare rilievo derogabili con delibera motivata del Consiglio Direttivo Nazionale su proposta del
Consiglio di Sezione;
c) che non hanno il benestare dall’Autorità Ecclesiastica competente;
d) che vivono in situazioni o sostengono posizioni che sono in aperto e pubblico contrasto con il Magistero
della Chiesa;
e) che si trovano nelle situazioni soggettive di incompatibilità con le cariche politiche previste al successivo § 3;
f) che nell’anno antecedente la data delle votazioni di rinnovo cariche sociali o della eventuale nomina, si sono
trovati in una delle situazioni (§ 3) di cui alla precedente lett. e);
g) che sono componenti della stessa famiglia ma limitatamente allo stesso Consiglio o Collegio. Sono da
considerare componenti della stessa famiglia, oltre ai coniugi e ai figli dei medesimi a qualsiasi titolo, i soci
che tra loro sono parenti:
• in linea retta discendente e/o ascendente di primo grado (i genitori capostipiti e i figli degli stessi), e di
secondo grado (detti genitori capostipiti e i figli dei figli);
• o in linea collaterale di secondo grado (due fratelli, o sorelle, o fratello e sorella) e di terzo grado (uno di
detti fratelli o sorelle con i figli dell’altro/a);
• o per vincolo familiare di affinità in linea retta di primo grado (un coniuge e i suoceri) e in linea collaterale
di secondo grado (un coniuge e i cognati nonché i coniugi di quest’ultimi).
C ) I soci che comunque si trovano in una delle anzidette situazioni di impossibilità a ricoprire cariche sociali sono a tutti gli effetti considerati dimissionari e decaduti dalle stesse alla data in cui è accertata o si è verificata una
delle citate situazioni.
Gli stessi devono darne comunicazione con raccomandata con avviso di ricevimento spedita entro cinque giorni
dalla elezione o dalla nomina o dal verificarsi dell’evento, da indirizzare:
• se è un Presidente, al Presidente dell’Organo che lo ha insediato e al proprio Vice Presidente ove previsto;
• se è un Componente di un Consiglio, al Presidente dell’Organo collegiale di appartenenza;
• se è un Componente del Collegio dei Probiviri o dei Revisori dei Conti, al Presidente Nazionale e al proprio
Presidente.
Conseguentemente, fatto salvo quanto previsto nell’art. 72, § 3, lett. B) :
???? se è il Presidente di un Organo Collegiale a decadere, conformemente a quanto previsto nel quarto comma
dell’art. 34 dello Statuto, tutti i componenti decadono e quindi il Consiglio Direttivo Nazionale, i Consigli
Sezionali e Sottosezionali, il Collegio dei Probiviri o dei Revisori dei Conti si sciolgono e vengono indette
nuove elezioni nei modi e nei termini previsti nell’art. 72, § 4, e nel Regolamento Elettorale;
???? se è il Componente eletto di un Consiglio a decadere si procede alla cooptazione (art. 74, § 3)
improrogabilmente entro venti giorni dalla data di ricezione della citata comunicazione;
???? se è il Vice Presidente, o il Segretario o il Tesoriere a decadere si procede, nello stesso termine appena
citato, alla nuova nomina nelle forme di rito (artt. 57 e 62).
D ) In mancanza della comunicazione prima indicata che si protraesse oltre dieci giorni dal verificarsi dell’evento e
nel caso non si provveda, entro i successivi trenta giorni, a quanto previsto nella precedente lett. C), i soci che si
trovano nelle citate situazioni sono dichiarati decaduti dalla carica ricoperta con giudizio insindacabile e definitivo
pronunciato in unica istanza dall’Organo collegiale superiore, (Consiglio di Sezione, Consiglio Direttivo
Nazionale, Assemblea Nazionale), che provvede anche alla contestuale nomina di un Commissario ad acta.
Questo, -nel rispetto delle modalità, delle norme e dei termini previsti e a seconda della carica ricoperta dal
