“Cosa sarà di nostro figlio dopo di noi!”; le cose si complicano se questo figlio è disabile e allora le domande si moltiplicano “chi si occuperà di lui, chi lo aiuterà a camminare, a vestirsi, a lavarsi, a mangiare, chi lo farà sorridere, chi gli starà accanto nei momenti di debolezza” questi sono solo alcuni degli interrogativi che molti genitori si pongono ogni giorno.
Noi dell’Unitalsi abbiamo condiviso queste domande sia con i genitori che con i nostri amici disabili e con una grande dose di incoscienza ma soprattutto con tanto amore ci siamo fatti promotori di un grande progetto: Progetto Casa-Famiglia.
Tutto è iniziato nell’Agosto 2000, quando nella nostra città è nata una casa famiglia che ospita cinque disabili assistiti 24 ore su 24 da volontari unitalsiani che si prodigano gratuitamente e amorevolmente.
La Casa Famiglia è nata dall’esigenza sempre più sentita di dare una casa, ma soprattutto una famiglia a persone disabili che per diverse ragioni ne sono rimasti privi.
Dal punto di vista organizzativo, si è pensato di instaurare un rapporto di collaborazione continuativa con una persona che presta la sua attività retribuita presso la casa, scelta tra i soci dell’Opera e che quindi abbini la professionalità allo spirito di volontariato.
Tutt’intorno ruotiamo noi volontari che nonostante le mille difficoltà quotidiane dovute ai diversi impegni per il lavoro, la scuola, la famiglia ecc, riusciamo a dedicare parte del nostro tempo agli altri in modo gratuito ed entusiasmante.
Tutto questo ci caratterizza dando alla casa un clima di gioia che serve a garantire serietà al servizio che comunque va assicurato tutti i giorni, visto che i nostri Amici si sono affidati totalmente a noi.
Dal 2003 siamo supportati dai volontari del Servizio Civile Nazionale U.N.I.T.A.L.S.I. che danno un contributo importante all’andamento della casa… grazie alla loro presenza abbiamo potuto ospitare due ragazze disabili.
Uno degli obiettivi di questo progetto è quello di costituire e gestire altre Case Famiglia per persone in difficoltà, non autosufficienti che sono prive di un’idonea assistenza familiare.
Lo scopo è quello di perseguire il soddisfacimento dei bisogni assistenziali dei disabili di tutte le età, alla loro cura e riabilitazione per favorire e mantenere le loro capacità personali, operando nel rispetto dell’autonomia e della dignità personale di ciascuno di loro.
L’obiettivo non è quello di creare un grande istituto, ma dei veri e propri nuclei familiari.
Si cercherà di costituire “Famiglie” di cinque-sei persone con diverse patologie, affinché in uno spirito di collaborazione tra gli ospiti, si ricrei un clima familiare, proprio come in una casa.
La realizzazione di questo progetto è stata resa possibile grazie alla sensibilità del parroco della chiesa di San Benedetto don Angelo Di Pasquale che ha offerto i locali in comodato gratuito, permettendo una sistemazione idonea alle necessità dei disabili, e alla piena disponibilità dei volontari dell’associazione che si sono sobbarcati “da soli” un così grande impegno.
Nessun altro aiuto, né finanziamento ci è stato offerto sia dalla Pubblica Amministrazione, sia da chi con parole roboanti ce l’aveva promesso. Ma questo non ha scoraggiato chi ha voluto iniziare questa “avventura”; è importante però conoscere dal primo momento con realismo quelli che sono gli strumenti a disposizione.
Gli ospiti provvedono ad una compartecipazione nelle spese, nei limiti delle loro possibilità, al resto ci pensa la nostra Sottosezione Unitalsi di Barletta con i suoi fondi.
Al momento sono ospiti della casa famiglia 6 persone che, seppur con diverse gravi patologie, sono riuscite perfettamente a realizzare l’obiettivo prefissato, cioè quello di ricreare un vero e proprio ambiente familiare.
Il responsabile
Cosimo Cilli
e-mail: casafamiglia@unitalsibarletta.it
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