socio decaduto nell’Organo collegiale interessato-, provvede, come indicato nella precedente lett. C) :
• o ad indire nuove elezioni per eleggere il Presidente e i Componenti il Consiglio o il Collegio interessato;
• o alla cooptazione del Consigliere (art. 74, § 3);
• o, in deroga a quanto previsto negli artt. 16, 22 e 25 dello Statuto, in Presidenza Nazionale alla nomina dei
due Vice Presidenti, nelle Sezioni e Sottosezioni alla nomina del Vice Presidente, e/o del Segretario e/o del
Tesoriere.
§ 2 – Incompatibilità tra le cariche sociali
Qualsiasi carica sociale ricoperta dal socio nell’Associazione è incompatibile con le altre cariche sociali della
stessa (Statuto, art. 33) ed il socio, entro dieci giorni dall’avvenuta nuova elezione o nomina ad altra carica, deve
dichiarare per quale carica intende optare dimettendosi dalla carica ricoperta o rinunciando alla nuova.
L’esercizio dell’opzione costituisce elemento essenziale per l’insediamento nella nuova carica.
La funzione di Commissario di una Sezione o Sottosezione e la funzione di Commissario ad acta sono
compatibili, in quanto Organi straordinari (art. 31), con le altre cariche sociali dell’Associazione.
§ 3 – Incompatibilità con le cariche politiche e Organi correlati
La carica di Presidente o di Componente di tutti gli Organi collegiali dell’Associazione (Consiglio Direttivo
Nazionale, Collegio dei Probiviri, Collegio dei Revisori dei Conti, Consigli di Sezione, di Sottosezione e di Gruppo) e
la nomina a Presidente o Componente del seggio nelle Assemblee degli elettori (Nazionale, Sezionale,
Sottosezionale e di Gruppo) sono incompatibili :
• con i mandati parlamentari (Nazionale ed Europeo);
• con le cariche di Governo;
• con la carica di Sindaco, di Presidente delle Giunte Provinciali e Regionali;
• con il mandato nei Consigli Comunali, Provinciali, Regionali;
• con il mandato o nomina di Componente delle Giunte Comunali, Provinciali e Regionali;
• con la carica di Presidente di Circoscrizioni Comunali;
• con la presentazione della propria candidatura ai citati mandati e cariche;
• con le cariche negli Organi decisionali di partiti politici o di organizzazioni, comunque denominate, che
perseguano finalità direttamente politiche.
Pertanto, i soci dell’Associazione che si trovano in una delle citate situazioni di incompatibilità non possono
essere eletti o nominati, (§ 1, lett. A) e lett. B), alla carica di Presidente Nazionale o di Presidente o di Componente degli Organi Collegiali dell’Associazione indicati nel primo comma o nominati a Presidente o Componente del seggio nelle Assemblee degli elettori.
Inoltre, i soci che rivestono la carica di Presidente Nazionale, o di Presidente o di Componente degli Organi
collegiali dell’Associazione già innanzi richiamati, in caso di candidatura per le Assemblee elettive del Parlamento
Europeo, Nazionale, delle Regioni, degli altri Enti pubblici territoriali e degli Organi politici tutti di qualsiasi livello
richiamati ai commi precedenti, o in caso di nomina alle cariche di Governo e che comunque si trovano nelle
situazioni di incompatibilità di cui ai commi suddetti, decadono automaticamente dalla carica ricoperta
nell’Associazione e sono considerati dimissionari a tutti gli effetti dalla data della presentazione della propria
candidatura o delle nomine di cui sopra.
I soci come sopra decaduti dalla carica devono dare la comunicazione di cui al superiore § 1, lett. C), nei modi e
nei termini ivi specificati che va indirizzata agli Organi nello stesso indicati, per procedere a quanto nel medesimo
previsto.
In mancanza della suddetta comunicazione e/o degli adempimenti indicati al citato § 1, lett. C) si procede come
previsto nel § 1, lett D).

TITOLO VIII – DEL PATRIMONIO E DELLE NORME GENERALI

Art. 76
§ 1- Principi
L’Unitalsi non ha scopo di lucro.
Gli eventuali proventi di qualsivoglia attività realizzata dall’Associazione debbono essere utilizzati
esclusivamente per finalità istituzionali e in nessun caso e nemmeno in forma indiretta possono essere divisi tra i
soci (Statuto, art. 26).
§ 2- Costituzione del patrimonio
Il patrimonio dell’Unitalsi è costituito (Statuto, art. 27):
a) dalle quote dei soci;
b) da eventuali offerte dei benefattori e dei partecipanti ai pellegrinaggi;
c) dall’eventuale ricavato di iniziative benefiche ed attività associative;
d) dagli eventuali contributi di enti pubblici e privati;
e) dai beni mobili ed immobili;
f) da eventuali donazioni e legati.
Le eventuali donazioni e i legati vanno utilizzati secondo le indicazioni del dante causa.
L’Associazione, ai sensi e per gli effetti del can. 319 del Codice di Diritto Canonico, amministra i beni che
possiede secondo le disposizioni dello Statuto e sotto l’alta direzione della C.E.I., fermi restando i canoni 1281 e
1291-1295.
§ 3- Destinazione delle offerte
È principio fondamentale che le offerte e quant’altro di cui al paragrafo precedente, pervenuti ad un Organo
dell’Associazione in un determinato territorio devono essere utilizzate nello stesso territorio e in particolare:
• per sostenere le opere di carità e di apostolato nonché le attività e i servizi della stessa Organizzazione;
• per contribuire parzialmente o totalmente, non potendole sopportare (Statuto, art. 2), alle spese dei pellegrinaggi
delle persone ammalate, disabili e in difficoltà nonché del personale volontario che si è impegnato e si impegna
in particolari servizi.
In caso di necessità da parte dell’Associazione o di una Sezione o di una Sottosezione o di un Gruppo, le
Sezioni possono destinare parte delle proprie disponibilità per sopperire alle dette necessità.

Art. 77
§ 1- Autonomia patrimoniale
Le Sezioni, le Sottosezioni e i Gruppi non hanno autonomia patrimoniale. Resta salva la discrezionalità dei
Consigli di Sezione, di Sottosezione e dei Gruppi di deliberare le spese relative alle attività istituzionali delle Sezioni, delle Sottosezioni e dei Gruppi (Statuto, art. 30), siano esse ordinarie, necessarie, straordinarie o impreviste o urgenti, nei limiti delle loro effettive disponibilità economico/finanziarie.
Solo eccezionalmente il Consiglio della Sezione può deliberare, con l’approvazione del Consiglio Direttivo
Nazionale, spese straordinarie che eccedono la propria disponibilità economico/finanziaria e comunque nei limiti
delle previsioni certe delle entrate.
§ 2- Bilancio preventivo e bilancio consuntivo
Il bilancio preventivo dell’Associazione è unico e si compone del bilancio preventivo della Presidenza Nazionale
e dei bilanci preventivi delle Sezioni nonché delle previsioni di spesa delle Sottosezioni e dei Gruppi (Statuto, art.
30).
Il bilancio consuntivo dell’Associazione è unico e si compone del bilancio consuntivo della Presidenza Nazionale
e dei bilanci consuntivi delle Sezioni nonché dei rendiconti consuntivi delle Sottosezioni e dei Gruppi (Statuto, art.
30).
Il Consiglio Direttivo Nazionale e i Consigli delle Sezioni sono obbligati a redigere i propri bilanci, preventivo e
consuntivo nonché il rendiconto delle spese, e i Consigli di Sottosezione i propri conti delle previsioni di spesa e i
rendiconti consuntivi, nei termini previsti rispettivamente nei precedenti artt. 47, 58 e 63, sottoponendoli
all’approvazione delle rispettive Assemblee nei termini indicati negli artt. 42, 54 e 59, fatta eccezione per le
previsioni di spesa delle Sottosezioni.
§ 3 – Gestione disponibilità liquide
Le disponibilità liquide presso le Sezioni devono essere gestite a mezzo di Istituti di credito mediante conto
corrente bancario intestato all’Associazione con l’indicazione della Sezione interessata, acceso dal Presidente
Nazionale a firma disgiunta dello stesso e del Presidente di Sezione; inoltre e con le stesse modalità le Sezioni
possono disporre anche di un conto corrente postale.
Anche le Sottosezioni e i Gruppi, che debbono gestire le loro disponibilità liquide come prima previsto per le
Sezioni, possono disporre di un conto corrente bancario e di un conto corrente postale accesi dal Presidente di
Sezione a firma disgiunta dello stesso e, secondo i casi, del Presidente di Sottosezione o del Responsabile di
Gruppo.
Il Consiglio Direttivo Nazionale deve provvedere alla stesura di un Regolamento di contabilità, da sottoporre
all’approvazione dell’Assemblea Nazionale.
§ 4 – Attività negoziali straordinarie
Le attività negoziali di straordinaria amministrazione, ove svolte dalle Sezioni, dalle Sottosezioni e dai Gruppi,
sono imputabili e rientrano nella sfera giuridica dell’Unitalsi soltanto se espletate da un procuratore nominato dal
Consiglio Direttivo Nazionale (Statuto, art. 31).
§ 5 – Atti di straordinaria amministrazione
Sono considerati atti di straordinaria amministrazione: vendere, acquistare, permutare beni e diritti mobiliari ed
immobiliari, rinunciare alle ipoteche legali o estinguere conti correnti, anche affidati, aprire sovvenzioni e mutui,
concedere garanzie anche ipotecarie, cedere crediti (Statuto, art. 16).
Per la validità delle deliberazioni relative ai suddetti atti occorre il voto favorevole di almeno la metà più uno dei
componenti il Consiglio Direttivo Nazionale aventi diritto di voto e con la stessa maggioranza vanno confermate
dall’Assemblea Nazionale.

TITOLO IX – DELLE FEDERAZIONI CON OPERE SIMILARI

Art. 78
Principio – Partecipazione Assemblee
L’Associazione può federarsi con Opere similari esistenti anche in altri Paesi (Statuto, art. 3).
I Presidenti di dette Associazioni, Organizzazioni ed Opere similari, italiane o di altre nazioni, federate con
l’Unitalsi, vengono invitati a partecipare ai lavori dell’Assemblea Nazionale con parere consultivo, salvi possibili
diversi accordi raggiunti con ciascuna Opera.

TITOLO X – DELLE ASSOCIAZIONI SCOUTISTICHE

Art. 79
Principio – Facoltà
Nel pieno rispetto dello Statuto e del presente Regolamento, possono essere ammessi a soci dell’Unitalsi coloro
che fanno parte delle Associazioni scoutistiche riconosciute dalla Chiesa; gli stessi dovranno osservare lo Statuto e i Regolamenti dell’Unitalsi e quanto disposto dai responsabili dei singoli pellegrinaggi e attività cui prendono parte.
Gli appartenenti a dette Associazioni che partecipano con continuità alle attività e alla vita dell’Unitalsi sono
equiparati a tutti gli effetti, se maggiorenni, ai soci ausiliari, mentre, se minorenni, partecipano quali soci aggregati.
Su loro richiesta potranno indossare la divisa dell’Associazione da cui provengono; se ricoprono cariche sociali
nell’Unitalsi o incarichi di responsabilità nella stessa sono tenuti ad indossare la divisa dell’Unitalsi (art. 14).

TITOLO XI – APPROVAZIONE

Art. 80
Approvazione ed entrata in vigore
Il presente Regolamento Generale è stato approvato dall’Assemblea Nazionale dell’Associazione nella seduta
del 6 – 8 novembre 2009. La stessa Assemblea ha deliberato che è esecutivo, che entrerà in vigore il giorno 8
dicembre 2009, giorno dedicato all’Immacolata Concezione.
L’Assemblea Nazionale ha inoltre deliberato che sono abrogate tutte le norme dalla stessa in precedenza
approvate ed eventualmente in contrasto con il presente Regolamento Generale e con il “Regolamento delle elezioni delle cariche sociali”.
Per quanto non espressamente previsto nello Statuto e nel presente Regolamento valgono le norme del Codice
di Diritto Canonico e delle Leggi Italiane.

REGOLAMENTO GENERALE
I N D I C E

TITOLO I : ASSOCIAZIONE E PRINCIPI

Il fine dell’Associazione – Qualificazione………………………………….. Art. 1
Scopi ……………………………………………………………………….. Art. 2
Erezione canonica – Riconoscimenti giuridici civili ……………..…….. Art. 3

TITOLO II : DEI SOCI
CAPO PRIMO : QUALIFICHE E CATEGORIE
Richiesta a socio – Qualifiche – Categorie – Domanda di
partecipazione ai pellegrinaggi – Deroga – Domicilio ………………… .Art. 4
Soci ausiliari – Ammissione – Conferma – Trasferimento di
domicilio-abitazione …………………….……………………………….. Art. 5
Impegno di adesione e rinnovo – Quota associativa e rinnovo ……… .Art. 6
Soci effettivi – Servizio unitalsiano – Pellegrinaggi nazionali e regionali –
Intesa con Cons. Dir. Naz. – Autorizzazione pellegrinaggi Sottosezione Art. 7
Ammissione a socio effettivo – Tempi – Mantenimento della qualifica di
effettivo – Decadenza da effettivo e passaggio ad ausiliare – Deroghe .. Art. 8
Elenco soci Ausiliari ed Effettivi: Revisione – Aggiornamento – Affissione –
Osservazioni – Elenco soci effettivi provvisorio e definitivo ………….. Art. 9
Comunicazioni – Ricorsi – Modi e termini …………….………………….. Art. 10
Tesseramento – Incarichi organizzativi ……………..……………………. Art. 11
Categorie soci e servizi – Benefattori, Aggregati – Ammissione – Quota
associativa ridotta – Affiliati ………………………………………………….. Art. 12
Elenchi soci Benefattori, Aggregati, Affiliati – Invio a Sottosezioni e
Presidenza Nazionale – Conservazione domande, elenchi, delibere …… Art. 13
Divisa e norme comportamentali …………………………………….…….. Art. 14
Prestazioni dei soci – Accettazione norme associative …………………… Art. 15
Rapporto lavorativo-associativo degli impiegati ………………………….. Art. 16

CAPO SECONDO: DECADENZA: DA SOCIO – DA EFFETTIVO – DALLA CARICA
Motivi – Decadenza automatica e decadenza ordinaria …………………. Art. 17
Competenze e procedimento per dimissioni, dichiarazione e delibera
di decadenza – Deroga – Clausola compromissoria …………………….. Art. 18

CAPO TERZO : ESCLUSIONE – SANZIONI – IMPUGNAZIONI
Motivi ………………………………………………………………………… Art. 19
Competenza – Organi di riesame – Deroga – Provvedimento urgente .. Art. 20
Incompatibilità a decidere ………………………………………………… Art. 21
Contestazione – Deduzioni – Modalità …………………………………… Art. 22
Ricusazione ………………………………………………………………… Art. 23
Richiesta note e documenti ………………………………………………. Art. 24
Decisione di prima istanza ……………………………………………….. Art. 25
Ricorso di seconda istanza – Legittimati …………………………………Art. 26
Tentativo obbligatorio di conciliazione ……………………………….….. Art. 27
Decisione di seconda istanza …………………………………………….. Art. 28
Verifica di conformità – Legittimati – Modalità – Decisione …………….. Art. 29
Efficacia ed esecutività delle decisioni – Comunicazione ……………… Art. 30

TITOLO III : DELLE ORGANIZZAZIONI TERRITORIALI
CAPO PRIMO : ASSEMBLEA E PRESIDENZA NAZIONALE –
SEZIONI – SOTTOSEZIONI – GRUPPI
Organizzazione – Organi ordinari e Organi straordinari ………………… Art. 31
Organi centrali ………………………………………………………………. Art. 32
Organi territoriali: Sezioni – Sottosezioni – Gruppi locali ……………….. Art. 33

CAPO SECONDO :
COSTITUZIONI NUOVE SEZIONI E SOTTOSEZIONI
Nomina Commissario ……………………………………………………… Art. 34
Durata – Poteri – Facoltà ………………………………………………….. Art. 35

CAPO TERZO :
COMMISSARIAMENTO – COMMISSARIO AD ACTA
Motivi – Competenza – Conferma – Incompatibilità a decidere ……….. Art. 36
Comunicazione della contestazione e del commissariamento –
Provvedimento urgente ……………………………………………………. Art. 37
Ricorso – Competenza – Legittimati – Decisione seconda istanza ……. Art. 38
Verifica di conformità – Legittimati ……………………………………….. Art. 39
Commissario ad acta ……………………………………………………… Art. 40

TITOLO IV : DEGLI ORGANI
CAPO PRIMO : ASSEMBLEA NAZIONALE
Composizione – Sedute ………………………………………………….…. Art. 41
Adempimenti – Scadenze – Votazioni …………………………………….. Art. 42
Assemblea Nazionale degli elettori ………………………………………. Art. 43

CAPO SECONDO : PRESIDENTE NAZIONALE
Competenze – Adempimenti – Elezioni – Conferma ….…………………. Art. 44
I due Vice Presidenti – Sostituzione temporanea del Presidente –
Vice Presidente Vicario ………………………………………..………….. Art. 45

CAPO TERZO : CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
Composizione – Sedute ……………………………………………………. Art. 46
Adempimenti del Consiglio – Scadenze ………..………………………… Art. 47

CAPO QUARTO : COLLEGIO NAZIONALE PROBIVIRI
Composizione – Sedute ……………………………………………………. Art. 48
Compiti – Pronunzie di pareri – Adempimenti ..………………………….. Art. 49
Adempimenti del Presidente – Sostituzione e dimissioni – Scioglimento Art. 50
Ricusazione di un componente ……………………………………………. Art. 51

CAPO QUINTO : COLLEGIO NAZIONALE DEI REVISORI DEI CONTI
Composizione – Sedute ……………………………………………………. Art. 52
Adempimenti – Sostituzione e dimissioni – Scioglimento ………………. Art. 53

CAPO SESTO : SEZIONI
Assemblea:
Composizione -Sedute – Rappresentanza – Adempimenti – Scadenze Art. 54
Assemblea Sezionale degli elettori ……………….…………….………… Art. 55
Presidente: Competenze ed adempimenti – Elezione – Conferma ……. Art. 56
Composizione Consiglio – Sedute ………….…………………………….. Art. 57
Adempimenti – Scadenze ………………..………….…………………….. Art. 58

CAPO SETTIMO : SOTTOSEZIONI
Assemblea: Composizione – Sedute – Rappresentanza – Adempimenti –
Scadenze – Validità sedute e deliberazioni – Formazione soci ..………. Art. 59
Assemblea Sottosezionale degli elettori ………….…………….……….. Art. 60
Presidente: Competenze – Adempimenti – Elezione – Conferma ……… Art. 61
Composizione Consiglio – Sedute ..…………….………………………… Art. 62
Adempimenti del Consiglio – Scadenze …………….………………….. Art. 63

TITOLO V : DEGLI ASSISTENTI ECCLESIASTICI E DEI CAPPELLANI
Qualifica – Nomina – Vice Assistenti……………………………………. Art. 64
Competenze – Finalità e Adempimenti – Autonomia ministeriale ……… Art. 65
Cappellani : Compiti ……………………………………………………….. Art. 66

TITOLO VI : DELLE ADUNANZE E DELLE DELIBERAZIONI

Convocazioni ordinarie, straordinarie e urgenti – Avvisi di convocazione Art. 67
Validità sedute e deliberazioni ordinarie e specifiche – Incompatibilità
a decidere …………………………………………………………………… Art. 68
Redazione verbali e delibere – Richiesta copie – Conservazione …….. Art. 69
Ricorsi – Organi di riesame – Termini e modi – Decisioni – Esecutività … Art. 70

TITOLO VII : DELLE CARICHE
Requisiti – Principi – Adempimenti – Responsabilità dei Presidenti –
Disimpegno e Decadenza – Corsi di formazione per i Responsabili ….. Art. 71
Durata delle cariche – Rinnovo cariche – Scadenze ordinarie quinquennali-
Computo mandati – Scioglimento Organi collegiali – Nuove elezioni ..… Art. 72
Insediamento Organi – Rielezione Presidente – Conferma –
Nomina Vice Presidente, Segretario e Tesoriere e sostituzione ……… Art. 73
Sostituzione temporanea del Presidente – Doveri Organi decaduti –
Cooptazione – Deleghe ……………………………………………………. Art. 74
Impossibilità ed incompatibilità a ricoprire cariche sociali ……………… Art. 75

TITOLO VIII : DEL PATRIMONIO E DELLE NORME GENERALI
Principi e costituzione del patrimonio – Destinazione offerte …………. Art. 76
Autonomia patrimoniale – Bilancio preventivo e consuntivo – Gestione
disponibilità – Attività contrattuali e di straordinaria amministrazione … Art. 77

TITOLO IX : DELLE FEDERAZIONI CON OPERE SIMILARI
Principio – Partecipazione Assemblee ………………..……………….…. Art. 78

TITOLO X : DELLE ASSOCIAZIONI SCOUTISTICHE

Principio – Facoltà ………..……………………………..…………………. Art. 79

TITOLO XI : APPROVAZIONE
Approvazione ed entrata in vigore ………..……………………………… Art. 80

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